Dialisi allagata a Cisanello, il Comitato: "Ci risiamo!"

Dal nubifragio dello scorso agosto i pazienti del reparto chiedono locali più adatti per svolgere le sedute. Denunciate a più riprese le carenze della struttura

L'attività è proseguita ma di certo i disagi non sono mancati per i pazienti che giovedì mattina, 2 giugno, si stavano sottoponendo alla seduta di dialisi durante l'acquazzone che ha provocato allagamenti nel piano interrato dell'Edificio 30, da tempo al centro delle polemiche perchè ritenuto dai pazienti inadatto ad ospitare il reparto per la dialisi. L'acqua è entrata nei corridoi, adiacenti alle sale dove viene effettuata la terapia. 

"E' successo ancora - afferma Tommaso Como del Comitati Dializzati - ormai è quasi un anno che ci siamo riuniti in comitato e che denunciamo la necessità di avere locali più adatti, ma rimaniamo inascoltati. Non abbiamo avuto più contatti con i vertici dell'azienda ospedaliera e ad ogni acquazzone la situazione torna ad essere la stessa".
Una mattinata difficile dunque, nonostante le rassicurazioni dell'Aoup che, in una nota, ha sottolineato che "nessun reparto è stato allagato né tantomeno la dialisi, dove si sono svolte regolarmente le sedute". Sono stati infatti i corridoi ad essere allagati, ma inevitabile comunque qualche disagio come spiega lo stesso Como:  "I pazienti e il personale hanno dovuto respirare il tubo di scarico dell'autospurgo, tra l'altro molto rumoroso, intervenuto per togliere l'acqua dai corridoi, certo, non è morto nessuno, ma questa non può essere considerata la normalità".

Critiche arrivano anche da Una città in comune - Prc. "Abbiamo perso ormai il conto del tempo da quando sono emersi i problemi all'attuale reparto dializzati di Cisanello e, se non sapessimo che l'edificio è nuovo, ci chiederemmo quanto sia vetusto - affermano - certe cose dovrebbero essere state previste e la costruzione dovrebbe essere stata fatta di conseguenza. Quindi la situazione attuale indica che ci sono state carenze progettuali ed esecutive. Inoltre, da subito i dializzati si sono mossi per chiedere che i problemi venissero affrontati e risolti. Ad esempio, subito dopo l'evento del 24 agosto scorso, e poi con l'esposto di febbraio. Anche noi, coinvolgendo i consiglieri regionali di Sì - Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, abbiamo provato a contribuire alla causa dei dializzati, per il semplice fatto che è giusta, che hanno bisogno di un servizio che funzioni davvero. Così si è arrivati ad un'interrogazione urgente alla Giunta Regionale per chiedere il trasferimento del reparto con tempi certi e definiti. Era settembre. A febbraio è arrivata dalla Regione una risposta che parlava di un trasferimento, senza definire tempi certi. Ora siamo a giugno". 
"Capiamo dunque bene le ragioni del Comitato Dializzati e esprimiamo tutta la nostra solidarietà a malati che non possono dipendere dal tempo atmosferico per una servizio di vitale importanza - concludono - non si può più aspettare. Non è semplicemente tollerabile. Ma non ci sembra che nelle sedi deputate ci si renda conto di questo".

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