Giovedì, 23 Settembre 2021
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Pisa S.C. 1909, Daniele Mannini: "Sogno dei playoff con la stessa consapevolezza di due anni fa"

Il capitano nerazzurro è tornato pienamente in forma, e con la squadra sta preparando l'avvicinamento agli spareggi promozione

Manca ancora una giornata al termine della stagione regolare, ma il Pisa ha già staccato la spina dalle partite ufficiali. In casa nerazzurra è iniziata la marcia di avvicinamento ai playoff, che decreteranno la quarta squadra che dalla Serie C verrà promossa in Serie B. Il calendario del Girone A impone alla truppa di Mario Petrone la pausa in corrispondenza dell'ultima giornata, che verrà disputata sabato 5 maggio. La mente dello spogliatoio è proiettata al 20 maggio, data in cui il Pisa farà il suo debutto negli spareggi, iniziando il suo cammino dal Primo Turno della Fase Nazionale (ottavi di finale), in una sfida di andata e ritorno contro un avversario che verrà sorteggiato nei giorni precedenti.

Di questo e della condizione psico-fisica del gruppo ha parlato Daniele Mannini, che sabato 28 aprile è tornato in campo dopo un fastidioso infortunio al mignolo del piede.

"Con la giusta consapevolezza possiamo dire la nostra"

"La squadra che vinse i playoff due anni fa - esordisce il numero 7 nerazzurro - trovò un mese straordinario. Avevamo la consapevolezza di riuscire a fare risultato ovunque. La doppia sfida con il Foggia è emblematica di questa convinzione. Però durante l'anno avevamo fatto fatica a trovare continuità. Per questo dico che arriviamo agli spareggi più o meno nelle stesse condizioni, e soltanto con il lavoro potremo riuscire a ripetere l'impresa del 2016. E' indispensabile trovare quella consapevolezza". "Quando parlo di continuità - prosegue Mannini - mi riferisco anche alla stabilità derivante da un gruppo di 13-14 giocatori sui quali imperniare la formazione titolare. Probabilmente durante il campionato è mancato anche questo particolare in certi frangenti, e ciò ha influito sull'equilibrio in campo".

"Se dovessimo arrivare sino alla finale - continua il capitano - giocheremo sette partite a differenza delle cinque di due stagioni fa. Inoltre aggiungiamoci le tre settimane di pausa fra la fine del campionato e l'inizio dei playoff, e abbiamo un quadro ben delineato. In questo lasso di tempo dovremo arrivare tutti alla forma migliore: io personalmente sono ristabilito, ma devo trovare il giusto ritmo". L'attaccante passa poi a illustrare il suo rapporto con mister Petrone: "Credo che verrò utilizzato nel ruolo di esterno sinistro, o partendo dal centrocampo oppure nella linea degli attaccanti. E' la posizione a me più congeniale, e sono veramente voglioso di poter dimostrare sul campo che l'attesa per il mio ritorno è giustificata. Con mister Petrone parliamo tutti i giorni, ci troviamo veramente bene nello spogliatoio".

"Con la formula delle due partite - prosegue il numero 7 - penso che la squadra più forte abbia più possibilità di passare il turno. E' un peccato dover giocare andata e ritorno nel giro di tre giorni, ma il calendario ci impone questo e quindi dovremo essere bravi ad adeguarci anche a questa novità". Nessuna pretattica in casa nerazzurra, ma molto pragmatismo. "Conosciamo tutte le squadre del nostro girone - commenta Daniele Mannini - ma per il resto non siamo andati ancora a valutare le formazioni degli altri gironi. Non avrebbe senso adesso, visto che prima del nostro match ci saranno altri due turni".

Un occhio poi non può non andare a quanto fatto nel corso della stagione regolare. "Non siamo arrivati al risultato per poco - commenta Mannini - abbiamo avuto due cambi in panchina, quindi qualcosa è stato sbagliato da parte di tutti. Ma nonostante i passaggi a vuoto abbiamo ascoltato sempre le direttive sia in partita che in allenamento. E la dimostrazione è la classifica con cui chiudiamo il girone".

Capitan Mannini illustra infine la sua situazione fisica: "Purtroppo sono dovuto rimanere fermo. Ma sono guarito, e in questo periodo di pausa dovrò riguadagnare ritmo e condizione negli allenamenti e nelle amichevoli che verranno disputate". "Rispetto agli spareggi di due anni fa - conclude l'esterno - sono passati due anni. Quindi sicuramente qualcosa è cambiato, ma il campo dirà se questi cambiamenti sono avvenuti in peggio o in meglio. L'emozione di disputare partite pesanti sul prato dell'Arena Garibaldi non è mai mutata: amo giocare queste partite, mi caricano e conservo dei ricordi unici del nostro stadio pieno".

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