Domenica, 19 Settembre 2021
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Cessione Pisa 1909, Dana: "Depositiamo la caparra, fateci vedere i conti"

La due diligence non è mai partita, si temono 2 milioni di debiti. I responsabili del fondo di Dubai: "Vogliamo acquistare e investire a lungo termine, ma Petroni non vuole vendere"

E' un fiume in piena Pablo Dana, con accanto il pacato ma deciso Abdul wahab Al Halabi. I due responsabili del fondo Sportativa, diretta emanazione di Equitativa che andrà, se tutto dovesse concludersi positivamente, a comprare il Pisa, hanno tenuto l'attesa conferenza stampa facendo il punto sulla trattativa con Britaly Post. Trattativa che stando alle parole del banchiere è ferma, per volontà della famiglia Petroni.

"Non so più con chi parlare, non ci ascoltano, siamo costretti a fare una conferenza stampa per parlare con i Petroni - esordisce Dana - Gattuso stesso è arrabbiato, ci ho cenato ieri sera, anche lui è stanco di prese in giro. Ci abbiamo già perso troppo tempo in tutto questo".

Dopo la stizza, il primo annuncio può dare speranza ai tifosi. "Il problema sta in una caparra in 310mila euro? Non volevamo darli, ma abbiamo chiesto al sindaco di darci il nome di un notaio pisano. Lo abbiamo contattato, ci ha richiesto documentazioni integrative e una parte è già stata fornita. In breve faremo questo deposito di 310mila euro, che a conclusione della trattativa verrà liquidato".

Vuole fare chiarezza sullo percorso fatto Pablo Dana: "Vorrei ricordare perché siamo qua. In piena vacanza mi ha chiamato l'avvocato Minghetti, cosi ho sentito Lucchesi, 5 settimane fa, per vedere cosa si poteva fare. A giugno si è deciso di costituire un fondo, Sportativa, il cui lancio vero e proprio è previsto per il 5 ottobre. E' stato creato e incorporato il 4 di settembre, facendo parte di Equitativa. Sportativa quindi apparterrà agli investitori, ma è sotto Equitativa. Il 100% è rappresentato da me che sono socio al 30% e dal 70% da Abdul wahab Al Halabi. Il fondo ha una visione a lungo termine, a 10 anni. Vogliamo investire a lungo termine, i guadagni li avremo quando saremo in serie A. Ci vorranno 3, 4 5 anni? Va bene".

Ma la trattativa sembra ferma. Ancora Dana "Petroni ci ha detto che nn vogliono riaprire la trattativa. Oggi facciamo un altro invito alla famiglia Petroni di sedersi al tavolo. Ma c'è volontà di vendere o no? Avete paura della due diligence? Avete qualcosa da nascondere?". E denuncia il caso Pisa College: "Ci sono genitori di ragazzi che hanno pagato 10mila euro per far giocare i ragazzi, dove sono questi soldi? Mi fermano in giro e me lo chiedono. Non lo so, la verifica della due diligence serve anche a questo".

Analisi dei conti che non è mai partita: "E' tutto pronto per farla ma non è mai iniziata - conferma Dana - all'inizio parlavano di 600mila euro di debiti, ora si vocifera di 2, fino a 2,5-2,6 milioni. Abbiamo informazioni parziali. Volete darci i conti? Noi siamo stati trasparenti. La nostra azione ha fatto tornare Gattuso in panchina, ci ha fatto iniziare la Serie B. Dall'altra parte ci trattano da criminali, ma chi ce lo fa fare? Veniamo apposta per incontrare la famiglia Petroni e non si fa nulla? Ci sono casini in società? Li risolviamo insieme, ma fateci vedere i conti. Abbiamo speso centinaia di migliaia di euro di avvocati e consulenti e viaggi, l'advisor Kpmg sta aspettando, siamo pronti per fare le verifiche, possiamo iniziare la due diligence o no?".

Porta chiusa, ma pronta ad aprirsi: "Confidiamo nel sindaco - ha concluso Dana - per portare avanti la trattativa. Vogliamo fare una festa allo stadio quando sarà rifatto, portare grandi giocatori al Pisa, dare serenità alla squadra, alla città. Rimetto al sindaco le chiavi, basta una chiamata e si torna. La due diligence serve a stabilire cosa c'è da fare. Dopo valuteremo la situazione, anche se acquistare o meno. Finchè è un problema solo finanziaro si puo risolvere, oggi ho paura di altre cose".

L'ultima battuta sugli scontri di Empoli e sullo stadio: "La violenza non la sopportiamo, non deve accadere. Chi la fima la convenzione per lo stadio? Nessuno. L'interim management che era previsto e serviva a questo, ora il Pisa non sa dove giocare. Perdiamo così 100mila euro ogni partita. E i tifosi, che hanno fatto l'abbonamento contando su di noi, restano fuori. Mi sento scomodo così".

Abdul wahab Al Halabi, che non conosce l'italiano, ha detto poche ma significative parole: "La situazione è difficile, siamo venuti con le migliori intenzioni. Oggi, se tutto fosse stato come avrebbe dovuto, la due diligence sarebbe gia finita. Torneremo ancora, siamo aperti alla trattativa, ma comprare adesso sarebbe come comprare una macchina senza averla fatta vedere prima la meccanico per sapere se è tutto ok. Siamo qui per comprare, ma non ad ogni costo. Ci crediamo, siamo veloci, la due diligence si puo fare in fretta, 2-3 settimane. Pisa è attrativa per noi, ha prospetto a lungo termine, allenatore forte, tradizione. Continuiamo ad esserci, ma non sarà per sempre, siamo stati chiari e trasparenti. Basta con il mercato del pesce".

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