Una pista ciclabile sul 'cavalcavia della morte': il cantiere di Greenpeace

La manifestazione degli attivisti locali dell'associazione ambientalista è stata sostenuta dagli abitanti del quartiere di Sant'Ermete che chiedono da anni la messa in sicurezza dell'infrastruttura

Un sit in sul cavalcavia di Sant'Ermete promosso da Greenpeace per denunciare la pericolosità del tratto stradale e spingere per la mobilità sostenibile.
Nel mese della riapertura delle scuole e della ripartenza di molte attività lavorative, in oltre venti città di tutta Italia volontarie e volontari dell'associazione ambientalista si stanno attivando per denunciare i problemi della mobilità locale e indicare soluzioni per contribuire a rendere le città sostenibili e rispettose del clima e della salute delle persone.

A Pisa sabato pomeriggio gli attivisti del Gruppo Locale di Greenpeace sono intervenuti sul cavalcavia di Sant'Ermete, allestendo un simbolico cantiere per creare un passaggio ciclo-pedonale sicuro sul ponte. Al presidio hanno partecipato anche i cittadini del quartiere. "Gli abitanti di Sant'Ermete denunciano da anni la pericolosità del cavalcavia per pedoni e ciclisti, chiedendo all'amministrazione comunale soluzioni eque, sostenibili e accessibili a tutte e tutti. Ma ogni promessa è stata purtroppo disattesa" denunciano da Greenpeace.
"Portiamo avanti una battaglia civile e sociale - spiegano i portavoce del Comitato di quartiere - con i bambini della scuola Don Milani e con tutti i residenti di Sant'Ermete e Putignano, perché non è giusto subire inquinamento atmosferico né i rischi quotidiani di incidenti stradali su quello che abbiamo soprannominato 'cavalcavia della morte', unico accesso a quest'area periferica di Pisa: perché non siamo cittadini di serie Z".

"Investire su modelli di mobilità 'auto-centrici' significa togliere risorse alle alternative non inquinanti. Per questo le amministrazioni locali devono ripensare il modo in cui le persone si spostano nelle città, che sono al tempo stesso i luoghi con il più alto livello di emissioni di gas serra e quelli con i più gravi problemi di inquinamento atmosferico e problemi di salute connessi - dichiara Federico Spadini, referente campagna trasporti di Greenpeace Italia - in questo momento delicato di ripartenza del Paese nella fase post-Covid non possiamo rimanere ancorati alle soluzioni del passato. Gli amministratori locali devono essere lungimiranti e costruire ora la mobilità del futuro, fatta di trasporto pubblico efficiente, infrastrutture per la mobilità ciclistica e pedonale, sistemi di sharing elettrico, trasporto intermodale e spazi progettati per la vita e il benessere delle persone".

"Nei mesi scorsi le città hanno adottato provvedimenti per la mobilità sostenibile, ad esempio attraverso la diffusione di bike lane provvisorie, ma misure del genere non sono sufficienti se non si risolvono le criticità strutturali delle città italiane e dei modelli di mobilità basati sui combustibili fossili, che continuano ad essere ampiamente incentivati dal Governo - concludono gli attivisti - per questo Greenpeace ha lanciato la campagna #RESTART, per chiedere che i fondi pubblici per la ripartenza siano investiti per riprogettare le nostre città, investendo in trasporto pubblico, riqualificazione delle periferie e mobilità alternativa".

Nel video le parole del portavoce del comitato Sant'Ermete

Si parla di

Video popolari

Una pista ciclabile sul 'cavalcavia della morte': il cantiere di Greenpeace

PisaToday è in caricamento