Giovedì, 16 Settembre 2021
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Pisa S.C. 1909: cercasi cura al 'mal d'Arena', e non solo

Quello con la Giana Erminio è stato il terzo pareggio consecutivo dei nerazzurri in casa. La squadra ha un andamento lineare nei risultati, ma troppo piatto nelle prestazioni

Dopo la palpitante vittoria in rimonta a Carrara di giovedì 9 novembre, la partita interna con la Giana Erminio di domenica 12 era attesa da tutto l'ambniente come la 'prova del nove' che certificasse definitivamente la maturazione del Pisa e la sua presa di coscienza di poter recitare il ruolo di assoluto protagonista del Girone A di Serie C. Invece contro i biancocelesti lombardi è arrivato l'ennesimo passo indietro nella prestazione e nell'interpretazione della gara, che ha fatto perdere a Mannini e compagni un'occasione ghiottissima per recuperare terreno sulla vetta della graduatoria.

'Mal d'Arena'?

Che il Pisa sia afflitto dal 'mal d'Arena'? Suona quasi come una provocazione, alla luce del peso specifico che da sempre lo stadio cittadino ha rappresentato per le sorti del sodalizio nerazzurro, spesso preso per mano dal suo pubblico e trascinato a grandi vittorie e giornate memorabili. Le statistiche di questa prima parte di stagione però evidenziano una tendenza che prosegue quanto visto nella seconda parte dello scorso torneo di Serie B. I nerazzurri ormai da più di un mese non riescono a centrare i tre punti tra le mura amiche. Dopo la vittoria per 1-0 nel turno infrasettimanale del 4 ottobre contro l'Arzachena, il Pisa ha collezionato tre pareggi consecutivi che hanno frenato, e non poco, la rincorsa alla vetta.

Con il Gavorrano (0-0), la Pistoiese (3-3) e la Giana Erminio (0-0) sono arrivati tre segni 'X' che hanno sottolineato la difficoltà della squadra al cospetto del proprio pubblico. Contro la compagine grossetana venne toccato il punto più basso della gestione Gautieri, con i nerazzurri per larghi tratti della gara in balia di un avversario ancora fermo a quota 0. Con la Pistoiese, nel debutto di Pazienza all'Arena, Masucci e compagni fecero vedere invece discrete trame di gioco e un'ottima qualità; ma le distrazioni, la paura di subire la beffa finale ed un calo fisico visibile portarono al pareggio ospite all'ultimo secondo dei minuti di recupero. E si arriva così alla prestazione di domenica scorsa. Per circa metà del primo tempo il Pisa ha schiacciato gli avversari nella loro metà campo, collezionando tre nitide palle gol. La rete sembrava nell'aria, ma il palo colpito da Pinto intorno al 30' ha rifilato uno schiaffo psicologico al dinamismo nerazzurro.

La squadra dopo quell'episodio è apparsa attanagliata dalla paura di sbagliare e scoprire il fianco agli affondi avversari, e nonostante abbia continuato a macinare gioco e palloni, non è più riuscita a costruire delle combinazioni per pungere la porta biancoceleste. Mister Pazienza ha tentato di sovvertire la piega presa dalla gara attingendo a piene mani dalla panchina, ma i cambi se possibile hanno contribuito a creare ancor più confusione in campo. Il risultato è stato il terzo pareggio consecutivo interno, in una giornata in cui le prime otto della classifica avevano perso punti pesanti. La prossima partita interna non sarà come tutte le altre, nonostante metta in palio lo stesso quantitativo di punti. Il 26 novembre arriverà a Pisa il Livorno. Un derby atteso da nove anni, che sarà arricchito dalle posizioni di classifica e dalle ambizioni delle due squadre: nerazzurri e amaranto, stando ai valori espressi fino ad oggi, saranno le maggiori contendenti per la vittoria finale. Mister Pazienza per quella giornata dovrà trovare le contromisure migliori al 'mal d'Arena'.

Imbattuti, ma i pareggi iniziano a pesare negativamente

Con lo 0-0 di tre giorni fa la striscia di imbattibilità della squadra è salita a tredici giornate, dando così un'ulteriore conferma delle qualità tecniche indubbie del gruppo. L'andamento tenuto dal Pisa fino ad oggi è in linea con l'obiettivo di un ottimo piazzamento nei playoff, ma non con quanto più volte affermato dalla dirigenza e sperato dalla tifoseria. Per competere per il primo posto, i nerazzurri devono necessariamente cambiare passo, soprattutto in casa. All'Arena Garibaldi la squadra è imbattuta, ma ha ottenuto 3 vittorie a fronte di 4 pareggi. Per accorciare sulla vetta, il 'giardino di casa' deve diventare una sorta di 'bancomat dei 3 punti': soltanto vincendo fra le mura amiche si può costruire una stagione di primissimo piano.

