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Pisa S.C. 1909: troppa passività nella gestione del risultato

I nerazzurri contro il Monza nella ripresa hanno praticamente rinunciato a giocare. Si entra nell’ultima settimana di mercato, anche se tiene banco la questione stadio

Troppa ansia, si sa, fa vivere male. Spesso lo stress gioca brutti scherzi, caricando la mente di un peso talmente grande che poi sfocia anche in problemi fisici. Ma anche ad essere eccessivamente passivi qualche volta si può incappare in brutte sorprese, rischiando di essere etichettati come rinunciatari. E' proprio quello che è successo al Pisa nella prima gara del 2018, vinta – senza brillare – contro il Monza.

Secondo tempo di sola opposizione

Nel primo tempo, ad onor del vero, gli uomini di Pazienza hanno anche provato a mostrare qualche trama apprezzabile sino alla trequarti, salvo poi intestardirsi eccessivamente con cross verso il cuore dell'area di rigore, dove stazionavano Negro e Masucci. Non esattamente due corazzieri, per dirla con un eufemismo. Tanto che la difesa brianzola ha sempre avuto vita facile, rischiando il minimo sindacale fino al momento del gol-partita siglato da Di Quinzio.

E' servita una mezza papera dell'estremo difensore monzese per aprire la scatola e far rotolare in porta il pallone che ha portato tre punti fondamentali nella corsa del Pisa al secondo posto. Nel secondo tempo si attendeva una formazione nerazzurra ben determinata a schiacciare gli avversari per lo meno nel primo quarto d’ora alla ricerca del raddoppio. E invece è accaduto che Mannini e compagni si sono ritirati quasi in blocco negli ultimi 50 metri, lasciando il pallino del gioco ed il ritmo della gara in mano ai biancorossi. Al punto che il debuttante Voltolini, tra i pali, è stato insieme a Di Quinzio il 'match winner'. Troppo poco per una squadra che, a detta di tesserati e dirigenti, ha l'ambizione di recitare finalmente il ruolo di protagonista assoluto nel girone di ritorno.

Ovviamente non sarebbe giusto drammatizzare eccessivamente, perché il Pisa non è mai andato realmente in affanno al cospetto degli avversari. Però la passività mostrata nei secondi 45' non può far dormire sonni troppo tranquilli. Lo stesso Michele Pazienza nel post partita ha evidenziato questo problema, spiegando che la gestione del risultato dovrà essere uno degli aspetti da migliorare sensibilmente nelle prossime settimane. A partire da domenica prossima, 28 gennaio, quando la trasferta di Viterbo presenterà al Pisa uno scontro diretto molto delicato in ottica secondo posto. Affrontarlo con un atteggiamento eccessivamente compassato potrebbe portare ad un risultato negativo.

Correttivi di mercato necessari

Probabilmente una risposta alla lentezza mostrata dai nerazzurri nel secondo tempo della partita con il Monza è da ricercare nel lavoro svolto durante la sosta. Nelle tre settimane avute a disposizione dopo il pareggio di Siena del 30 dicembre, mister Pazienza ha caricato molto sulle gambe dei suoi uomini. Con l'obiettivo di arrivare più in forma della concorrenza alla lotteria dei playoff? E’ una supposizione molto valida, anche se l'ex mediano del Napoli ha escluso categoricamente di essere già proiettato esclusivamente su quell'obiettivo. Ancora più certo è che per mettere in campo una progressione di risultati e prestazioni la squadra ha dovuto fare un richiamo di preparazione molto intenso. I frutti si vedranno fra qualche settimana.

Al netto di questo, però, la sfida di domenica scorsa ha evidenziato ancor di più la necessità irrinunciabile di dover apportare alcuni correttivi alla rosa. E' impensabile che un organico dal valore assoluto quale quello in mano a Michele Pazienza si trovi a dover chiudere i 90' senza un terzino destro di ruolo. Con l'uscita dal campo di Mannini prima, e di Birindelli poi, Di Quinzio è stato costretto ad adattarsi nel ruolo di esterno a tutta fascia, subendo le continue serpentine di un cliente scomodissimo come D'Errico. Scoprendo il fianco anche a potenziali occasioni da rete per gli ospiti. La dirigenza deve tappare questo buco, perché a lungo andare il pericolo è quello di dover ricorrere sempre più spesso a soluzioni arrangiate. Nelle ultime ore circola la voce di un forte interesse per Antonio Porcino (1995) della Reggina. Si tratta di un terzino mancino naturale, che all'occorrenza può giocare anche sulla corsia opposta. L'augurio è che questo elemento, o chi per lui, possa preso unirsi alla truppa nerazzurra.

E anche in attacco il cerchio si è ulteriormente stretto attorno a Fabio Mazzeo. L'esperto centravanti del Foggia è l'obiettivo numero uno della società, nonostante in conferenza stampa Pazienza abbia affermato di non aver fatto richieste specifiche, con la disponibilità a lavorare con gli uomini attualmente a sua disposizione. Il 35enne attaccante rossonero gradisce la destinazione, il Pisa ha ulteriormente alzato l'offerta per un ingaggio biennale, e dagli ambienti pugliesi prende sempre più forza la notizia che il numero 19 dei 'Satanelli' entro sabato accetterà la proposta. Il Foggia avrà la necessità di rimpiazzare la sua partenza con un profilo di pari valore, e perciò ha tutta le intenzioni di chiudere l'affare, in un senso o nell'altro. Se non dovesse arrivare Mazzeo, l'alternativa più credibile è Comi del Vicenza, con Arrighini ormai sempre più defilato sullo sfondo.

Più posti oggi, stadio nuovo domani

Oltre alle questioni di campo, è innegabile che intorno al Pisa le discussioni si incentrino anche, se non principalmente, sulla questione della ristrutturazione dello stadio. La Curva Nord e la Gradinata contro il Monza hanno inscenato uno sciopero del tifo di dieci minuti, esponendo due striscioni diretti e concisi. La posizione della tifoseria nerazzurra è chiara: il progetto di riqualificazione dell'Arena Garibaldi, e con essa anche del quartiere di Porta a Lucca, è un treno che non passerà più dalle parti della Torre e mai prima era passato così vicino.

Sia i gruppi organizzati che i semplici tifosi hanno voluto sottolineare con fermezza che il progetto di restyling dell'Arena "non dovrà essere uno strumento per 'mercanteggiare voti' alle prossime elezioni comunali", come riportato nel comunicato diramato dagli ultras nerazzurri domenica sera. La Curva Nord subito dopo il match di campionato ha anche annunciato che nelle prossime settimane organizzerà un dibattito pubblico per discutere del tema, al quale inviterà tutte le forze politiche attive sul territorio cittadino. In modo da dare vita ad un dialogo vero e concreto su una questione che potrebbe segnare – in positivo o in negativo – le sorti del Pisa Sporting Club per gli anni a venire.

Nel frattempo i lavori per la concessione di tutti i permessi per l'avvio dei cantieri vengono portati avanti dalla società e dall'amministrazione. La sinergia fra Giuseppe Corrado ed il sindaco Filippeschi gode di buona salute, tanto che si sta facendo sempre più realizzabile l'ipotesi di riuscire ad aggiungere almeno 300 posti al settore di curva. La situazione potrebbe sbloccarsi definitivamente nel giro di pochi giorni. 

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