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L’Europa scommette sul calore della Terra

La città di Pisa ospita la quadriennale Conferenza Europea di Geotermia e riflette sull'importanza delle energie alternative

Cybelter

Per i profani, ancora, “geotermia” è una parola piuttosto oscura, ma non sarebbe, sbagliato cominciare a prenderci confidenza. Ciascuno di noi, infatti, utilizza quotidianamente, e anche molte volte al giorno, l’energia nelle sue tante forme e questa energia alternativa, che proviene dal calore della Terra, è - e molto di più potrebbe esserlo - una fonte a dir poco preziosa.

Proprio Pisa è teatro di un appuntamento centrale per la geotermia, qui infatti, dal 3 al 7 giugno, va in scena la quadriennale Conferenza Europea di Geotermia (EGC) organizzata da EGEC (l'European Geothermal Energy Council), l’evento scientifico più importante nel settore, un’occasione fondamentale per discuterne i nuovi sviluppi di questa energia, in campo scientifico, tecnologico e industriale nelle politiche dell’Unione europea.

Accanto agli aspetti più strettamente specialistici destinati agli addetti ai lavori, è importante venga anche sdoganato il senso della geotermia nel grande pubblico: bastano d’altronde poche e semplici nozioni per avere immediatamente chiara l’utilità di questa energia. Lo sviluppo della geotermia nel nostro Paese è infatti necessaria – come a più riprese chiaramente ribadito dal Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG) e dall’Unione Geotermica Italiana (UGI) – è per limitare la dipendenza dalle fonti energetiche importate, per ridurre il deficit della bilancia dei pagamenti e per diminuire l’impatto sull’ambiente dei gas ad effetto serra, rispondendo dunque a esigenze economiche ed ecologiche primarie.

Sviluppare l’utilizzo delle risorse nazionali di energia, specie di quelle rinnovabili e non convenzionali, diventa ancora più importante nel panorama globale attuale, che assiste a una continua crescita dei consumi energetici - in Occidente, ma anche e soprattutto nei Brics, con Cina e India in testa -, a un progressivo depauperamento delle riserve note di idrocarburi e a crisi politiche frequenti, che spesso comportano elevati aumenti dei prezzi del petrolio e del gas naturale.

La geotermia non è attrice secondaria. Largamente diffusa in Italia e in Europa, è adatta a una vasta gamma di impieghi, dalla produzione di energia elettrica all’uso diretto del calore per applicazioni civili ed industriali, con un potenziale tutto da esplorare. Dagli ultimi dati risulta che il 4% della popolazione dell'Unione Europea vive in regioni dove il calore geotermico potenziale è superiore ai 200°C; l'8% in regioni dove è compreso tra i 100 e 200 °C e il 19% dove è compreso tra i 60 e i 100°C. Ben un quarto degli europei vive dunque in aree che potrebbero essere raggiunte da teleriscaldamento geotermico.

L’Europa pare avere capito le potenzialità del settore e da qui al 2020 ha obiettivi ambiziosi da realizzare. Per farlo, però, è fondamentale vengano semplificate le procedure, agevolati i finanziamenti, stimolati i decisori. Scienza, industria, tecnologia e politica devono allearsi: in palio ci sono benefici economici e ambientali che possono imprimere un segno diverso al futuro.

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