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Cascina Calcio, la società pronta a trasferire il titolo di Serie D a Ponsacco

Il club nerazzurro vicinissimo a scomparire dopo 98 anni di storia. Il sindaco Betti: "Logica di puro mercato"

La splendida rimonta-salvezza nell'ultimo campionato di Serie D rappresenterà con molta probabilità il canto del cigno dei novantotto anni di storia del Cascina Calcio. È infatti in dirittura d'arrivo l'operazione che vedrà la dirigenza nerazzurra trasferirsi a Ponsacco, portando in dote nella 'Città del mobile' il titolo sportivo della massima serie dilettantistica. Una decisione sulla quale il sindaco di Cascina Michelangelo Betti è intervenuto duramente:

“Apprendiamo da alcuni organi di informazione che il Cascina Calcio ha deciso di portare altrove il titolo sportivo di Serie D, cambiando denominazione - esordisce il primo cittadino cascinese -. La vicenda, per come è maturata, rivela una mancanza di rispetto nei confronti della storia della società e della città, ancor più che dell’amministrazione comunale”. 

“I vertici nerazzurri – spiega il sindaco Betti – ce lo avevano chiarito sin dalla promozione in Serie D dello scorso anno: per loro l’attività nel settore non era affatto legata alla storia della società. Nel 2021 avevano prospettato un passaggio in un Comune vicino, quest’anno ci hanno riproposto due ulteriori ipotesi di trasferimento. Ovviamente, alla fine, ne stanno concretizzando solo una”.

Betti precisa come il Comune si sia reso disponibile ad aiutare, nelle forme consentite, il Cascina Calcio: “A maggio abbiamo incontrato i vertici del Cascina e abbiamo presentato quello che poteva essere l’impegno dell’amministrazione comunale per la società: un aiuto nella ricerca di sponsor, un confronto con le associazioni del territorio comunale per garantire spazi adeguati per allenamenti e partite, la prosecuzione degli investimenti sullo stadio. Non abbiamo avuto risposte, assistendo invece a un passaggio di sede che pare dettato dalla convenienza economica. Come viene spesso sottolineato, le bandiere non ci sono più e, da tempo, anche diverse realtà del calcio si sono adattate a una logica di puro mercato”.

"Nei confronti del Cascina Calcio c’erano state aperture anche da parte delle altre società - prosegue il sindaco -, per consentire alle squadre nerazzurre di allenarsi sul territorio. Senza chiedere niente in cambio. Di certo per garantire maggiori spazi ai nerazzurri non avremmo potuto revocare convenzioni con le associazioni calcistiche del territorio. Associazioni che gestiscono impianti grazie al successo in selezioni pubbliche di assegnazione, che operano sul nostro territorio e che, con sacrificio, si sono anche rese disponibili a dare spazi al Cascina. Associazioni che fanno crescere centinaia di ragazzini in decine di formazioni di calcio giovanile. Facendo comunità”.

Il Comune di Cascina ricorda infine gli investimenti sulle strutture sportive che l'amministrazione sta programmando, da effettuare anche con risorse proprie in caso di mancato ottenimento di finanziamenti da un bando regionale. Per quanto riguarda il calcio, sono in programma lavori per la sostituzione delle luci al campo sportivo di San Prospero con lampade a led (101.000 euro la spesa), il ripristino della tribuna al campo di San Lorenzo alle Corti (93.000 euro), la recinzione e l’illuminazione del terreno accanto al ‘Fiorentini’, che era stato pensato appositamente per il Cascina (119.000 euro). Altri 54.000 euro saranno invece destinati alla palestra del pugilato. Erano poi previsti il rifacimento degli spogliatoi e i bagni per gli ospiti allo stadio ‘Redini’; interventi che erano stati programmati in caso di mantenimento della Serie D.

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