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Il Pisa ha perso, evviva il Pisa!

La sconfitta contro la Virtus Entella conferma due aspetti: la Serie B non lascia scampo se non si concretizza quanto prodotto; il Pisa è un gruppo solido che gioca bene e che non si abbatte di fronte alle difficoltà

Robert Gucher in azione - RFotogiornalismo

Poteva significare quinto posto in classifica, con tutto il carico di entusiasmo che ne sarebbe derivato. E invece la partita con la Virtus Entella ha certificato il secondo stop casalingo da inizio stagione, giunto dopo quasi tre mesi dal 2-3 con il quale l’Empoli aveva sbancato l’Arena Garibaldi. I nerazzurri hanno giocato bene, mettendo alle corde i liguri per tutto il secondo tempo, dopo che nel primo la pressione feroce a tutto campo della formazione ospite aveva spento la manovra degli uomini di Luca D’Angelo. Il tecnico abruzzese è stato di parola: nonostante le tantissime assenze (sette) che avevano reso complicata la preparazione del match, non ha snaturato il suo Pisa, proponendo il consueto 4-3-1-2 fatto di trame palla a terra e continua ricerca della profondità e della verticalizzazione.

Da rivedere il gol con il quale la Virtus Entella ha sbloccato il punteggio: Giuseppe De Luca, bloccato nel momento in cui parte il lancio che lo manda in porta, appare effettivamente oltre la linea difensiva nerazzurra. Purtroppo è soltanto una supposizione, poiché fino a che il Var non verrà messo in funzione la Serie B sarà soggetta a questi dubbi. Dopo il guizzo ospite, la seconda frazione è stata un vero e proprio assalto al fortino biancoceleste: nonostante le precarie condizioni di Masucci (uscito anche lui poi per infortunio), la poca brillantezza di Moscardelli e l’assenza pesantissima del totem Marconi a centro area, il Pisa ha stretto d’assedio la porta ligure costringendo Contini a sfoderare i migliori riflessi. Ecco perché è il caso di affermare 'Evviva il Pisa' anche se al triplice fischio del signor Massimi di Termoli è arrivata la sconfitta (il secondo gol dell’Entella, arrivato al 95’, è utile soltanto per le statistiche). I nerazzurri sono vivi e il gruppo è graniticamente compatto attorno ai dettami tecnici del suo allenatore. L’interpretazione delle partite non cambia, sia che la rosa sia in salute e in piena forma, sia che gli infortuni e la sfortuna si accaniscano senza pietà.

Poteva essere la partita dell’ingresso nei playoff, e invece il Pisa si ritrova nuovamente nella pancia della graduatoria. Sono due le lunghezze che lo distanziano dagli spareggi promozione e tre quelle dai playout: al tirar delle somme, quindi, i nerazzurri sono dove tutti sulla carta si auguravano fossero. Alle porte c’è un’altra partita delicatissima da preparare e da non fallire: la trasferta sul campo del Trapani. Lunedì 16 dicembre, alle ore 21, al 'Provinciale' i nerazzurri si affideranno ancora una volta a capitan Moscardelli: accanto a lui difficilmente si potrà vedere Gaetano Masucci, alle prese con il problema muscolare che lo ha costretto ad alzare bandiera bianca durante il match con l’Entella. L’attacco è veramente ridotto all’osso, vista la contemporanea assenza di Marconi e la scomparsa dai radar di Raul Asencio: il calciatore è ormai ai margini del gruppo per sua stessa scelta. La società a gennaio lo rispedirà a Genova, sponda rossoblu, con lettera di sola andata. In Sicilia quindi toccherà a Fabbro e al giovanissimo Giani tentare di trovare il guizzo vincente insieme a Moscardelli, magari aiutati dagli inserimenti di centrocampisti e difensori, adesso più utili che mai nei calci piazzati. All’orizzonte ci sono, compresa la gara con il Trapani, due scontri diretti molto importanti per la salvezza: contro i siciliani e domenica 22 all’Arena arriverà il Cosenza. Questo Pisa, con un pizzico di fortuna in più, può riuscire a conquistare punti pesanti.

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