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Lega Pro: Piero Braglia riparte dal Lecce

L'ex tecnico nerazzurro era ad un passo dal Rimini e sarebbe tornato da avversario all'Arena già all'ottava giornata. Poi la chiamata dal Salento e l'approdo in giallorosso. Una nuova sfida per l'allenatore 60enne

Una nuova piazza di prestigio per Piero Braglia. Dopo la sfortunata annata con il Pisa, terminata con l'esonero dopo una delle purtroppo numerose brutte prestazioni con L'Aquila, il tecnico grossetano si imbarca in una nuova sfida, come quelle che piacciono a lui. Dovrà risollevare le sorti del Lecce, attualmente 12esimo nel girone C di Lega Pro con soli 6 punti e battuto nella scorsa giornata a Foggia per 4 a 0. Prende il posto del mister Antonino Asta.

"Ero in macchina, ho ricevuto una telefonata e ho fatto inversione". Così Braglia ha descritto il momento in cui ha ricevuto la proposta del club salentino, che lo ha strappato al Rimini. Se l'accordo con il club del girone B fosse andato in porto l'allenatore sarebbe tornato all'Arena Garibaldi da avversario già per l'ottava giornata del 26 ottobre prossimo. Chissà che accoglienza gli avrebbero riservato i tifosi.

Adesso però Pisa è alle spalle, definitivamente. Ora c'è Lecce, che ha cambiato 8 allenatori in 4 anni. C'è tanta attesa nella piazza: "Se per quattro anni sei in Lega Pro - dirà in chiusura di presentazione - bisogna chiedersi il perché. Non si vive di ricordi e di serie A non voglio sentir parlare nemmeno lontanamente".

Braglia ha mostrato il suo solito carattere: "Se mi girano le palle non è che lo nascondo, so farmi rispettare", ma si è accomunato più a Mazzone che ad altri sergenti di ferro della panchina: "Io ho avuto la fortuna di essere allenato da lui e posso assicurare che è burbero fuori ma buono come il pane dentro".

Lo attende un compito non dissimile da quello che era stato chiamato a fare a Pisa. "Non basta una squadra importante se tutti contro di te giocano la partita della vita perché ti chiami Lecce. Adesso sono finiti tutti i bonus che avevamo a disposizione: i campionati si vincono a marzo, non ora, ma dobbiamo restare attaccati al carro". Con i nerazzurri non andò così. Non possiamo che augurargli che le cose per lui questa volta vadano diversamente. 

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