Museo di San Matteo e Palazzo Reale: "Difficile da tenere aperti con così poco personale"

Il direttore, Fabrizio Vallelonga: "Confidiamo in nuovi innesti grazie al concorso del Mibact". Tante le idee per il futuro e lo sviluppo dei due musei

Due musei che vorrebbero guardare al futuro ma che si scontrano con le difficoltà del presente. E' la situazione del San Matteo e di Palazzo Reale così come descritta dal direttore Fabrizio Vallelonga. Archeologo medievista Vallelonga è stato nominato alla guida dei due musei statali a settembre scorso. "La situazione - spiega Vallelonga - non è delle più semplici. Al momento possiamo contare su 11 operatori per quanto riguarda il San Matteo e 7 per Palazzo Reale. E' difficile tenere aperti i musei in queste condizioni e a differenza degli istituti privati non possiamo operare sulle assunzioni in maniera autonoma. Il Mibact ha recentemente bandito un concorso per l'assunzione di oltre mille assistenti alla fruizione e alla vigilanza: confidiamo che qualche risorsa possa essere indirizzata anche su Pisa". 

Vallelonga spiega quindi i progetti per rilanciare le due realtà cittadine. "L'idea - prosegue Vallelonga - è quella di rinnovare l'aspetto, la comunicazione interna con l'uso delle nuove tecnologie, come ad esempio videoproiettori e touch screen. Un'innovazione che è già stata realizzata per il Museo di San Matteo e che vorrei riproporre, compatibilmente con i fondi che arriveranno, anche per Palazzo Reale. Nel lungo periodo vorrei anche realizzare un'app, sempre facendo lavorare insieme i due musei".

"Altro aspetto su cui vorrei puntare in prospettiva - prosegue Vallelonga - è quello di raccontare, attraverso una riorganizzazione espositiva delle straordinarie opere d'arte contenute nei due musei, l'importanza che la città di Pisa ha rivestito nel corso dei secoli, un po' come è stato fatto per il Museo delle Navi Antiche. Penso ad esempio alla collezione di bacini ceramici provenienti dalle chiese cittadine e ospitati ora al San Matteo: si tratta di reperti provenienti da tutto il bacino del mediterraneo che testimoniano la potenza che ha rivestito la città in certi periodi storici".

Intanto prosegue la collaborazione con le istituzioni e associazioni culturali cittadine e non solo. "Dall'Università - prosegue Vallelonga - al Polo museale della Toscana, senza dimenticare le collaborazioni con le scuole e quelle con prestigiose realtà italiane ed europee: alcune opere di Alvaro Pirez, conservate al San Matteo, in questo momento si trovano ad esempio esposte in una mostra al Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona. Allo stesso modo alcune opere di Taddeo di Bartolo andranno prossimamente a Perugia mentre a Genova, a Palazzo Ducale, manderemo un arazzo di Lorenzo de' I Medici conservato a Palazzo Reale. Anche queste sono occasioni per promuovere il nostro patrimonio artistico".

Secondo i dati disponibili sul sito del Mibact i due musei statali cittadini, nel 2018, hanno fatto registrare complessivamente 15861 visitatori (12277 il San Matteo e 3584 Palazzo Reale), poco più di 43 al giorno. "Purtroppo - afferma ancora Vallelonga - è questa la situazione dei piccoli musei in tutta Italia. Negli ultimi tempi il Ministero sta provando a riportare l'attenzione su queste piccole realtà, ma è un percorso lungo e complicato che deve anche scontrarsi con la gestione dei flussi turistici, troppo spesso concentrati solo sulle grandi attrazioni come la Torre". Utile in questo senso, secondo Vallelonga, potrebbe risultare l'istituzione di un biglietto unico per tutti i musei dei lungarni. "Certamente - conclude il direttore - mettere a sistema tutti i musei del centro sarebbe fondamentale. E' un'idea di cui si parla da tempo e bisognerebbe trovare il modo di mettere attorno ad un tavolo tutti gli attori istituzionali coinvolti. Il Comune potrebbe giocare questo ruolo".

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