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U.S Città di Pontedera, Caponi rinnova fino al 2019: "Ho la maglia granata cucita addosso"

Il giocatore simbolo del club si lega per altri due anni ai granata. “Non rimpiango le mie scelte del passato. Partiamo con un'ottima base per puntare alla salvezza"

Conquistare la salvezza e ricucire il rapporto con la piazza. Andrea Caponi ha raggiunto i suoi obiettivi a sei mesi di distanza dal ritorno a Pontedera, e ora è pronto a cominciare una seconda vita con la maglia granata. Il centrocampista ha firmato il rinnovo del contratto che lo legherà al Pontedera fino al 30 giugno 2019. Un matrimonio che rappresenta la volontà della società di puntare sul giocatore simbolo anche per le prossime due stagioni, ma anche la prova definitiva dell'amore sbocciato tra Caponi e Pontedera dopo un periodo difficile. Molti tifosi vissero il suo passaggio al Pisa nel gennaio del 2015 come un tradimento, ma è stata solo la classica delusione che ricevono due persone innamorate l'una dell'altra. Caponi è un giocatore di Pontedera, ma prima di tutto pontederese, e la città non ci ha messo molto a perdonarlo. Il centrocampista ha saputo riconquistare tutti con l'impegno mostrato durante i 90' e un contributo decisivo per la salvezza dei granata nell'ultimo campionato di Lega Pro. Un risultato da raggiungere anche l'anno prossimo, magari con qualche sofferenza in meno.

“Sono bastati due minuti e una stretta di mano per trovare l'accordo per il rinnovo del contratto - dice Caponi - la volontà mia, del direttore generale Paolo Giovannini e della società era quella di continuare insieme e sono felicissimo di giocare ancora nel Pontedera. Quando sono andato al Pisa due anni fa si era rotto qualcosa nel rapporto con la città e i tifosi, ma da quando sono tornato qui ho sentito di nuovo tanta fiducia nei miei confronti. Sono contento che la gente abbia capito che ho la maglia granata cucita addosso. A gennaio potevo andare altrove, ma avevo voglia di ritornare nella mia città e riconquistarmi il suo affetto”.

Nessun ripensamento per il passato. Caponi non si nasconde e parla degli ultimi due anni passati a Pisa e in prestito al Tuttocuoio, prima del ritorno a Pontedera nel gennaio 2017. “Non sono pentito delle mie scelte, sono state esclusivamente professionali e legate alla carriera da calciatore. In tutto quello che ho fatto ci ho messo la faccia e penso di essere stato sempre corretto con tutti. A Pisa credevo di avere più opportunità, ma non mi sono state concesse occasioni e alla fine non è andata bene, mentre della stagione passata al Tuttocuoio non rimpiango niente. L'anno scorso avevamo raggiunto la salvezza ed è stata una grande soddisfazione, così come quella conquistata quest'anno col Pontedera”.

I granata ripartono nel campionato di Lega Pro (che dal 2017/18 si chiamerà di nuovo Serie C) dopo cinque anni senza l'ex allenatore Paolo Indiani. In panchina Caponi troverà Ivan Maraia (ex vice di Indiani), per una stagione da cominciare con nuovi presupposti, ma anche inseguendo lo stesso obiettivo. “Abbiamo il direttore generale più preparato della categoria, un nuovo allenatore stimolatissimo e una società che ci permette di esprimerci al meglio. La base per puntare alla salvezza è ottima, ma cercheremo di raggiungerla con più tranquillità rispetto all'ultimo campionato. Noi giocatori più esperti dovremo trasmettere ai giovani che arrivano il senso di appartenenza verso questa maglia e la capacità di dare il 100% ogni giorno. Alla fine però sono convinto che non sarà tanto importante il nostro ruolo nello spogliatoio, piuttosto quello che riusciremo a dare nei 90' in campo. Maraia ha acquisito i modi di lavoro di Indiani, ma arriverà con le sue idee e dovremo dimostrarci subito uniti e affamati per fare una bella stagione”.    

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