Polemica per 'Bent' al Verdi per il Giorno della Memoria: "I genitori vengano a vedere lo spettacolo"

Il Comitato Famiglia Scuola Educazione aveva attaccato la scelta per i contenuti forti non adeguati ai minori. Rispondono il direttore artistico e la docente dell'Università di Firenze Michaela Frulli

"Come curatrice del progetto educativo non sono arrabbiata, ma dispiaciuta e invito questi genitori a venire a vedere lo spettacolo in tutta la sua poesia (perché dalla nota che hanno scritto è chiaro che purtroppo non l'hanno visto) e ad assistere al dibattito con i ragazzi". La professoressa Micaela Frulli, docente di Diritto internazionale all'Università di Firenze, risponde alle critiche giunte alla programmazione al Teatro Verdi di 'Bent', spettacolo previsto nell'ambito della celebrazione del Giorno della Memoria (matinèe il 26 gennaio, vedi tutto il programma).

Le motivazioni del Comitato Famiglia Scuola Educazione sono legate a contenuti ritenuti "diseducativi e inadatti a minori", con "l'ambientazione nella Germania nazista e nei campi di sterminio usata a pretesto per diffondere ben altri messaggi", con riferimento cioè alla teoria gender. Una ricostruzione dell'opera respinta dalla prof. Frulli: "Il progetto educativo che accompagna 'Bent' si chiama 'Non c'è futuro senza memoria' ed è stato pensato proprio per collegare la feroce persecuzione nazista a danno degli omosessuali, avvenuta tanti anni fa, a quello che succede oggi in molte parti del mondo. Episodi come questi dimostrano quanto ci sia disperatamente bisogno di far conoscere quegli eventi e di dialogare con i ragazzi intorno al passato per poi riflettere sul presente".

All'inizio e a conclusione dello spettacolo è previsto un incontro di riflessione e confronto nell'ambito del programma di 'Cultura è educazione' dell'assessorato alle politiche educative e scolastiche del Comune di Pisa. "Ringrazio la Regione Toscana e Amnesty International che hanno dato il loro patrocinio a 'Bent' - conclude la professoressa - al progetto che lo accompagna e alla Fondazione Toscana Spettacolo e il Comune di Pisa che l'hanno voluto al Teatro Verdi. Il sostegno delle istituzioni e quanto mai prezioso, indispensabile, per questa battaglia di civiltà, e quindi grazie anche alla regione Val d'Aosta, al Comune di Marzabotto, ma anche al Teatro di Rifredi che l'ha ospitato a Firenze e ne potrei citare molti altri. Io personalmente coltivo una grande speranza: quella che i ragazzi siano pronti ripudiare ogni forma di discriminazione e sono fiduciosa che questo avvenga perché ho avuto il privilegio di vederlo accadere con tanti studenti che hanno visto lo spettacolo e con i quali ci siamo confrontati nelle scuole e nei teatri, e mi rincuora che molti insegnanti l'abbiamo giudicato un prezioso ausilio per il loro lavoro e uno strumento di crescita culturale per gli studenti".

"La Giornata della Memoria - sostiene il direttore artistico della stagione teatrale del Verdi Silvano Patacca - è stata istituita per non dimenticare una tragedia immane, per non dimenticare e ricordare sempre che non ci sono vittime di serie A e di serie B. Per ricordare sempre che le grandi tragedie nascono e cominciano con piccoli gesti di sopraffazione da non sottovalutare mai, perché spesso sono proprio i piccoli gesti, apparentemente innocui, a gettare il seme per un odio montante verso questa o quella categoria di persone, un odio che fa dimenticare che ogni essere umano è uguale all'altro senza distinzione di sesso, colore della pelle, credo religioso o orientamento sessuale".

LO SPETTACOLO. Rappresentata per la prima volta al London’s Royal Court Theatre nel 1979, sta girando in tutta Italia fin dal debutto nel gennaio 2014. Il protagonista di 'Bent' è Max, che nella Berlino degli anni '30 frequenta i cabaret e convive con Rudy, un ballerino. La Notte dei lunghi coltelli, nel 1934, cambia tutto. Parte la tragica fuga di Max e Rudy, questi presto ucciso, con la fine di Max a Dachau. Qui lui, che ha negato la propria omossessualità, si è finto ebreo ed è marchiato quindi con la stella gialla, incontra Horst, ebreo marchiato con il triangolo rosa riservato agli omosessuali. Tra i due nasce una storia d'amore improbabile e disperata. 'Bent' si riferisce al termine slang utilizzato in alcuni paesi europei per definire gli omosessuali. L'intenzione dello spettacolo è di porre l'accento sulla capacità di prendere coscienza della propria dignità e sul valore dell'amore in una situazione di completa disumanizzazione.

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Commenti (1)

  • Peccato che il Comune di Pisa avesse già usato lo stesso spettacolo il 28 giugno scorso per la promozione dei diritti LGBTQI. Vedasi il link a Pisainformaflash: http://www.pisainformaflash.it/notizie/dettaglio.html?nId=27483 E' ovvio che l'inserimento nell'ambito della giornata della memoria è solo pretestuoso e dimostra la malafede di amministratori e associazioni

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