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Paralimpiadi, il sogno di Eva Ceccatelli: "Andare a Tokyo è il coronamento del mio percorso"

Il capitano della formazione pisana del Dream Volley è stato selezionato per la Nazionale di sitting volley che parteciperà alle Paralimpiadi di Tokyo

Eva Ceccatelli (a sinistra) durante una fase di gioco)

Un digiuno dalla rete e dal campo lungo diciassette anni. Per colpa della sclerodermia, l'avversario contro il quale non hanno potuto niente neppure le ricezioni più ardue e le difese più arcigne. Poi, per caso, la seconda opportunità regalata dalla vita per avviare un nuovo percorso sportivo, ancor più ricco di successi e soddisfazioni: adesso il sogno realizzato di partecipare ai Giochi Olimpici, con il biglietto per Tokyo in tasca e una valigia ricca di aspettative ed emozioni. Eva Ceccatelli, capitano della formazione di sitting volley del Dream Volley Pisa, ha ricevuto la convocazione dalla nazionale azzurra per la spedizione che parteciperà ai Giochi Paralimpici che si svolgeranno in Giappone dal 24 agosto al 5 settembre 2021.

"Sogno a occhi aperti. Mai avrei pensato, nel 2016, che oggi avrei avuto l'opportunità con le migliori atlete di tutto il mondo alle Olimpiadi": Eva Ceccatelli stenta a trattenere l'entusiasmo della vigilia. Le giornate si susseguono con gli impegni e l'adrenalina che crescono sempre di più, "perché la preparazione per la manifestazione si fa sempre più intensa. Ma contemporaneamente devo pensare anche al lavoro, perché per noi atleti disabili non ci sono gli introiti finanziari dei colleghi normodotati". Eva in questi giorni sta incassando gli auguri e il sostegno di tutta la Scuola Superiore Sant'Anna, di cui è dipendente nell'area amministrativa: "I sacrifici da fare sono molti - spiega - a volte è complicato districarsi tra scadenze lavorative e tabelle di allenamento. Ma la passione e l'amore per lo sport sono più forti di tutto. Inoltre la Scuola mi ha sempre garantito tutto il sostegno di cui avevo bisogno per non saltare neppure una seduta di preparazione, che fosse con la Nazionale o con il Dream Volley".

eva ceccatelli sitting volley nazionale giochi paralimpici

La società pisana dal 2016 a oggi ha centrato per quattro volte consecutive il titolo di campione d'italia femminile di sitting volley, e la nazionale azzurra si è laureata anche vicecampione europea. Un traguardo che ha consentito di staccare il pass per le Paralimpiadi di Tokyo: "Per la prima volta uno sport di squadra partecipa ai Giochi Paralimpici - sottolinea Eva - un ulteriore stimolo a dare il massimo per difendere i colori dell'Italia".

L'atleta pisana ripercorre la strada che l'ha condotta al sogno olimpico: "Ho iniziato a praticare la pallavolo a 10 anni. Mi sono tolta anche la soddisfazione di raccogliere qualche presenza in Serie A, prima di dover abbandonare i palazzetti a causa di un avversario troppo più forte di me". La sclerodermia è una malattia rara autoimmune che provoca gradi danni alle mani, "per questo mai avrei pensato di poter tornare a toccare il pallone da pallavolo. Sono tornata a casa, a Pisa, e sono ripartita letteralmente da capo. La mia vita è stata stravolta dalla malattia, e per caso nel 2016 ho accettato la richiesta del Dream Volley di allenare la formazione femminile di sitting volley".

Mano a mano che gli allenamenti andavano avanti, Eva si è accorta di aver ritrovato il fuoco dell'agonismo e della passione per lo sport che più amava, al punto da rimettersi in gioco e, seduta a terra, tornare a battagliare sottorete. "Per giocare avevo bisogno di particolari tutori per le mani - continua - sono arrivati una settimana prima del debutto ufficiale con il Dream Volley. Da lì in poi non mi sono più fermata. Ho ripreso a fare ciò che più amavo, ed è tornato anche il sogno di andare alle Olimpiadi".

la nazionale italiana di sitting volley

A Tokyo le avversarie da battere saranno la Russia e gli Usa, "subito dietro ci siamo noi" ammette con una punta di orgoglio. "Daremo il 100% per provare a centrare un risultato eccezionale - conclude Eva Ceccatelli - negli ultimi anni l'attenzione nei confronti dello sport per disabili è cresciuta. Il nostro movimento, in generale, ha bisogno di sostegni economici e di strutture adatte allo svolgimento degli allenamenti e delle gare. L'Italia ha molte risorse per poter primeggiare anche in questo campo, che non è collaterale allo sport per normodotati: è complementare. Lo sport per chiunque è vita, è salute, è benessere. Anche per le persone disabili. Essere tornati in palestra, poter frequentare gli spogliatoi dopo i mesi più duri dell'emergenza sanitaria è eccezionale".

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