Tenendo presenti anche i risultati ottenuti lontano da Pisa (3 vittorie e 3 pareggi), si nota che i nerazzurri stanno tenendo un ottimo andamento, ma con una linearità fin troppo accentuata. Nell'epoca dei tre punti a vittoria collezionare troppi segni 'X' porta a perdere lunghezze preziose nei confronti dei diretti concorrenti per l'obiettivo finale. Per fare in modo di rompere questa continuità 'piatta', la squadra deve prendere maggiormente consapevolezza dei propri mezzi tecnici. Non ha avuto mezze misure Andrea Lisuzzo nell'analizzare la prestazione di domenica 12 novembre, affermando che "la squadra non ha fatto quello che ci eravamo detti e che avevamo preparato durante gli allenamenti. Siamo come bloccati". Il monito lanciato dal difensore nerazzurro non è da sottovalutare: il pericolo di accumulare troppi rimpianti a causa della paura di sbagliare è concreto. Molte ottime occasioni sono già state gettate al vento a causa di questo limite.

Mister Pazienza dal momento del suo insediamento sulla panchina sta lavorando sodo per annullare le difficoltà tattiche, nonostante i molti acciacchi fisici lo costringano spesso a schierare alcuni uomini fuori ruolo. I primi risultati di questo lavoro in ogni caso sono già arrivati, e sono più che incoraggianti. Contemporaneamente però il tecnico nerazzurro deve riuscire a lavorare anche sulla testa dei suoi ragazzi, cercando di eliminare il limite psicologico e caratteriale che sembra ingolfare i giri del motore nerazzurro. Perché per conquistare le vittorie occorre a volte osare anche qualcosa più del dovuto, ballando sul filo del rasoio.

"Trovate una soluzione per il derby"

Ci sono ancora una partita da giocare, e dodici lunghi giorni da vivere tutti d'un fiato prima di arrivare al fatidico 26 novembre, ma il derby con il Livorno è già un tema che quotidianamente scalda la tifoseria nerazzurra. Uno degli aspetti più dibattuti è la capienza che l'Arena Garibaldi potrà mettere a disposizione in quello che sarà il big match di tutto il girone di andata. I posti a disposizione dei tifosi nerazzurri e degli ospiti, come ormai è risaputo, da molti anni sono contingentati a causa delle norme sulla sicurezza. Ma questa restrizione non va giù ai gruppi organizzati della Curva Nord, che tornano nuovamente a far sentire la propria voce al riguardo.

"Parliamo di una Curva Nord dichiarata 'esaurita' tutte le domeniche da quasi due anni e dove si sta larghissimi, con spazi vuoti e i bambini che giocano a calcio, giù, vicino alla vetrata", spiegano gli ultras nerazzurri. La curva punta il dito in particolare sulla ristrettezza delle norme, che in stadi meno 'celebri' dell'Arena Garibaldi vengono aggirate e accantonate con irrisoria facilità. "Ma a Pisa invece deve essere tutto più che perfetto, e dobbiamo sempre pagare salato - proseguono i gruppi organizzati - questure inflessibili, diffide per la carta igienica, per le soste nei parcheggi, per il semplice 'esistere' in prossimità di settori ospiti, divieti di ogni tipo, e uno stadio non tra i peggiori d'Italia, onestamente, considerato sempre più 'a rischio' fino alla mutilazione dei posti e alla impossibilità di qualsiasi deroga".

I tifosi nerazzurri definiscono "occasione straordinaria" il derby del 26 novembre, chiedendo che vengano soddisfatte nella misura maggiore possibile le richieste di biglietti, sicurezza e ordine pubblico. Per una tifoseria passionale, corretta e civile come quella pisana, concludono i gruppi della Curva Nord, veder proibire il derby a migliaia di spettatori - livornesi compresi - per questioni di capienza "sarebbe una delusione troppo grossa, le dirette tv o le altre ipotesi fantascientifiche una presa in giro a una tifoseria che non merita tutto ciò. Chiediamo, pretendiamo, con forza, una soluzione, una deroga, una idea, chiamatela come volete: aumentate la capienza per Domenica 26 Novembre".

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