Ascoli - Pisa 1-0 | Nerazzurri opachi: scartata sotto l'albero la seconda sconfitta consecutiva

Dopo il Cosenza, anche l'Ascoli impone lo stop agli uomini di D'Angelo. Il Pisa non riesce mai a pungere e viene punito dalla zampata di Cavion a metà secondo tempo. E' il momento più difficile della stagione

Pochi sorrisi e tanti musi lunghi nel 'Boxing day' della serie cadetta: al 'Del Duca' il Pisa raccoglie la seconda sconfitta consecutiva e certifica che la fine del 2019 è il momento più complicato della stagione. D'Angelo rimescola un po' le carte, anche a causa delle molte assenze, e propone Lisi nell'insolita posizione di battitore libero sulla fascia destra: difesa e attacco per il numero 23. I frutti però non arrivano: al termine del quinto minuto di recupero sul taccuino si legge soltanto una conclusione di Minesso nello specchio della porta dopo dieci minuti di gara. Oggettivamente poco.

Il Pisa inizia meglio dei padroni di casa grazie al dinamismo degli uomini scelti per il 4-3-1-2 ibrido proposto al 'Del Duca'. Liotti e Ingrosso presidiano le fasce laterali, con il primo che ha la licenza di spingere in appoggio alla manovra offensiva dove agiscono Fabbro, Minesso e Lisi. Il numero 23 viene schierato da D'Angelo a tutta fascia: un po' seconda punta, un po' cursore di fascia. E proprio da una sua accelerazione nasce la punizione che Minesso calcia di sinistro a girare sul primo palo, sulla quale Leali mette in mostra i suoi riflessi. La manovra nerazzurra fila via con discreta facilità, ma gradualmente l'Ascoli prende il predominio del controllo della palla e delle fasce. Sul taccuino però non rimangono tracce evidenti della manovra della squadra di Zanetti: Scamacca e Da Cruz faticano ad entrare nel vivo del gioco e la difesa nerazzurra protegge bene la porta di Gori. Nella ripresa l'andamento tattico del confronto non muta: l'Ascoli manovra con più continuità la palla e il Pisa cerca di fare male in ripartenza. Nel concreto però il compito riesce meglio ai padroni di casa che mettono la freccia poco dopo l'ora di gioco grazie all'inserimento di Cavion sul secondo palo: la mezzala si presenta puntuale sul cross di Andreoni e fulmina imparabilmente Gori. D'Angelo prova a correre ai ripari alzando la qualità in campo: dentro Moscardelli, Siega e Di Quinzio. Ma il Pisa non riesce a sporcare i guanti di Leali.

La partita

Riprendere la propria corsa verso la salvezza, senza lasciarsi intimorire dalle cadute e sfidando con personalità e convinzione il prossimo avversario. Nello spogliatoio nerazzurro le idee su come ritornare in campo dopo la sconfitta interna con il Cosenza sono chiarissime: i rossoblu hanno impartito un duro insegnamento a D'Angelo e ai suoi uomini. Il Pisa vuole dimostrare fin dalla trasferta di Ascoli di aver metabolizzato la scoppola e fatto tesoro degli errori commessi. Il tecnico abruzzese sceglie il 4-3-1-2 per sfidare i bianconeri: in difesa torna titolare Ingrosso, con Liotti esterno sinistro schierato in campo dopo lo spezzone di gara di Pescara. In attacco fiducia a Fabbro insieme a Minesso ad orbitare attorno al numero 35 e a Lisi, schierato a sorpresa come seconda punta. Panchina iniziale per Moscardelli. Zanetti nell'Ascoli conferma il 4-3-1-2 e sostituisce lo squalificato Ninkovic con Petrucci, posizionato sulla trequarti alle spalle della coppia Da Cruz - Scamacca.

