Da Trieste a Trieste: tutte le tappe di una stagione eccezionale

Il Pisa ha aperto e chiuso la stagione contro la Triestina, in un ideale percorso circolare di evoluzione, miglioramento, forza, coesione ed esaltazione. Riviviamo insieme tutti gli snodi cruciali del ritorno in Serie B

Da Trieste a Trieste. Dalle speranze e i sogni dell'avvio della stagione, ai timori e alle paure che hanno caratterizzato la vigilia dell'ultima tappa di un percorso straordinario. Il Pisa Sporting Club torna in Serie B al termine di una cavalcata straordinaria per evoluzione, miglioramento tecnico e tattico, forza, coesione fra tutte le componenti, entusiasmo. Un percorso che però non ha risparmiato delusioni e schiaffi in piena faccia, soprattutto nella prima parte della stagione. Società, staff tecnico, spogliatoio e tifoseria hanno però avuto il grosso merito di non disunirsi di fronte alle dfficoltà, formando un fronte compatto capace di sovvertire anche i pronostici più arditi. Ecco perché questa Serie B è veramente di tutti. Riviviamo insieme tutto il percorso compiuto dalla fine di luglio dello scorso anno a oggi.

1. Sorrisi di coppa

Nei mesi di luglio e agosto il Pisa forma il gruppo che di lì a qualche settimana darà l'assalto al campionato. Il ritiro di Storo dà buone indicazioni: Luca D'Angelo imposta il lavoro sul 3-5-2, con qualche passaggio anche al 4-3-1-2 (mai duttilità tattica è stata più utile). Il gruppo allestito in tandem con Roberto Gemmi inizia a prendere forma e offre buoni spunti tecnico-tattici: la squadra è giovane, ma in ogni zona del campo presenta un buon mix di spavalderia ed esperienza che convince un po' tutto l'ambiente. Le vittorie in serie contro Triestina (al Primo Turno Preliminare di Coppa Italia) all'Arena Garibaldi, e in trasferta sui campi di Cremonese (Serie B) e Parma (Serie A) fanno riesplodere l'entusiasmo sotto la Torre: la gara in Emilia, a pochi giorni da Ferragosto, è seguita da quasi 2mila tifosi nerazzurri.

2. La dura realtà

L'impatto con il Girone A di Serie C è decisamente più duro. Per avere la meglio del Cuneo, nella partita di apertura del campionato, gli uomini di D'Angelo si aggrappano al loro simbolo: Moscardelli con un guizzo da campione risolve in mischia la sfida a metà secondo tempo. Il Pisa brillante di agosto si vede soltanto a sprazzi: in alcuni frangenti la squadra vola letteralmente in campo, ma poi amnesie e gli affondi avversari la spaventano e minano qualche sicurezza. Accade questo in casa con l'Arezzo, in una gara disputata con il surreale panorama dei Monti Pisani arsi dal disastroso rogo di fine settembre. La società e il pubblico nerazzurro hanno richiesto a gran voce di rimandare il match, ma l'Arezzo si impunta e con il suo gesto obbliga anche gli uomini di D'Angelo a scendere in campo in un'Arena Garibaldi silenziosa in segno di rispetto alla popolazione dei monti colpita dal disastro. E poi viene la trasferta sul campo del Piacenza: tre schiaffi e ritorno a casa con la sensazione di essere vicini per qualità di gioco e idee a una delle corazzate del girone, ma lontani in esperienza e cattiveria agonistica.

3. Vittorie convincenti

A ottobre Moscardelli e compagni riescono a invertire la rotta del mese precedente, conquistando tre vittorie convincenti in serie. A Pistoia (campo tradizionalmente ostico per i nerazzurri), in casa con il Pro Piacenza (ancora imbattuto in trasferta) e sul campo del Gozzano. Prende corpo con sempre maggiore fiducia in D'Angelo la scelta di arretrare di una decina di metri Alessandro De Vitis, togliendolo dalla metà campo e piazzandolo in mezzo alla difesa a tre. Esperienza, tecnica e visione di gioco: la manovra nerazzurra parte dal basso e sembra migliorare la tenuta di tutta la squadra.

4. Sbancata Lucca, poi il tracollo

Sul più bello il Pisa è costretto a fermarsi. La partita di fine ottobre con la Pro Vercelli non si gioca per il celebre stallo determinato dalla richiesta di ripescaggio in Serie B di alcune società, fra le quali anche i piemontesi. I nerazzurri tornano così in campo a inizio novembre in casa della Virtus Entella, vera e propria corazzata del girone. Gli uomini di D'Angelo per larghi tratti del match giocano alla pari, ma vengono puniti da due episodi capitalizzati al meglio dai liguri. Una settimana dopo però il Pisa regala al suo publbico la pazza gioia della vittoria in casa della Lucchese. Per personalità, qualità di gioco e autorevolezza, è la vittoria più bella da inizio campionato. Si rivela però una chimera: arrivano infatti lo scialbo pareggio interno con l'Olbia e il naufragio di Carrara, che in 90' spazza via tutte le certezze costruite nei primi due mesi di stagione.

