Ritrovamenti archeologici dai cantieri dei cassonetti interrati: nuova luce sulla storia della città

Fra tombe, chiese, strade ed abitazioni romane e medievali emerge una nuova importanza nell'antichità della città

Centro politico e commerciale fin dall'epoca romana e medievale. Questo sembrano dire di Pisa i reperti rinvenuti durante gli scavi dei cassonetti interrati, ritrovamenti presentati per la prima volta al pubblico ieri, 26 ottobre, in Sala delle Baleari. I 27 cantieri effettuati da Avr, con la direzione di Pisamo, sono stati eseguiti con la supervisione costante di una squadra di archeologi professionisti coordinati dal dottor Antonio Alberti, con la direzione scientifica della Soprintendenza (prima Archeologia della Toscana e poi Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno).

La grande profondità raggiunta, si parla di tre metri contro gli 1,5 metri massimi solitamente raggiunti dagli scavi per i sottoservizi, ha permesso di scoprire costruzioni che spaziano dalla tarda epoca etrusca al XIX secolo. Si parla di residenze romane e medievali, edifici religiosi del XII-XIII secolo, fino a infrastrutture moderne. Tra i ritrovamenti ci sono domus e tombe romane, case torri medievali, edifici religiosi come San Lorenzo in Pellicceria, strade medievali come quelle intorno alla chiesa scomparsa di San Lorenzo alla Rivolta, piazze di epoca medievale e strade rinascimentali. Il progetto ha quindi interessato sia i quartieri a sud che quelli a nord dell'Arno. Su un totale di 27 scavi per 22 cassonetti interrati ormai realizzati, 5 scavi sono stati richiusi per non intaccare le strutture antiche ritrovate.

"Sia tutto il materiale ritrovato reso disponibile sul web - ha chiesto il sindaco Filippeschi - al fine di approfondire il valore dei reperti ma anche per un aspetto divulgativo e per mostrare il rigore e l'attenzione avuti sui beni culturali. Gli scavi dei cassonetti interrati sono stata occasione di approfondire la storia della nostra città. Le importanti informazioni ottenute giustificano la delicatezza ed i tempi dei lavori".

Soddisfatto il soprintendente di Pisa Andrea Muzzi: "Vorrei sottolineare la collaborazione fra le istituzioni coinvolte, una concertazione che ha portato risultati. La città deve andare avanti con i servizi, non ci sono divieti assoluti, ma tutto ciò che riguarda il nostro patrimonio culturale è una risorsa". Sui ritrovamenti: "Saranno messi a disposizione del pubblico per permetterne la visione. Ci stiamo pensando, nei primi giorni di novembre potremmo esporli al 'Salone dell'Arte e del Restauro' di Firenze". Importante annuncio anche sul Museo delle Navi: "Stiamo preparando una prima apertura. Accanto ci sarà un museo sulla città, dove potranno essere ospitati molti dei reperti ritrovati in questi cantieri".

"Ne è valsa la pena - è il commento dell'assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli - c'è stato qualche ritardo e disagi nei lavori, ma gli elementi conoscitivi avuti ripagano di tutto. Ringrazio tutti gli uffici che hanno operato, e chi come le associazioni di volontari ora si occuperano della valorizzazione anche comunicativa".

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L'assessore alla cultura Andrea Ferrante: "Si coniuga così la città dinamica che migliora con la storia. Questo passaggio è stato la prova del nove: il recupero del patrimonio culturale è una scelta di sviluppo. Ora sarà importante trasmettere vitalità ed attaccamento ai beni culturali attraverso la fruibilità degli stessi".

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