E' un buon Pisa quello che approccia i primi minuti di gara: Minesso e Fabbro svariano su tutto il fronte offensivo senza dare punti di riferimento ai centrali ascolani e la mediana nerazzurra accorcia con aggressività sui primi portatori di palla avversari, impedendo loro di ragionare. Su una di queste pressioni Lisi al 10' guadagna una buona punizione sulla destra dell'area di rigore marchigiana: Minesso calcia a giro e Leali risponde presente deviando in corner. Lisi con la sua spinta offensiva spesso si ritrova al fianco di Fabbro, disegnando così una sorta di 4-3-1-2 ibrido, nel quale Liotti bada maggiormente a presidiare la fase difensiva sulla sinistra e Minesso scala sulla trequarti. E' un Pisa compatto e preciso soprattutto nel contenimento, tanto che l'Ascoli è costretto a girare spesso al largo nella prima parte del primo tempo per riuscire a presentarsi negli ultimi venti metri di campo. Il primo brivido di marca bianconera arriva però da vie centrali, quando Scamacca al 21' protegge bene la palla e di tacco serve l'inserimento di Cavion al limite dell'area nerazzurra: destro rasoterra largo.

Andreoni da una parte e Cavion - aiutato da Padoin - dall'altra viaggiano a fiammate: non sempre i meccanismi offensivi funzionano, ma quando l'Ascoli riesce a trovare la superiorità numerica in area di rigore del Pisa piovono alcuni palloni pericolosi che vengono disinnescati bene da Aya e Benedetti. Dop la mezz'ora di gioco però i padroni di casa prendono un marcato sopravvento nella manovra grazie alla maggiore convinzione nella manovra di Piccinocchi, Brlek e Petrucci, anche se Scamacca e Da Cruz faticano a trovare le misure giuste nello smarcamento. Prima dell'intervallo il numero 9 si libera dopo uno scambio con Petrucci, ma la sua conclusione dal limite viene murata da Aya in angolo.

Il secondo tempo si apre con le medesime formazioni e lo stesso canovaccio tattico: l'Ascoli tocca più palloni, il Pisa si fa vedere in ripartenza. Al 54' Da Cruz lavora sulla sinistra e crossa nel cuore dell'area, dove Scamacca anticipa tutti ma schiaccia debolmente fra le braccia di Gori. Si arriva fino alla metà della ripresa senza che le due squadre riescano a costruire alcunché. Zanetti prova a scuotere i suoi inserendo Ardemagni e proponendo un tridente offensivo pesante. Adesso la pressione dell'Ascoli è più alta e il Pisa è tutto raccolto nella propria metà campo. La mossa premia immediatamente i padroni di casa che sbloccano il match al 68'. Andreoni scende sulla fascia destra e crossa sul secondo palo dove irrompe Cavion: destro al volo da pochi passi e palla in rete

D'Angelo risponde allo svantaggio gettando nella mischia Moscardelli e abbassando Lisi sulla linea difensiva, con Siega alle sue spalle al posto di Pinato. La squadra in campo fatica a scuotersi e allora dentro anche Di Quinzio ad un quarto d'ora dalla fine. I nerazzurri però non trovano le geometrie giuste e sbattono sul muro difensivo ascolano. L'Ascoli ha molti metri di campo da attaccare in contropiede, ma in un paio di occasioni nei minuti di recupero Da Cruz getta alle ortiche la possibilità di chiudere il match.

Il tabellino

Ascoli - Pisa 1-0

Ascoli (4-3-1-2): Leali; Andreoni (84' Troiano), Gravillon, Brosco, Padoin; Cavion, Piccinocchi (63' Ardemagni), Brlek; Petrucci; Da Cruz, Scamacca (79' Gerbo). All. Zanetti.

Pisa (4-3-1-2): Gori; Liotti (77' Di Quinzio), Aya, Benedetti, Ingrosso (71' Moscardelli); Pinato (69' Siega), De Vitis, Verna; Minesso; Lisi, Fabbro. All. D'Angelo

Reti: 68' Cavion (A)

Ammoniti: Piccinocchi (A), Pinato (P), Benedetti (P), Leali (A), Aya (P), Gerbo (A)

Note: arbitro Antonio Rapuano; angoli 3-4 (2-3); recupero 4' e 5'

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