5. Si torna sui binari giusti

Con pazienza Luca D'Angelo ricostruisce i punti di riferimento del suo spogliatoio, supportato in pieno dalla società, che non pensa neanche per un attimo di sollevarlo dall'incarico. Pur in mezzo ad alcune difficoltà oggettive, dovute ad alcuni ruoli scoperti, il Pisa da brava formichina si rimette a macinare gioco in campo. Arrivano il pareggio interno con l'Albissola e la vittoria netta e convincente sul campo della Juventus Under 23. La difesa torna su livelli buoni, e anche la manovra sfocia in una fase offensiva capace di colpire con chirurgica precisione gli avversari. Anche Arzachena e Pontedera (altro avversario storicamente insidioso) cadono sotto ai colpi del Pisa, che risale in classifica. Il mese di dicembre però è un tour de force: in una settimana il calendario impone tre gare, la fatica si fa sentire e il Pisa mette in cascina soltanto due punti. Dopo la sconfitta interna con la Pro Patria (l'unica di tutto il campionato), arrivano i pareggi di Novara e Cuneo.

6. Qualità ed esperienza dal mercato

Servono dei correttivi alla rosa per migliorare la classifica. Il Pisa si presenta nel 2019 sensibilmente attardato dalla vetta, ancorato attorno alla nona-decima posizione. La piazza inizia a rumoreggiare, comprensibilmente delusa da un campionato che in estate in molti pensavano molto diverso. Ancora una volta esce fuori la forza e la compattezza della società, che non ricorre all'abusato cambio tecnico in panchina, bensì rilancia. Non soltanto conferma in pieno D'Angelo, ma grazie all'ottimo lavoro di Gemmi sfoltisce la rosa di quegli elementi che avevano trovato poco spazio, e inserisce giocatori dall'alto tasso tecnico, dalla grande esperienza e dalle grandi doti umane. Torna dal prestito al Cosenza Luca Verna. Arrivano dalla B Mattia Minesso e dall'Entella Simone Benedetti. Il Pisa strappa al Piacenza anche il suo capocannoniere, Massimiliano Pesenti, e chiude il mercato invernale con l'innesto di Gamarra. Il gioco e il tasso agonistico dei nerazzurri crescono in modo esponenziale, ma gennaio si chiude con tre risultati che non rispecchiano le prestazioni: due pareggi sfortunati in casa con Siena e Piacenza (2-2) e la sconfitta su rigore ad Arezzo (1-0). Nessuno, in quel momento, poteva immaginarsi che sarebbe stata anche l'unica di un 2019 meraviglioso.

7. Inizia la lunga marcia

Il Pisa si ritrova ai margini della zona playoff. Ma Luca D'Angelo dispensa fiducia ai suoi uomini e calma nell'ambiente. "La squadra è forte e se non si esprime al meglio è soltanto colpa mia". Il tecnico abruzzese fa da parafulmine al gruppo, isolandolo dalle critiche e costruendo quotidianamente una corazza che poi nei mesi a venire si rivelerà solidissima. Il 10 febbraio, nel ventesimo anniversario della morte di Maurizio Alberti (al quale è dedicata la Curva Nord), si materializza la magia: sotto di un gol contro la Pistoiese a inizio secondo tempo, con Moscardelli i nerazzurri rimontano fino al 2-1 e possono abbandonarsi a una gioia scomposta quando Momentè, centravanti arancione, al 93' spara alle stelle il rigore del pareggio. Il calcio è uno sport ricco di segnali, e questo ha la forza di convincere l'intera piazza che la rimonta in classifica è possibile. Subito dopo infatti arrivano altre due vittorie. 2-0 in casa al Gozzano e 1-2, con il marchio di fabbrica della rimonta, sul campo della Pro Vercelli. Per la prima volta da inizio campionato il Pisa sconfigge una diretta concorrente per i playoff.

