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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Calcio

La nuova dimensione del Pisa: il nerazzurro adesso è internazionale

L'approdo di Alexander Knaster alla guida del club ha impresso una svolta al club: anche nel calciomercato invernale i rinforzi potrebbero arrivare dall'estero

La nuova dimensione del Pisa va oltre i confini nazionali. Nel giro di appena un anno è arrivata a coprire praticamente tre quarti del globo, andando dal Nuovo continente al Medio Oriente. L'approdo di Alexander Knaster alla guida del club di via Battisti ha impresso questa svolta internazionale: merito delle sue disponibilità economiche, ma anche e ancor di più di una visione aziendale e imprenditoriale che ha proiettato lo Sporting Club in dinamiche dal respiro ampissimo. L'imprenditore dal passaporto americano, assieme alla dirigenza composta da Giuseppe Corrado, suo figlio Giovanni e Claudio Chiellini, ha scelto la via della globalizzazione per accrescere le ambizioni e gli obiettivi della società.

Lo si è capito dall'impegno concreto e fruttuoso per la realizzazione del nuovo Centro sportivo in Gagno, per il quale mancano soltanto pochissime carte prima di passare al progetto esecutivo vero e proprio. Senza dimenticare il restyling dell'Arena Garibaldi, anch'esso al centro dello sviluppo sportivo e finanziario del club. E anche sul piano strettamente sportivo l'impegno della dirigenza, d'accordo con lo staff tecnico guidato da mister Luca D'Angelo, è stato quello di potenziare la rosa pescando elementi dall'estero. I profili di Hjortur Hermannsson, Yonathan Cohen, Adam Nagy e Idrissa Tourè, nel giro di appena sei mesi, da scommesse si sono trasformate in eclatanti vittorie sul campo.

Giocatori giovani, nel pieno della maturazione tecnica, fisica e mentale, da acquistare per rendere patrimoni della società. Desiderosi di affermarsi su un palcoscenico prestigioso come la Serie B, in una società in rapida ascesa, adesso in lotta anche per la promozione in Serie A. L'internazionalizzazione dell'organico non si arresta e anche nella sessione di calciomercato aperta la scorsa settimana il diggì Chiellini e l'amministratore delegato Giovanni Corrado proveranno a calare l'asso per quel che concerne il reparto offensivo. Non è un mistero che D'Angelo necessiti di un 'doppione' di Lorenzo Lucca, in grado di farlo rifiatare nei momenti di flessione e anche di accrescere la concorrenza e il sano spirito di competizione in quella zona di campo. Si sono rincorsi moltissimi nomi nei giorni scorsi, in larga parte messi in circolazione dai procuratori o dalle società detentrici dei cartellini, o anche per semplice intuizione.

Perché "se il Pisa è primo e lotta per la Serie A, vuoi che non gli interessi un elemento del calibro di Torregrossa per rinforzare l'attacco, in uscita dalla Sampdoria?". Stesso ragionamento che ha portato a chiacchierare il nome di Ceter del Cagliari o di La Mantia e Mancuso dell'Empoli. Tutti profili validissimi, che però non corrispondono all'identikit tracciato e cercato dalla dirigenza: giocatori possibilmente da acquistare a titolo definitivo, in ascesa professionale e anagrafica, ma ancora 'sconosciuti' al mercato italiano. Ecco perché gli ultimi due profili emersi nelle ultime ore possono essere veramente gli obiettivi inseguiti dal duo Chiellini-Corrado.

Uno è Adam Buksa, centravanti polacco di 26 anni (1996), alto un metro e novanta e nel giro della nazionale, di proprietà dei New England Revolution, società militante nel campionato nordamericano della MLS. Nell'ultima stagione ha messo a referto 16 gol in 32 gare e il suo contratto scade a dicembre 2022: il Pisa è fortemente interessato all'attaccante, tanto da aver formulato una prima proposta, respinta dal club statunitense perché lontana dal valore di mercato che si aggira attorno ai 7 milioni. Ma c'è margine di manovra. Il secondo nome è Ercan Kara, attaccante austriaco classe 1996, anche lui 192 centimetri, di proprietà del Rapid Vienna. Va in scadenza nel prossimo mese di giugno e il suo cartellino ha un valore di circa 4 milioni di euro.

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