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Pisa S.C. 1909, nerazzurri al bivio: riprendere a crederci, o far vincere la rassegnazione

Nel sentito 'derby del Foro' la squadra è apparsa confusa e quasi rassegnata nel finale. Il tempo per recuperare terreno in classifica c'è ancora: non crederci sarebbe imperdonabile

Grigio, come il cielo che ha accompagnato tutto il match. L'ambiente nerazzurro domenica ha lasciato una fotografia di sé per certi versi preoccupante: a far suonare il campanello d'allarme non è stato tanto il risultato maturato con la Lucchese, quanto il modo in cui è maturato. Il Pisa dopo un discreto primo tempo ha incassato l'inaspettato gol rossonero, e non è stato capace di proporre una reazione convincente.

Passi indietro

Di fatto gli uomini di Pazienza hanno compiuto non uno, ma diversi passi indietro rispetto alle ultime uscite. Se infatti contro Prato ed Arzachena, pur evidenziando alcuni limiti tattici, la squadra era stata capace di acciuffare 4 punti al termine di buone reazioni, domenica scorsa l'atteggiamento è stato troppo confusionario e rassegnato. E stavolta, ad essere onesti, provare a spiegare la mancata vittoria con la motivazione di alcune scelte sbagliate del tecnico non può essere la strada migliore. Michele Pazienza ha dovuto fare fronte ad una difesa rinnovata per tre quarti, viste le assenze contemporanee dei titolari Birindelli, Ingrosso e Carillo. Le scelte erano obbligate, e nel complesso alla Lucchese è stato concesso soltanto il tiro che ha portato al gol vittoria, nient'altro.

In corso d'opera il tecnico nerazzurro ha provato a dare una scossa mettendo in campo forze fresche, cercando di alzare il peso specifico e la pericolosità del reparto avanzato. Ma ormai la frittata era fatta, e nessuno dei giocatori è riuscito ad assumersi la responsabilità di guidare il resto del gruppo verso una reazione organizzata, pensata e strutturata. E proprio la mancanza di uno o più veri leader all'interno dell'organico è l'aspetto che più di tutti desta diverse preoccupazioni.

Il tempo stringe

Siamo giunti ormai a fine febbraio, e le partite e le giornate di campionato scorrono senza che si riesca ad intravedere una conferma duratura nel salto di qualità mentale e caratteriale della squadra. A certificazione di questo deficit troviamo le cosiddette 'prove di maturità' puntualmente fallite dai nerazzurri. In serie, sono state 'ciccate' le prove con Gavorrano, Pistoiese, Giana Erminio, Arezzo, Prato, Lucchese. E probabilmente nella lista potrebbe finirci qualche altra gara. Il tutto a dimostrazione del fatto che nel bilancio complessivo dei primi due terzi della stagione i demeriti da attribuire all'intero organico nerazzurro – giocatori e staff tecnico – sono innegabili.

Nel frattempo di partite alla fine della stagione regolare ne rimangono undici, dieci per il Pisa, che nell'ultima giornata dovrà osservare il turno di riposo. E forse addirittura nove, se si concretizzerà la vittoria a tavolino con l'Arezzo a causa del fallimento del club amaranto. Il bottino di punti in palio è ancora consistente, e con gli scontri diretti da giocare fra Livorno, Siena e Viterbese, ed il derby alla terzultima con gli amaranto al 'Picchi', ogni traguardo è ancora raggiungibile. 

Ma per rendere realtà questi che al momento sembrano sogni, o peggio chimere, la squadra deve obbligatoriamente scrollarsi di dosso le insicurezze, la paura ed il terribile sentore di rassegnazione avvisato durante il derby di domenica scorsa. Passino la confusione nell'assalto alla porta avversaria dovuta alla fretta di rimettere in piedi il risultato, e la reazione più di rabbia che di testa. Ma il furore agonistico in Serie C, per di più nel girone di ritorno, quando i punti valgono doppio per tutte le squadre, non deve mai mancare. Invece Gucher e compagni sono apparsi incapaci, strutturalmente, di cambiare passo e ritmo della loro partita. Come hanno iniziato così hanno terminato il match. Senza sussulti apprezzabili, esclusi i quattro corner calciati – malissimo, altro tasto dolente ormai da anni – in successione subito dopo il gol lucchese.

Di occasioni come quella di domenica per accorciare ulteriormente sulla vetta della classifica non ne capiteranno molte altre. Così come non potrà protrarsi all'infinito la corsa al rallentatore per il secondo posto, posizione con i maggiori vantaggi nei playoff. E quindi? Adesso la sensazione è che la squadra sia davvero giunta al bivio finale e decisivo per la sua stagione: o i giocatori dimostrano con i fatti di credere ancora alla rimonta, quanto meno per migliorare l'attuale terzo posto, oppure si lascia campo libero alla rassegnazione ed al rimpianto per un campionato ampiamente alla portata gettato alle ortiche.

Il campionato ha riservato molti appelli al Pisa. Le difficoltà incontrate dai nerazzurri sono e saranno le stesse che avranno anche gli avversari. La maturità consisterà nel saperne finalmente approfittare, che si tratti di stagione regolare o di spareggi promozione. Il pubblico con la Lucchese ha fatto nuovamente la sua parte. Adesso anche lo spogliatoio e la società devono rendersi protagonisti di un salto di qualità capace di trascinarsi dietro tutto l'ambiente, mettendo a tacere le critiche ed i paragoni stucchevoli ed inutili con il passato. La squadra in campo, la dirigenza soppesando bene tutte le variabili in gioco. La stagione necessita di uno scossone, altrimenti sarà inevitabile avviarsi verso un finale piatto e scontato. E' giunto il momento di assumersi oneri e responsabilità, e dimostrare maturità a tutti i livelli.

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