Variante stadio: "Un'opportunità storica si è trasformata in un disastro urbanistico"

Diritti in Comune boccia il documento che approderà nei prossimi giorni in Consiglio Comunale: "Asseconda interessi propagandistici e privati, rischiando di creare ulteriori criticità al quartiere"

Un documento che non solo non risponde "agli obiettivi di pubblica utilità" ma che rischia di creare "ulteriori criticità e rischi per il futuro dello stadio e del quartiere". Diritti in Comune boccia la variante stadio che approderà nei prossimi giorni in Consiglio Comunale per la definiva approvazione.

Secondo la forza politica il documento mira innanzitutto "a cancellare la previsione della moschea a Porta a Lucca, trasformando quell’area in parcheggi e cementificando diverse aree verdi del quartiere. Abbiamo dimostrato, carte alla mano, che quelle superfici non servono in alcun modo per realizzare il progetto di riqualificazione dell’Arena Garibaldi. A certificarlo sono stati gli stessi uffici comunali che, nelle controdeduzioni alle osservazioni presentate dall’Associazione di cultura islamica, scrivono che 'la rete complessiva dei parcheggi è numericamente sufficiente per garantire il numero di posti auto necessari' senza quelle superfici. Basterebbe adeguare e ottimizzare i parcheggi esistenti, in particolare i parcheggi scambiatori Paparelli e Pietrasantina, potenziando tutti i modi per recarsi allo stadio con i mezzi pubblici, a piedi o in bici. E’ evidente la natura discriminatoria e anti-islamica della scelta della Giunta Conti".

La variante verrebbe inoltre utilizzata dall'Amministrazione "per dare via libera a operazioni immobiliari altrimenti ad oggi non realizzabili". Il riferimento è all'area ex Gea, in via Emanuele Filiberto che potrebbe diventare un supermercato, "che nulla ha a che vedere con l’impianto sportivo. In città, in questi anni, sono aumentati gli spazi di questo tipo (come il Lidl sull’Aurelia e il Penny market a Cisanello). Porta a Lucca non he ha bisogno. Si tratta di previsioni spropositate che avrebbero un pesantissimo impatto negativo sul quartiere, da tutti i punti di vista: traffico, mobilità, rete del commercio e della ristorazione di prossimità esistente. A questo si aggiunge che nel progetto presentato non sono neanche previsti gli standard necessari per la realizzazione. Ribadiamo che, ad oggi, manca il Piano Economico Finanziario su cui valutare la credibilità dell’investimento e dell’operazione: questo rende ancora meno accettabile una simile previsione commerciale".

"Questa variante - conclude Diritti in Comune - era un’opportunità storica per la città ma è diventata l’ennesimo disastro urbanistico per Pisa, in cui l’interesse pubblico è assolutamente marginale, schiacciato tra le esigenze di propaganda della giunta leghista e quelle di assecondare gli interessi dei soggetti privati e le loro necessità finanziarie".

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