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Il futuro ha bisogno del dialogo tra scienza e istituzioni

Si chiude Geoitalia 2013, il forum nazionale dedicato alle scienze che studiano il nostro ecosistema. Qualche spunto su cui riflettere...

 “Solo coltivando la coscienza ecologica delle persone diamo a quelle persone la possibilità di salvare una pianeta”. Così Frank Herbert faceva parlare uno dei personaggi del suo libro di maggior successo, “Dune”, oltre 40 anni fa. Una frase che ha mantenuto il suo valore nel corso del tempo, sino a diventare quasi una necessità per il moderno cittadino, consapevole dei rischi ambientali che corriamo e che abbia a cuore il futuro del nostro territorio e del nostro pianeta. Ecologisti, appassionati ed amatori hanno avuto pane per i loro denti e l'opportunità di ampliare le loro conoscenze con una serie di approfondimenti che hanno toccato  praticamente ogni aspetto del nostro ecosistema durante il Geoitalia 2013, tenutosi al Palazzo dei Congressi e sponsorizzato dall'Università di Pisa.

Vulcanologia, biogeoscienza, analisi delle risorse, fisica tettonica, geologia e geopolitica sono solo alcuni dei temi chiave sui quali eminenti scienziati internazionali hanno avuto occasione di illuminare i partecipanti durante 3 giorni serratissimi pieni di diibattiti e dimostrazioni pratiche. 

“Un'esperienza positiva”, ha commentato Mauro Rosi, presidente della Federazione italiana Scienze della terra, che si augura però la nascita di un dialogo tra accademia e politica per ora assente in Italia. “Tra scienza ed istituzioni si stabilisca un dialogo molto serio, molto costruttivo di relazioni e che con questo dialogo si metta in campo uno stato di conoscenza delle cose che permetta l'assunzione di decisioni serie, ponderate ed appropriate - ha espresso il suo auspicio Rosi -. In Italia dobbiamo passare da una fase di emotività nell'approccio dei problemi ad una fase di profonda conoscenza e per questo le conoscenze scientifiche devono essere opportunamente valorizzate sia dalle istituzioni ma anche dai geoscienziati stessi che devono fare un tipo di scienza che sia più utile per l'umanità. C'è un obiettivo chiaro ed importante per l’Italia - ha continuato il presidente della Federazione italiana Scienze della terra - ed è quello di favorire un processo di rapida integrazione delle geoscienze italiane nel Paese, in modo che possano recitare pienamente quel ruolo di cui il Paese ha certamente bisogno per affrontare i suoi numerosi problemi, ma anche per pianificare opportunamente il futuro equilibrato dell'Italia» 

Un problema noto, quello del dialogo col la classe dirigenziale politica, verso il quale sembrano spingere molti fattori e parti interessate, non solo le scienze. Nella speranza che i nuovi mezzi di comunicazione assieme alla conoscienza che essi portano con sé siano d'aiuto in questo processo ringraziamo Mauro Rosi per lo spunto di riflessione.

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