Italiaonline, 400 licenziamenti: "A rischio la sede di Pisa"

La denuncia della Sindacato Lavoratori Comunicazione della Cgil. Ma l'azienda rassicura

Manifesti in occasione del presidio dell'ottobre 2016 dei lavoratori Italionline di Navacchio

Sarebbero anche le sedi toscane di Italiaonline, ex Seat Pagine Gialle, ad essere a rischio nella valanga di esuberi che l'azienda ha comunicato pochi giorni fa e che toccano soprattutto la sede di Torino. Lo rende noto Slc - Cgil.
Dunque anche i lavoratori della sede pisana, che si trova al Polo tecnologico di Navacchio, tornerebbero al centro della riorganizzazione aziendale dopo la mobilitazione dell'ottobre 2016.

"Il management della Ex Seat Pagine Gialle con assoluta mancanza di senso di responsabilità e a seguito di una gestione egoistica e scellerata - afferma Giuseppe Luongo, segretario Slc Cgil Area Vasta Firenze, Prato, Pistoia - nei giorni scorsi ha annunciato ai lavoratori e alle lavoratrici che ci saranno 400 licenziamenti e la chiusura delle attività sul territorio nazionale, fra queste quelle di Pisa e Firenze che danno lavoro a circa 60 persone (40 a Pisa e 20 a Firenze). L’azienda, in sovrappiù, non sembra voler prendere in considerazione la possibilità di ricollocazioni, possibili sul territorio toscano se solo si guardasse alle altre società sotto il completo controllo di Italiaonline".
"La 'scelta strategica' sembra un'altra ed è chiara: dividendi milionari ai nuovi soci, manager e imprenditori che alla luce dei fatti risultano fallimentari, e che finanziano i licenziamenti con i soldi concessi dal Mise - prosegue Luongo - Seat Pagine Gialle non tanto tempo fa era una gallina dalle uova d'oro, ma son bastati un paio di rinnovi del management per attuare scelte scellerate e il gonfiarsi dei portafogli di qualcuno: hanno portato via il metallo prezioso ed ora lasciano solo il recinto del pollaio. Ma lavoratrici e lavoratori non ci stanno a fare i polli".
Così, in concomitanza dell'incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, in programma il prossimo 20 marzo, la mobilitazione vedrà un'altra giornata di sciopero, dopo quella dello scorso 8 marzo a Torino, con presidio nazionale a Roma sotto il Mise, contro i licenziamenti. "Sarà l’occasione per evidenziare anche il disappunto dei lavoratori per il rinvio, dal 16 al 20 marzo appunto, della convocazione al Ministero - conclude Luongo - organizzeremo la massima partecipazione al presidio, le persone non sono numeri e nemmeno polli. E le istituzioni devono vigilare ed intervenire su simili comportamenti".

Ma sulla vicenda la stessa azienda precisa che "Italiaonline non cesserà in alcun modo l’attività sul territorio nazionale, come erroneamente riportato nella nota sindacale, bensì unificherà le sedi di Milano e Torino, facendole convergere su Milano. Oltre a questo l’azienda prevede esuberi per numero 400 posizioni e un piano di sviluppo delle attività digitali che prevede il progressivo indispensabile inserimento di n. 100 posizioni professionali di alta specializzazione digitale non presenti in azienda da assumere su Milano. In particolare, laureati in ingegneria, informatica, matematica e fisica. Un piano necessario per accelerare la trasformazione digitale di Italiaonline e consentire all’azienda di consolidare la sua leadership nel mercato".

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