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Pisa S.C. 1909: la partita con l'Alessandria diventa il primo crocevia della stagione

Dopo la sonora battuta d'arresto subita a Piacenza, i nerazzurri non possono sbagliare la prossima partita in casa. Ufficializzato il calendario fino alla nona giornata

La partita di Piacenza si può osservare ed analizzare su due piani. Uno è quello del tabellino, dei freddi numeri e del risultato finale. L'altro è quello degli episodi avvenuti nel corso dei novanta minuti. La conclusione a cui si giunge al termine delle due analisi non combaciano esattamente fra di loro, a conferma del fatto che al 'Garilli', domenica 30 settembre, non si è assistito alla peggiore partita del Pisa dall'inizio della stagione.

Difesa insicura e attacco scollegato

Purtroppo però al triplice fischio finale il Pisa ha incassato la prima sconfitta in partite ufficiali della stagione 2018-2019, e lo ha fatto con un risultato che lascia pochissimo spazio a qualsiasi recriminazione. In Serie C è molto raro vedere partite in cui il risultato presenta un grande scarto di gol fra le squadre, e quando ciò si verifica molto spesso è perché una formazione ha demeritato in modo marcato. Il Pisa, pur con tutte le attenuanti del caso, ha evidenziato alcuni automatismi di gioco che ancora non sono arrivati al livello ottimale. Queste problematiche, al cospetto di una squadra più in forma - sia mentale che fisica - hanno fatto la differenza, contribuendo al pesante passivo accusato alla fine del match.

Sin dalle prime battute la difesa è apparsa troppo insicura su alcuni movimenti da effettuare per incrociare la manovra piacentina, fino al culmine del gol del vantaggio. Il fallo di Buschiazzo è stato la diretta conseguenza di un errore di posizionamento generale. E di una valutazione errata di Masi che, abbandonando la linea difensiva per seguire il movimento del centravanti del Piacenza, ha lasciato lo spazio per l'inserimento dell'attaccante poi steso dal difensore uruguagio. Lo svantaggio ha avuto il merito di far rientrare in partita il Pisa, che fino a dieci minuti dalla fine ha creato almeno un paio di situazioni molto pericolose all'interno dell'area dei padroni di casa. Per gran parte della partita però è sembrato che Moscardelli e Marconi predicassero nel deserto, troppo lontani dai compagni per ricevere adeguato supporto nella manovra offensiva. La scarsa lucidità sotto porta quindi è in parte giustificabile con il lavoro aggiuntivo che gli attaccanti devono svolgere per guadagnarsi qualche pallone giocabile. Il Pisa deve ritrovare quanto prima la brillantezza e la sfrontatezza mostrate durante le tre partite di Coppa Italia disputate ad agosto.

Il carattere c'è

I nerazzurri devono ripartire dalla reazione avuta subito dopo l'ingiusta decisione del calcio di rigore assegnato al Piacenza. Fino al raddoppio dei biancorossi il Pisa ha giocato meglio dei padroni di casa, costringendoli in molti frangenti della gara a difendersi negli ultimi trenta metri. La squadra di mister D'Angelo non si è disunita, rimanendo in partita con la voglia di rimediare allo svantaggio con grande ardore agonistico. Il dispendio energetico di dover recuperare con l'uomo in meno ha tolto un po' di prezioso ossigeno a Moscardelli e compagni, che in qualche frangente sono arrivati a decidere la giocata con la mente offuscata dalla fatica. Ma le palle gol costruite nella ripresa rafforzano la sensazione che il Pisa targato 2018-2019 sia una squadra nel vero senso della parola. Il gruppo è unito, e per tornare a raccogliere risultati e vittorie deve proseguire lungo la strada imboccata a inizio agosto.

Il momento è particolare, e lo si era visto anche contro l'Arezzo lo scorso 25 settembre. I nerazzurri costruiscono molte azioni da rete, ma la percentuale di conversione in gol è pari allo zero. Un andamento diametralmente opposto rispetto a quello tenuto durante i match di Coppa Italia, quando con un paio di azioni ben costruite il Pisa riusciva ad andare sempre in gol. Il calcio è fatto di questi momenti: gli stessi episodi che qualche settimana avevano regalato dei sorrisi, un mese dopo possono togliere certezze e punti. Tutto questo, ovviamente, al netto della decisione arbitrale che, volenti o nolenti, ha indirizzato il resto della partita del 'Garilli': il fallo di Buschiazzo è avvenuto fuori area, e molto probabilmente non era neanche meritevole del cartellino rosso diretto. Ma tant'è: inutile piangere sul latte versato, adesso il Pisa deve mostrare la sua forza caratteriale e la propria caratura tecnica, uscendo da questo periodo.