8. Mese di vendette sportive

Marzo si apre con la visita della Virtus Entella. Esame di maturità più complesso non potrebbe esserci per gli uomini di D'Angelo, che però lo superano di slancio. Lo 0-0 finale non rende il giusto merito ad una prima frazione bellissima, nella quale Pesenti e compagni sfiorano più volte la rete di fronte alla prima classe. Quattro giorni dopo arriva la Pro Vercelli all'Arena, nell'ultimo recupero del girone di andata. Ancora una volta i piemontesi passano in vantaggio, e ancora una volta nel quarto d'ora finale i nerazzurri mettono la freccia con l'inzuccata di Birindelli. Ricordate i segnali? Eccone un altro: il gol vincente di un pisano doc infiamma definitivamente tutta la piazza, che coinvolge in un delirio di tifo, coesione e ferocia agonistica anche la squadra. La vittoria con la Lucchese non arriva soltanto per pochi centimetri, ma poi il Pisa sbanca Olbia dopo oltre 40 anni e subito dopo restituisce alla Carrarese lo sgarbo dell'andata prendendola letteralmente a pallonate. Soltanto i miracoli di Borra, portiere apuano, consentono agli azzurri di uscire dall'Arena con il passivo di 1-0. Il Pisa ha gli occhi della tigre e conquista tre punti anche ad Albissola: in un solo mese i nerazzurri hanno messo nel mirino il terzo posto.

9. Migliore terza della Serie C

Là davanti rallentano tutte, Piacenza e Virtus Entella fanno a gara a non vincere il campionato e per un attimo i nerazzurri tornano clamorosamente in gioco anche per il primo posto. Gli uomini di D'Angelo macinano vittorie e asfaltano avversari in serie: tre punti con la Juventus, altri tre con l'Arzachena, pareggio con il Pontedera e altra rimonta vincente sul campo della Pro Patria. I nerazzurri sono la squadra più in forma dell'intera Serie C, non perdono da fine gennaio e hanno ormai messo nel mirino il piazzamento come migliore terza dei tre gironi. Un piazzamento che darebbe moltissimi vantaggi in ottica playoff.

10. Gli imbattibili

Il piazzamento come migliore terza si concretizza a inizio maggio. Contro il Novara sarebbe sufficiente un pareggio, ma il Pisa non si accontenta: 3-0 e testa immediatamente ai playoff. La sorte mette di fronte ai nerazzurri la squadra che più di tutte nel girone di andata aveva messo a nudo i limiti della rosa di Luca D'Angelo: la Carrarese. La squadra che però si presenta allo 'Stadio dei marmi' il 19 maggio è di tutt'altra pasta rispetto a quella timorosa di fine novembre. Nonostante vada sotto di due reti immeritatamente, i nerazzurri non si scompongono e in soli sessanta secondi rimettono in parità il match con Masucci e Pesenti. Volevate un altro segnale? Eccolo. La gara di ritorno è sensazionale per ritmo, qualità di gioco, cattiveria agonistica e tifo: la Carrarese è ancora una volta annichilita, il Pisa vince 2-1 e vola ai quarti di finale. Qui trova l'Arezzo, l'unica formazione capace di sconfiggere il Pisa nel 2019. E' un altro doppio confronto denso di segnali. Oltre al dato della sconfitta, c'è da aggiungere anche il fatto che i nerazzurri in campionato non hanno mai segnato agli amaranto e sul loro campo hanno vinto soltanto due volte in 100 anni. Nessuna paura: il 29 maggio arriva il terzo successo, il più pesante, al termine di un'altra partita interpretata splendidamente da Marconi e compagni.

11. Il sogno diventa realtà 40 anni dopo Pagani

La gara di ritorno del 2 giugno all'Arena è una formalità, più di quanto lasci presagire il piglio battagliero con il quale l'Arezzo si presenta a Pisa. Gli amaranto non tirano mai in porta, i nerazzurri controllano senza affanno il match e poi piazzano l'affondo mortifero con Izzillo. Terza vittoria consecutiva nei playoff e semifinale conquistata. Che poi sarebbe anche la finalissima, il doppio confronto che mette in palio la Serie B. Da sorteggio i nerazzurri vengono accoppiati proprio alla Triestina, il primo avversario affrontato 11 mesi prima. Altro segnale. Ne volete altri? Trieste è la città natale di Romeo Anconetani, del quale ricorre il ventennale della morte. La sfida di ritorno verrà giocata proprio al 'Rocco' in una data storica per l'epopea di Anconetani alla guida dello Sporting Club: il 9 giugno. Nello stesso giorno di 40 anni fa, nel 1979, Barbana a Pagani segnò la rete che spedì i nerazzurri in Serie B. E' il segnale definitivo, il tassello finale che mancava per completare un percorso tracciato nelle stelle e nel destino: il Pisa domina la Triestina in casa e fuori, e accompagnato dai 5mila giunti fino al 'Rocco' vola in Serie B.

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