Il Chievo accusa Michele Marconi di razzismo, il Pisa risponde: è muro contro muro

L'episodio incriminato coinvolge il centravanti del Pisa e il centrocampista nigeriano dei veneti Joel Obi. Botta e risposta con due comunicati tra le società, dal campo nessuno pare aver sentito niente

L'accusa è di quelle infamanti. Il contesto e la dinamica dei fatti, però, lascia spazio a moltissimi dubbi. Ricostruiamo i fatti: intorno al 40' del primo tempo della sfida di ieri, martedì 22 dicembre, Michele Marconi e Joel Obi entrano in collisione. I due si rialzano, si scambiano qualche battuta come avviene spesso in caso di scontri duri in mezzo al campo. L'episodio sembra chiudersi qua, se non fosse che il centrocampista nigeriano e una parte della panchina scattano come molle verso il guardalinee e il direttore di gara chiedendo una sanzione nei confronti del centravanti nerazzurro.

Secondo gli ospiti, che al termine del match emanano un duro comunicato di accusa nei confronti del calciatore del Pisa, Marconi avrebbe rivolto a Obi una frase razzista che suona più o meno così: "La rivolta degli schiavi". La risposta ufficiale della società di via Battisti non si fa attendere: dopo aver avuto riscontri certi dalla quaterna degli arbitri, dagli ufficiali della Lega B e dagli ispettori della Figc in campo, suffragati anche dalle riprese a bordo campo di Dazn, la posizione ufficiale è dettagliata e ancora più dura.

Prendendo le distanze dalle parole utilizzate dal Chievo, il Pisa Sporting Club sottolinea che Marconi "ha confermato di non aver rivolto alcun epiteto offensivo al calciatore avversario, tantomeno a sfondo razziale". E poi la bordata nei confronti della società veneta, dopo aver ribadito il grande impegno societario sul tema della lotta a ogni tipo di discriminazione e in sostegno del gioco leale: "Il Pisa Sporting Club, per tali motivi, non accetta lezioni di comportamento da nessuno, tantomeno da chi non si è certo distinto negli ultimi anni per i valori dell’etica, del fair play e del rispetto delle regole basilari dello sport".

Intanto però, come atto dovuto, dovrebbe essere aperta un'inchiesta sull'episodio. La società nerazzurra si aspetta che il caso si sgonfi e svanisca come una bolla di sapone.

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