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Lo studio: gli adolescenti toscani (e pisani) sono i più felici d'Italia

E' quanto emerge dallo studio 'Pianeta Adolescenza' presentato giovedì a Palazzo Blu e realizzato in sinergia tra Fondazione Charlie Onlus, Istituto Piepoli e Fondazione Pisa

 

Gli adolescenti toscani (e pisani) sono più felici dei loro coetanei nelle altre zone d'Italia. E’ quanto emerge dallo studio Pianeta Adoolescenza, presentato ieri, 15 ottobre, a Palazzo Blu e realizzato in sinergia tra Fondazione Charlie Onlus, Istituto Piepoli e Fondazione Pisa. La ricerca è stata realizzata intervistando un campione di 800 adolescenti di età compresa tra i 14 e i 25 anni: 400 a livello nazionale e 400 a livello regionale toscano, con un significativo campione (circa 300 intervistati) proprio in provincia di Pisa, dove la Fondazione Charlie ha sede e dove opera da trent’anni nel campo dell'adolescenza.

Toscana Felix

I dati sottolineano come in generale gli adolescenti del territorio siano "significativamente" più soddisfatti dei loro coetanei a livello nazionale. Solo per citare alcuni dati: il 68% si sente felice (contro il 58% nazionale), il 69% sono soddisfatti della loro vita (il dato scende al 57% a livello nazionale), l'82% apprezza il luogo dove vive (contro il 69%). E ancora: l'84% dichiara di desiderare di avere dei figli (contro il 75% del campione nazionale), il 97% ritiene che la scuola sia molto o abbastanza importante (l'89% a livello nazionale), il 98% ritiene importante la famiglia (contro il 91%), solo il 2% di loro ha paura di fallire nella vita (il dato nazionale è il 19%).

"Risultati - afferma Alessandro Amadori dell’Istituto Piepoli, coordinatore dello studio - che che si spiegano in parte col fatto che nel campione toscano c'è una quota maggiore di minorenni (più dipendenti da famiglia e scuola, e quindi in qualche modo più 'protetti'), in parte dal metodo di intervista (il campione toscano è stato intervistato di persona, gli altri via web), infine dal fatto che la Toscana è una delle regioni in cui è maggiore la qualità della vita".

Un pò Leopardi, un pò Ferragnez e un pò Elon Musk

In generale lo studio restituisce un quadro complesso e contraddittorio degli adolescenti. Appaiono spaccati a metà sull’interessarsi di politica e sul credere in una religione. Ma a maggioranza essi credono nella forza del sentimento dell’amore. Si definiscono altruisti, sono tendenzialmente soddisfatti della loro vita, vorrebbero sposarsi/convivere e avere dei figli. Tuttavia, la metà di loro è anche convinta che "viviamo in un mondo veramente brutto", a maggioranza si definiscono "insicuri" e quasi tutti credono di non vivere un Paese meritocratico.

Danno molta importanza all’istruzione e alla famiglia. Sono convinti, sempre a maggioranza, di piacere agli altri, ma molti di loro si descrivono come timidi e tendenzialmente introversi. Sono (nel dichiarato) prevalentemente idealisti e nel complesso si sentono abbastanza felici. Però, se potessero, in maggioranza andrebbero via da casa. Il 10% dichiara senza remore di sentirsi attirato dalle droghe; un terzo (33%) ha pensato al suicidio; un adolescente su quattro (26%) afferma di aver subito degli atti di bullismo negli ultimi due anni.

Insomma "un po’ leopardiani  - si legge nello studio - nel disincanto verso un mondo pieno di aspetti negativi, e di violenza latente. Un po’ alla 'Ferragnez' nel percepirsi come una generazione in qualche modo baciata dalle dee della bellezza e della bravura. Un po’ seguaci di Elon Musk nell’immaginare che sarà la tecnologia a dominarci, e forse a farci realizzare i nostri sogni, più dei poco meritocratici adulti pre  tecnologici con cui si trovano a convivere. Sicuramente, non una generazione di 'bamboccioni' ma, proprio al contrario, una generazione da scoprire, a cui stiamo dando in eredità un mondo difficile, che forse proprio le loro doti di nativi digitali potranno rendere migliore".

"Dai dati della ricerca, emerge una generazione sensibile - afferma la consigliera regionale Alessandra Nardini - in cerca di sicurezze, con relazioni sociali positive e una grande voglia di emancipazione e di futuro. In Toscana poi, colpisce la positività della percezione di sé e del contesto in cui si vive. Voglio ringraziare Fondazione Charlie, che da anni svolge un lavoro straordinario sul nostro territorio, Istituto Piepoli e Fondazione Pisa per questo strumento straordinario che penso debba avere continuità. Credo anche che le istituzioni se ne dovrebbero avvalere sistematicamente per efficaci azioni di programmazione che partano da bisogni reali". 

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