Scuola Normale, la lettera dell'ex direttore Barone: "Dimissioni inevitabili"

"Non potrei mai essere un direttore che non cerchi di realizzare il mandato per cui è stato eletto". Il senato accademico condanna "l'ingerenza politica nelle scelte interne della scuola"

"Non sono e non potrei mai essere un direttore che non cerchi di realizzare il mandato per cui è stato eletto". E' questo, in estrema sintesi, il messaggio contenuto nella lettera con la quale l'ormai ex direttore della Scuola Normale Superiore, Vincenzo Barone, si è dimesso dalla guida dell'istituto di eccellenza. Testo che il suo vice, Andrea Giardina, ha letto questa mattina, 9 gennaio, di fronte ai membri del senato accademico che si erano riuniti in assemblea per votare la mozione di sfiducia presentata dagli studenti. 

Le prime reazioni: "E' il giusto epilogo di questa vicenda"

"Il proposito di fondare una Scuola Normale del Sud - si legge nella lettera di dimissioni - ha sempre fatto parte del mio programma di mandato. La scuola così costruita doveva poi poggiarsi interamente sulle proprie gambe e camminare da sola: la Scuola Normale Superiore di Pisa doveva essere solo il miglior 'incubatore' possibile. Già l’articolo di legge approvato alla Camera non corrispondeva esattamente a questo progetto, ma, soprattutto, la versione finale approvata il 30 dicembre scorso rappresenta un completo stravolgimento dell’idea iniziale, ricondotta all’ennesima scuola locale, filiazione di un’Università madre e senza nessuna autonomia".

"Se a questi aspetti - prosegue Barone - si aggiunge il forte dissenso interno che si è inopinatamente sviluppato su questo ed altri elementi chiave del mio programma di mandato, appare evidente che le mie dimissioni da direttore siano inevitabili, come, peraltro, ho sempre riaffermato: non sono e non potrei mai essere un direttore che non cerchi di realizzare il mandato per cui è stato eletto. A riprova di questo presupposto, voglio solo ricordare che la mozione di sfiducia al direttore è stata introdotta da me per la prima volta nello statuto della scuola".

Maggioranza schiacciante

Al termine della seduta odierna il senato accademico della scuola ha approvato un documento congiunto nel quale si mette in evidenza come i vari rappresentanti eletti nell'organo dell'istituto "hanno in questi giorni ricevuto mandato, con maggioranze schiaccianti nei rispettivi corpi elettorali, di esprimersi a favore della mozione di sfiducia al direttore".

"Tutte le componenti" si legge ancora "hanno voluto così esprimere il disagio crescente" per le scelte operate dal direttore Barone "che non sono state adeguatamente condivise nelle forme e nei contenuti, così violando una lunga tradizione di democrazia e partecipazione". Nel documento si sottolinea inoltre come "l’85% dei docenti della Scuola ha sottoscritto appelli al direttore a rassegnare le proprie dimissioni dalla carica nei tempi più rapidi possibili, con l’obiettivo di ristabilire quell’equilibrio e quel senso di appartenenza a una comunità che da sempre è il segno distintivo della Normale. Queste richieste sono rimaste senza risposta".

L'organo critica però anche "la tendenziosa e strumentale campagna mediatica orientata a interferire con la fisiologica dialettica interna della Scuola" e condanna "l’ingerenza politica nelle scelte interne, ribadendo il ruolo primario dell’autonomia universitaria". Infine l'augurio: "Confidiamo che con questo atto la Scuola Normale possa chiudere una pagina travagliata e senza precedenti nella sua storia, e ci auguriamo al contempo che ciò rappresenti un primo necessario passaggio per recuperare armonia, condivisione e serenità".

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"Gestione autoritaria e antidemocratica"

Si dichiarano invece "molto soddisfatti dell'esito finale" gli studenti. "Non ci sfugge la gravità della situazione - scrivono in una nota gli allievi - ma era per tutti noi doveroso andare fino in fondo a questa vicenda, data la gestione autoritaria e antidemocratica del professor Barone". Gli studenti prendono però le distanze anche dalla polemica più propriamente politica che ha caratterizzato la vicenda in questi giorni. "Ribadiamo nuovamente - si legge più avanti - se non si fosse capito, la nostra distanza dal sindaco di Pisa e dall’onorevole Ziello". E concludono. "Ci aspettiamo ora un confronto serio e disteso sui problemi della Scuola, che parta da premesse responsabili e inclusive dell’intera comunità". 

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