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Pistoiese – Pisa 0-2: le pagelle | De Vitis perfetto in mezzo al campo, bene Cuppone

Vittoria di sostanza per il Pisa, che regala meno emozioni rispetto alle ultime uscite ma si riscopre pratico davanti alla porta avversaria

Serviva una vittoria, e tre punti sono arrivati dal sempre ostico campo del 'Melani' di Pistoia. Al cospetto di una formazione in netta difficoltà tecnica e tattica, i nerazzurri di mister D'Angelo hanno saputo cogliere il momento giusto per piazzare un 'uno-due' micidiale che ha spedito al tappeto gli arancioni di Paolo Indiani. Ad un primo tempo discreto per atteggiamento e determinazione, ma troppo frenetico negli ultimi trenta metri, ha fatto da contraltare una ripresa caratterizzata da un duplice episodio favorevole che ha spianato la strada verso il successo. Il rigore più espulsione, che a Piacenza aveva condannato il Pisa, stavolta ha consentito ai nerazzurri di giocare sul velluto fino al triplice fischio.

Pochezza tecnica e confusione tattica

Meli 6.5, Muscat 4.5, Ceccarelli 6 (dall'84' Dossena sv), Cagnano 5.5, El Kaouakibi 5, Vitiello 6 (dal 67' Tartaglione 5.5), Picchi 5.5 (dal 67' Forte 5.5), Luperini 5.5, Regoli 6, Rovini 5 (dal 72' Cellini 5.5), Latte Lath 5.5 (dal 72' Fanucchi 5.5).

All. Indiani 5.5: la sua Pistoiese è una squadra in forte confusione. A livello tattico il 3-5-2 predisposto per arginare la spinta nerazzurra ha funzionato fino alla gravissima amnesia difensiva che ha scoperchiato tutti i limiti della squadra. Dopo l'1 a 0 e l'espulsione che li ha costretti in dieci, gli arancioni sono andati totalmente in bambola, finendo per trovare la via della porta avversaria soltanto con velleitarie conclusioni da fuori area. Il tecnico di Certaldo giura di avere la squadra in mano, e a giudicare da quanto visto sul terreno di gioco non si può dire il contrario. L'impegno da parte dei suoi ragazzi c'è stato, ma è ancora troppo poco per portare a casa punti.

Concretezza e cinismo

Gori 6.5: attento sulle conclusioni da lontano degli avversari nel secondo tempo. Decisivo a dire di no a Rovini subito dopo il vantaggio siglato da Moscardelli.

Liotti 6: l'unico pericolo reale in 97' di partita arriva dalla sua parte, ma l'errore che libera al tiro Rovini è un concorso di colpa con i compagni di reparto. Meno propositivo in fase di costruzione della manovra rispetto alle ultime gare.

Brignani 6.5: gioca con la sicurezza del veterano. Il centrale proveniente dalla Primavera del Bologna è un valore aggiunto per la difesa nerazzurra. Il risentimento alla caviglia sinistra, infortunata a inizio campionato, lascia in apprensione per la partita di mercoledì con il Pro Piacenza. (Dal 72' Masi 6: si accomoda al centro della difesa e spazza via tutti i palloni che gravitano al limite dell'area).

Meroni 6: schierato sul centrodestra della retroguardia riesce ad esprimere al meglio le sue doti di fisicità e pulizia di intervento. Mai in affanno nemmeno con il rapido Latte Lath.

Lisi 6: si meriterebbe un voto in più per la consueta caparbietà nel cercare di saltare l'uomo. Ma il gol divorato nel recupero con due compagni totalmente liberi accanto a lui in area di rigore è da segnalare. Propizia il raddoppio di De Vitis, ma avrebbe dovuto servire anche l'assist per la terza segnatura.

De Vitis 7 (il migliore): il figlio d'arte in mezzo alla difesa è un buon giocatore. Schierato sulla linea del centrocampo però è un giocatore determinante ed imprescindibile per la manovra nerazzurra. Sa alternare con saggezza la fase di interdizione a quella di costruzione della manovra. Prezioso negli inserimenti in area di rigore: da uno di questi arriva il definitivo 2-0, che gli vale anche la prima rete in stragione. (Dal 70' Gucher 6: sfiora il gol nell'ultimo minuto di recupero con una bella azione personale in area di rigore).

Marin 6.5: dinamismo e fosforo in mezzo al campo. In estate era arrivato come l'oggetto misterioso di turno, ma con i fatti sta dimostrando di poter essere l'alternativa a Gucher in mezzo al campo.

Cuppone 6.5: al debutto da titolare, il giovane nerazzurro viene schierato da mister D'Angelo nell'insolita (visti i trascorsi in carriera) posizione di mezzala destra. Ed il numero 11 risponde con una prestazione fatta di corsa, continui strappi ed inserimenti. Può essere un'arma molto utile nel corso del campionato.

Zammarini 5.5: continua ad essere in ombra. Le prestazioni scintillanti di agosto sono lontane: il numero 5 gode però della fiducia totale del tecnico, e col tempo dovrà tornare ai livelli mostrati fino a qualche settimana fa.

Moscardelli 6: il capitano si limita al minimo sindacale. Con un elemento come Masucci accanto a lui che pensa a correre e svariare su tutto il campo, il 'Barba' occupa stabilmente il cento dell'attacco tenendo in costante apprensione la difesa avversaria. Glaciale dal dischetto: tocca quota 2 gol in campionato. (Dal 66' Marconi 6: corre, sgomita e si mette al servizio dei compagni. Entra in campo con lo spirito giusto. Ha bisogno del gol per sbloccarsi definitivamente).

Masucci 6.5: la solita 'zanzara' intorno ai difensori avversari. Il numero 26 è un moto perpetuo che obbliga gli avversari a tenere una soglia di attenzione altissima. Approfitta al massimo di uno svarione per conquistarsi il rigore che sblocca la partita. (Dal 66' Cernigoi 6: come Marconi, anche il numero 7 entra in campo con la cattiveria agonistica giusta).

All. D'Angelo 6.5: il miglior Pisa della stagione liquida con il più classico dei risultati un avversario insidioso, nonostante le molte difficoltà incontrate nel corso dell'avvio di stagione. I suoi uomini ripetono però ancora una volta una prestazione scialba e poco concreta nei primi 45', quando la determinazione e la volontà di dettare il ritmo del gioco ci sono, ma a mancare è la precisione nella circolazione della palla e la precisione nella scelta dell'ultimo passaggio. Dopo il rigore la squadra si scrolla di dosso l'ansia, arrivando in scioltezza fino al fischio finale. Concreto e pragmatico fino al 2 a 0, nei minuti di recupero il Pisa torna ad essere sciupone, non convertendo in gol un altro paio di occasione cristalline. Il tabellino però dice che per la quarta partita sulle cinque disputate complessivamente Gori ha blindato la propria porta: la strada è quella giusta.

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