Alessandria primo crocevia

Se la partita di Piacenza era stata presentata come il primo banco di prova delle ambizioni e del grado di maturità della squadra, il match con l'Alessandria diventa il primo crocevia di inizio campionato. Contro i grigi il Pisa non può sbagliare approccio e commettere le stesse ingenuità viste al 'Garilli'. Una vittoria servirebbe come il pane, ma al di là di questo conta soprattutto come Moscardelli e compagni intendono arrivare ai tre punti. I nerazzurri devono dimostrare di avere le idee chiare dal punto di vista tattico, sia in fase difensiva che in quella offensiva. La squadra di D'Angelo deve tornare a mostrarsi propositiva e padrona del campo, senza cadere nei banali errori commessi nella prima mezz'ora di gioco in Emilia Romagna.

Il calendario del Pisa

La Lega Pro ieri ha ufficializzato date e orari delle partite del Pisa dalla sesta alla nona giornata di campionato. Le partite in oggetto sono quelle con Pistoiese, Pro Piacenza, Gozzano e Pro Vercelli. I nerazzurri sono attesi da un turno infrasettimanale ed un posticipo del lunedì sera.

  • 6° Pistoiese - Pisa domenica 14 ottobre ore 20.30
  • 7° Pisa - Pro Piacenza mercoledì 17 ottobre ore 20.30
  • 8° Gozzano - Pisa lunedì 22 ottobre ore 20.30
  • 9° Pisa - Pro Vercelli domenica 28 ottobre ore 16.30

Ha ricevuto una sistemazione anche il recupero della seconda giornata, che il Pisa avrebbe dovuto disputare domenica 23 settembre al 'Franchi' di Siena. Per i noti fatti sui ripescaggi in Serie B la partita era stata rimandata a data da destinarsi, che la Lega Pro ha ufficializzato proprio ieri. I nerazzurri giocheranno contro la Robur mercoledì 7 novembre con fischio d'inizio alle 20.30.

La sentenza del Tfn

Il Tribunale federale nazionale ha emesso la propria sentenza in merito ai ricorsi presentati da Catania, Novara, Siena, Ternana e Pro Vercelli contro la decisione del Coni di non procedere al loro ripescaggio in Serie B. Anche il Tfn ha giudicato inammissibili i ricorsi delle cinque società, confermando quindi il format della Serie B a 19 squadre. Le società sopra elencate nell'ultimo week end hanno fatto il loro debutto nei rispettivi gironi di Serie C, e verosimilmente questo dovrebbe essere l'ultimo capitolo di una questione che ha tenuto in scacco l'intero calcio italiano per oltre quattro mesi. 

Ci sono però ancora due appendici che potrebbero, in maniera ipotetica più che realistica, ribaltare la situazione. Queste cinque società infatti stanno predisponendo le carte per presentare le proprie istanze anche al Consiglio di Stato. Si tratta dell'ultimo step: una volta percorso anche quest'ultimo tratto di strada la decisione che verrà presa sarà quella finale. E difficilmente si procederà allo stravolgimento di un campionato che è già arrivato al sesto turno. C'è infine da dirimere la questione che vede protagonista la Virtus Entella. I liguri non hanno seguito lo stesso percorso degli altri cinque club, puntando tutto sulla riammissione in cadetteria in virtù della penalizzazione comminata al Cesena. Il prossimo 9 ottobre verrà emanata la sentenza finale: nel caso in cui la giustizia desse ragione al club di Chiavari, i biancocelesti verrebbero riammessi in Serie B, e il loro posto nel Girone A di Serie C verrebbe preso dalla Viterbese. I laziali infatti hanno ottenuto la sospensione del loro campionato fino al chiarimento della posizione della Virtus Entella: se i liguri non torneranno in B, i gialloblu di Piero Camilli resteranno nel Girone C.

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