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Ucraina, Giani: "In Toscana oltre 2500 profughi, la maggior parte accolta nelle famiglie"

Il punto del governatore sulla macchina dell'accoglienza della nostra regione. Nodo delicato quello sanitario

"Sono ormai più di 2.500 i profughi ucraini in Toscana. Comincia ad attivarsi il censimento regionale che facciamo con la Protezione civile e le Prefetture. La grandissima parte viene accolta nelle famiglie, questo significa che funziona la rete di solidarietà con gli ucraini che vivono e lavorano qua in Toscana, mentre stanotte negli hotel di prima accoglienza hanno dormito in 26. Altri ancora sono stati mandati direttamente nei Cas dalle rispettive Prefetture. Vuol dire che la Toscana ha veramente un senso di forte accoglienza, c'è generosità nella popolazione e capacità di mettersi a disposizione". È quanto afferma il presidente della Regione, Eugenio Giani, facendo il punto nel corso di una conferenza stampa sull'accoglienza dei profughi in fuga dalla guerra in Ucraina. Sul tema, nella sua veste di commissario all'emergenza umanitaria, Giani annuncia la stesura di un memorandum per gestire gli arrivi. Con le linee guida, sottolinea in proposito il governatore, "entro 48 ore anche un ucraino che viene accolto in una casa privata deve registrarsi in Questura". Un passaggio preliminare per poter chiedere sia informazioni sanitarie, tramite un apposito numero verde, che a carattere più generale tramite il canale delle Prefetture.

Sul fronte medico, in particolare, Giani affronta il nodo delle immunizzazioni contro il Covid: "Sappiamo che sono poco vaccinati e con un vaccino poco adeguato, lo Sputnik, quindi - avverte - è indubbio che sia molto importante per loro la vaccinazione quando arrivano in Italia". Quanto al lavoro e alla scuola il percorso di inserimento viene gestito rispettivamente da Arti, l'agenzia regionale che sovrintende ai centri per l'impiego, e dalle amministrazioni comunali. Anche se Giani ha raccolto, durante l'ultimo vertice, alcuni aneddoti significativi sulla volontà delle famiglie di dare continuità ai percorsi educativi dei figli: "Mi è arrivato un caso concreto - racconta ai giornalisti - di famiglie che spiegano che i loro bambini rispondono direttamente alla didattica a distanza che arriva dall'Ucraina. Pensiamo, dunque, che livello di organizzazione stanno mantenendo, malgrado le disastrose condizioni di guerra". Confermati, intanto, i due grandi centri che fungeranno da front office: la Mercafir a Firenze coprirà l'area centrale della Toscana, mentre per la costa è ancora in corso di predisposizione il Palasport a Livorno.(Agenzia Dire)

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