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Pisa S.C. 1909: l’obbligo adesso è puntare a mantenere il terzo posto

Il beffardo pareggio interno con l'Alessandria ha confermato che i nerazzurri giocano meglio con compagini di pari valore. Ecco perché in ottica playoff è opportuno conservare l'attuale posizione in classifica

Faticano ad andare via la delusione e la rabbia per il beffardo pareggio incassato a pochissimi secondi dal triplice fischio della partita di sabato scorso contro l'Alessandria. Al netto degli errori di reparto e dei singoli in occasione del colpo di testa vincente di Marconi, occorre sottolineare che il Pisa ha offerto una prestazione decisamente migliore rispetto alle gare precedenti, meritandosi anche ai punti il bottino pieno. Il calcio però è fatto anche di episodi, ed in questo momento non stanno sicuramente girando a favore di Lisuzzo e compagni.

Buon punto in ottica playoff

Non tutto quello che si è visto quattro giorni fa quindi è da buttare, come invece era stato in occasione dei match contro Gavorrano e Lucchese. Il punto racimolato con i piemontesi ovviamente non può soddisfare pienamente l'ambiente, anche in considerazione del fatto che gli avversari non sono mai andati oltre un prolungato possesso palla e molte idee confuse negli ultimi 25 metri. Soltanto uno svarione ha permesso ai grigi di evitare la sconfitta ed interrompere una striscia positiva di tre mesi.

Per tutta la partita però si è potuto rivedere finalmente un Pisa combattivo in mezzo al campo, pronto a rispondere con grande presenza fisica ai duelli imposti dai giocatori dell'Alessandria. La squadra di Pazienza anche nei momenti di apnea vissuti in alcune fasi della ripresa ha saputo restare corta e compatta sul campo, evitando imbucate centrali e costringendo gli ospiti a dirottare sugli esterni la propria spinta offensiva. Il pacchetto arretrato, seppur falcidiato da assenze e infortuni, ha saputo reggere l'urto di ben cinque attaccanti concedendo loro soltanto un’azione 'pulita'.

Il grande dispendio energetico in termini di pressing e corsa, e quello nervoso, hanno offuscato le idee della squadra nelle poche occasioni in cui ha potuto mettere il naso fuori dalla sua metà campo. Il Pisa si era costruito almeno un paio di ottime occasioni per infliggere all'Alessandria il colpo del KO, ma ancora una volta gli episodi hanno fatto la differenza in negativo. Il periodo che si sta vivendo dalle parti dell'Arena Garibaldi non è certo dei più fortunati e, oltre alla dea bendata, anche la fretta e la voglia di lasciare il proprio segno sulla partita sono state cattive consigliere in alcune scelte dei singoli. Si prendano ad esempio le occasioni fallite da Eusepi davanti a Vannucchi, o di Lisi lanciato in contropiede in campo aperto giusto un minuto prima del pareggio alessandrino.

Ma si deve avere la lungimiranza e la serenità di guardare oltre al punto conquistato, e sottolineare che in contemporanea al virtuale fallimento dell'obiettivo prefissato a inizio stagione, ce n'è un secondo da inseguire con convinzione e decisione. La corsa al primo posto del Girone A, a meno di nuovi e improbabili disastri di Siena e Livorno in termini di risultati, è chiusa. Sono troppi i sei punti da conquistare sugli amaranto e i sette sui bianconeri, che devono anche recuperare una partita. Soprattutto il divario sembra incolmabile alla luce del pessimo rendimento tenuto dai nerazzurri al cospetto delle squadre che non sono in lizza per i playoff. Non è un caso che il Pisa abbia faticato tremendamente con Lucchese, Gavorrano e Prato, giusto per prendere in considerazione le ultime partite giocate. I nerazzurri soffrono di un evidente limite strutturale e caratteriale, che impedisce loro di riuscire ad avere la meglio di quelle compagini che al cospetto di Negro e compagni si chiudono con dieci uomini dietro alla linea della palla con il solo obiettivo di strappare un pareggio. 

E' una tendenza ormai innegabile, che si protrae dall'inizio del campionato, ed è stata una delle principali zavorre che ha tagliato fuori il Pisa dalla corsa alla promozione diretta.

Ma dall'altra parte non si può non apprezzare l'attitudine della squadra a disputare partite di buon livello contro avversari di spessore. Il Pisa è infatti imbattuto con Siena, Livorno e Viterbese, e lo stesso si può dire del bilancio con Alessandria, Monza, e Olbia. Tutte compagini che si contendono il migliore piazzamento possibile nella griglia playoff. Ecco perché per i nerazzurri adesso l'obiettivo deve essere la difesa dell'attuale terzo posto. Mannini e compagni devono mantenere la supremazia negli scontri diretti con le rimanenti squadre in lizza per gli spareggi che ancora devono essere incontrate (le prossime saranno Carrarese e Giana Erminio), perché partire con il vantaggio della classifica nella lotteria che inizierà a metà maggio è troppo importante.

In primis perché verrà saltato almeno un turno, e poi perché i nerazzurri potranno contare sulla spinta dell'Arena. Dal pareggio con l'Alessandria deve iniziare quindi un nuovo mini-campionato per il Pisa, che inevitabilmente avrà il suo epilogo nei tanto temuti playoff. I nerazzurri finora non hanno mai tradito nelle gare contro compagini loro pari, neanche nei momenti poco rosei o in periodi di crisi come quello attuale. Le condizioni per poter disputare da protagonisti gli spareggi, perciò, ci sono. Non sfruttare anche quest'ultima chance produrrebbe un fallimento sportivo veramente fragoroso.

Lucchesi torna in pista

Da molti indicato come uno dei principali artefici del disastro che nella seconda parte del 2017 condusse il Pisa sull'orlo del baratro societario, Fabrizio Lucchesi torna nel mondo del calcio, e lo fa a pochi chilometri dalla Torre pendente. Dopo essere transitato a Latina il tempo necessario per prendere parte al fallimento della società pontina, il Dg empolese ha portato a termine le trattative per l'acquisto della Lucchese insieme a Lorenzo Grassini. 

Ne dà notizia proprio la società rossonera, che in un comunicato ufficiale diramato ieri, martedì 13 marzo, ha annunciato che Arnaldo Moriconi, proprietario del 97% delle quote, ha firmato un pre-contratto di cessione dell'80% del pacchetto di maggioranza in favore di Lorenzo Grassini, imprenditore senese attivo a Londra nel ruolo di amministratore della Nilor Plc. Nei prossimi giorni verranno avviate le procedure di revisione dei conti e dei debiti in carico alla Lucchese, e salvo sorprese o improvvisi colpi di scena, Grassini a fine stagione sarà il nuovo presidente del sodalizio rossonero. Ad accompagnarlo nell'avventura Lucchesi, che gli farà da braccio destro ricoprendo il ruolo di direttore generale.  

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