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Piacenza Pisa 0-0: le pagelle | Altra prova scintillante della difesa. Emiliani troppo rinunciatari

Sul piano del gioco i nerazzurri hanno fatto un passo indietro rispetto ad Alessandria. Da rivedere in particolare la finalizzazione della manovra negli ultimi 20 metri

Il Pisa torna da Piacenza con un punto in saccoccia che fa sorridere soltanto per metà l'ambiente nerazzurro. L'imbattibilità, sia nel risultato che per quanto riguarda la porta di Petkovic, è stata mantenuta. Dopo questa gara sono salite a dieci le partite senza sconfitta, mentre sono tre i match chiusi con nessun gol al passivo. Rispetto alla partita di domenica 22 ottobre ad Alessandria, però, la squadra ha compiuto un passo indietro in termini di cattiveria finalizzativa e carica agonistica. Masucci e compagni non hanno sbagliato l'atteggiamento, capaci come sono stati di tenere in mano il pallino del gioco per tutta la partita. Sono però mancati negli ultimi 20 metri, dove con gli spazi intasati dalla pressione piacentina c'era bisogno di più coraggio e di una scintilla che invece non è arrivata.

Un bunker difensivo

Petkovic 6.5: da sempre si dice che un portiere di una squadra di fascia medio-alta si debba notare soltanto per una, due parate all'interno della partita. E anche questa sera l'estremo difensore serbo si è guadagnato un voto ampiamente sopra la sufficienza grazie al riflesso che ha sbarrato la strada verso il gol a Romero sul finire del primo tempo. Sempre più convincente anche con i piedi.

Carillo 6.5 (il migliore): contenere un gigante di 2 metri non è facile per nessuno. Tanto meno per un ragazzo di 20 anni al suo secondo anno tra i professionisti. Ma il centrale campano non perde mai la concentrazione, e sfodera una prestazione ottima anche in fase di impostazione con i piedi.

Lisuzzo 6.5: col 'Sindaco' ormai si è ripetitivi. Il numero 4 siciliano si lascia sfuggire il centravanti piacentino soltanto una volta, e va a ringraziare il suo portiere per la parata. Poi si esibisce in chiusure perfette, proponendosi anche per un paio di ripartenze a testa alta.

Sabotic 6.5: alla sua prima partita dal primo minuto, ha fatto vedere di che pasta è fatto. Rapido nei movimenti, preciso nelle diagonali. In una di queste è provvidenziale a chiudere in angolo l'unica azione palla a terra costruita dagli avversari. (Dal 76' Ingrosso sv).

Filippini 6: ha il passo del mezzofondista. Non va mai in affanno nonostante percorra la sua fascia di competenza almeno una decina di volte in tutta la sua lunghezza. Propone anche un paio di cross interessanti nel secondo tempo. 

Gucher 6: in ombra nel primo tempo, decisamente più al centro della manovra nella seconda frazione, quando riesce a calamitare molti palloni vaganti, dando un'altra lezione del 'Ci pensa Robert'. Smista con sufficiente lucidità il gioco, e chiude in evidente debito di benzina. (Dal 86' Maltese sv).

De Vitis 6-: l'incursore per eccellenza della mediana nerazzurra questa sera è più in affanno del solito. Questione di lucidità fisica più che di pressing avversario, perché a dire il vero la difesa degli avversari biancorossi è stata tutt'altro che asfissiante. Tocca meno palloni del solito, ma non sbaglia mai in fase di copertura.

Mannini 6-: non riesce a spingere con continuità, e va a strappi. Probabilmente il ruolo di esterno a tutta fascia lo costringe a dover dosare maggiormente le forze, ma riesce comunque a chiudere in crescendo la sua gara, compensando un primo tempo più opaco.

Giannone 6-: come gli era accaduto nelle partite precedenti, fa molto bene nella prima mezz'ora della partita, poi finisce preda delle sue stesse caratteristiche tecniche, finendo per imbottigliarsi sistematicamente nel centro del campo dopo essersi portato la palla sul sinistro. (Dal 66' Negro 6: appena entrato riesce a dare una scossa di nervi ai compagni. Si abbassa sino nel cerchio della metà campo per toccare e lavorare il pallone, ma è poco sostenuto dai compagni).

Masucci 6+: moto perpetuo e continuo in tutta la metà campo avversaria. Pressa il primo portatore di palla avversario, ed imbastisce la manovra non appena rincoquista la sfera. Sembra un altro rispetto a qualche settimana fa. Non è un caso che è tornato a giocare nel suo ruolo. (Dal 86' Di Quinzio sv).

Eusepi 6-: solita partita fatta di tanta lotta fisica e sportellate con gli avversari. Il 'Re' gioca più lontano dalla porta avversaria rispetto ad Alessandria, per merito anche della difesa biancorossa, brava a limitarne la profondità. Ma vale il discorso fatto per Masucci: il centravanti si muove con più convinzione rispetto a quindici giorni fa.

All. Michele Pazienza 6: un piccolo passo indietro per il suo Pisa. Rispetto al blitz firmato al 'Moccagatta', questa sera in terra emiliana i suoi uomini hanno trovato più difficoltà nell'attaccare la profondità. Per tutta la partita ha chiesto calma e lucidità alla squadra, sgolandosi per velocizzare la circolazione della palla e l'intensità della giocata. Ma non bisogna dimenticare che il Pisa si è trovato a disputare la seconda trasferta nell'arco di soli cinque giorni, contro due squadre che in estate erano state costruite per lottare per il vertice della graduatoria. Alla luce di quanto visto e detto dopo la partita con il Gavorrano, sfidiamo chiunque a non accettare di buon grado i 4 punti portati alla causa dal tecnico pugliese. Se saranno sufficienti a fargli meritare la conferma ufficiale sulla panchina nerazzurra, soltanto la dirigenza potrà svelarlo. Ormai è questione di ore.

Manovra offensiva insufficiente

Fumagalli 6; Masciangelo 6+, Bini 6.5, Pergreffi 6.5, Mora 6+; Scaccabarozzi 5.5, Morosini 6, Della Latta 6; Segre 5, Romero 6, Nobile 5.5.

All. Arnaldo Franzini 5.5: il tecnico emiliano prepara alla perfezione la partita, scegliendo di lasciare l'onere di costruire il gioco agli avversari per sfruttare le ripartenze negli spazi. Peccato che i suoi uomini si dimentichino di applicare la seconda parte del piano tattico. Al termine dei 93' si conta soltanto una conclusione verso la porta di Petkovic, per altro su calcio da fermo. Troppo poco per una squadra che dopo due sconfitte consecutive voleva tornare alla vittoria. Il fatto, infine, di non aver effettuato alcuna sostituzione in una partita fisicamente molto sostenuta non depone a favore della qualità complessiva della rosa in mano al tecnico. Probabilmente l'allenatore biancorosso avrebbe voluto pescare dal mazzo il jolly vincente, ma si è reso conto di non averlo fra le mani, preferendo portare a casa un punto comunque utile in ottica playoff.

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