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Polizia, in piazza la rabbia degli agenti: "Basta spot da campagna elettorale"

 

Nella giornata di ieri, martedì 18 luglio, diverse sigle sindacali della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria sono scese in piazza per chiedere una diversa gestione della sicurezza in città. Nel mirino la politica locale e nazionale colpevoli, secondo i manifestanti, di trasformare questioni sociali in questioni di ordine pubblico, utilizzando il personale di polizia "come una sorta di cuscinetto o di salvagente", con "operazioni di mera facciata di fronte alle quali non possiamo più tacere".

Secondo gli agenti il personale di polizia si troverebbe a "fronteggiare situazioni ad elevato rischio, spesso causate da scelte politiche locali, che da un lato chiedono interventi per recuperare il controllo dell'ordine pubblico per problematiche sociali e sìtuazioni urbane ormai degenrate, ma dall'altro poco o nulla fanno per mettere un freno alla tolleranza di condotte che di quella degenerazione sono la radice". Il riferimento è in particolare alla zona della stazione. "Non bastano - spiegano gli agenti - solo le operazioni di polizia per rendere più vivibile e fruibile la zona, ma servono interventi per riqualificare l'area". 

Gli agenti non credono inoltre che trasferire la questura alla stazione sia la panacea di tutti i mali. "Chiediamo alla istituzioni che hanno specifica competenza in materia di sicurezza - affermano - di non elaborare solo ipotesi o di fare annunci, ma di dare risposte serie e concrete". Da qui le richieste: un rinforzo degli organici, ormai insufficienti e dall'età elevata, investimenti e revisione di una legislazione che non garantisce la certezza della pena. "E' frustrante - affermano - rivedere in giro persone arrestate solo poche ore prima". Non meno sentita è la situazione degli operatori della penitenziaria secondo i quali "il Don Bosco andrebbe abbattutto e ricostruito". "Il carcere - spiegano gli agenti - necessita urgentemente di interventi seri e sostanziali" per farne "un luogo di detenzione sicuro e di lavoro decoroso, non prescindendo da un incremento degli organici".

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