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L'ex nerazzurro Wim Kieft si racconta in un libro: "Sono stato tossicodipendente per 18 anni"

Dopo i successi, nel 1994 si ritira dal mondo del calcio giocato e precipita nel tunnel della droga. Lo rivela lo stesso giocatore, a Pisa dal 1983 al 1986, in un libro. Un amico lo ha aiutato a disintossicarsi

Una confessione choc quella dell'ex giocatore olandese, idolo nerazzurro, Wim Kieft, che in un libro autobiografico dal titolo 'Kieft' racconta la sua dipendenza da droghe e alcol. "Sono stato un tossicodipendente per 18 anni - spiega l'ex calciatore 51enne, ora commentatore sportivo per la televisione olandese, in una intervista al quotidiano 'The Telegraaf' - avevo toccato il fondo ma adesso sto praticando un programma di disintossicazione e da 14 mesi sono pulito".

Kieft, 41 presenze con la nazionale 'orange' e una Coppa dei Campioni alzata al cielo nel 1988 con la maglia del Psv Eindhoven, società nella quale era arrivato dopo aver giocato nel Pisa dal 1983 al 1986 (dalla città della Torre passò poi al Torino), racconta il periodo più buio della sua vita cominciato quando nel 1994 appese gli scarpini al chiodo: "Uno cerca un rifugio nella cocaina quando la situazione è disperata. E' stato un circolo vizioso da cui non riuscivo a uscire".

La svolta grazie a un amico, l'allenatore Fred Rutten, che lo portò con sé nello staff tecnico del Psv. Fu grazie a questa esperienza che Kieft, vincitore degli europei del 1988 con l'Olanda di Van Basten, Gullit e Rijkaard, trovò la forza per curarsi.



 

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