E' tutto vero: il Pisa è in Serie B

Due giorni di festeggiamenti, celebrazioni, cori, colori, cortei, foto, video. La promozione in Serie B conquistata a Trieste è stata immortalata da ogni angolazione. E' tutto vero

Quella che sembrava una maledizione si è infranta nel modo più poetico in una calda serata di fine primavera a Trieste. Nella città natale del 'Presidentissimo' che per 15 anni ha contribuito a far vivere a Pisa e ai pisani un sogno sportivo indelebile. A distanza di 40 anni esatti dal primo trionfo dell'era Anconetani, il popolo nerazzurro, soprattutto le sue generazioni più giovani, hanno un'altra Pagani o un'altra Cremona da ricordare e tramandare ai posteri come eredità di tifo, culturale e storica. Al 'Rocco' il Pisa Sporting Club di Giuseppe Corrado e Enzo Ricci, di Giovanni Corrado e Roberto Gemmi, di Luca D'Angelo e dei suoi meravigliosi uomini, di tutti i dipendenti e collaboratori che quotidianamente dietro le quinte sgobbano per mandare avanti la macchina nerazzurra, ha scritto una pagina storica dell'ultracentenario libro nerazzurro.

Dopo una retrocessione dalla Serie B a neanche sei mesi dall'insediamento a capo della società e un campionato fallimentare, Giuseppe Corrado e l'intera dirigenza dello Sporting Club si prendono la meritata rivincita sul campo. Guidati nel percorso da un allenatore capace di anteporre sempre il bene dello spogliatoio e i principi tecnico-tattici alla sua persona. Gli artefici di una cavalcata iniziata il 23 gennaio, al termine della sfortunata sconfitta di Arezzo, sono stati calciatori che hanno dimostrato con i fatti di essere, ancor prima che atleti, degli uomini con qualità morali di molto sopra alla media. "Cercheremo di stupire", disse il direttore sportivo Roberto Gemmi al momento della sua presentazione quasi un anno fa. "Senza proclamare obiettivi o sbandierare traguardi. Partita dopo partita con un unico pensiero fisso: onorare la maglia e stupire il nostro pubblico".

pisa sporitng club in serie b festeggiamenti 10 giugno 2019

Ebbene, a giudicare dal muro umano che ha seguito la squadra fino al confine più orientale dell'Italia nella finale di ritorno dei playoff, il Pisa è riuscito in una doppia impresa: riportare la città in un palcoscenico adeguato alla sua passione, e ricreare un entusiasmo travolgente capace di dare vita a una simbiosi perfetta fra società, spogliatoio, addetti ai lavori e tifoseria. Quando Luca D'Angelo dedica la vittoria dei playoff al pubblico, "che non ci ha mai abbandonato, neanche nei momenti più complicati della stagione, dandoci sempre gli stimoli giusti per fare meglio", c'è da credergli. Lo si è visto dal modo con il quale l'intera squadra ha celebrato ogni singolo gol di un girone di ritorno pazzesco, composto da 23 risultati utili consecutivi, 4 vittorie su 6 partite di playoff disputate e 13 vittorie complessive lontano da casa in stagione. Record incredibili che fotografano un'annata che, di diritto, fa già parte della leggenda nerazzurra.

La festa all'Arena: una serata magica

I festeggiamenti in città e in ogni parte della provincia si sono protratti fino alla serata di ieri sera, quando tutta la squadra - insieme allo staff tecnico, sanitario, dirigenziale e organizzativo - ha potuto ricevere l'abbraccio di 10mila tifosi stipati in Curva Nord e Tribuna. Il pubblico delle grandissime occasioni, riunito non per una partita di cartello ma per testimoniare ancora una volta l'amore senza confini verso quello che a tutti gli effetti è un punto di riferimento culturale della città. Dopo i caroselli partiti spontaneamente al triplice fischio di Trieste, domenica 9 giugno, ieri sera Piazza XX Settembre, il Ponte di Mezzo e il lungarno che scorre sotto a Palazzo Gambacorti sono stati nuovamente inondati dai vessilli nerazzurri e rossocrociati. Migliaia di voci, cuori, mani protesi verso il terrazzo della sede dell'amministrazione comunale, dal quale Moscardelli e compagni hanno terminato i festeggiamenti per la Serie B. E' tutto vero: il Pisa è tornato in cadetteria, e lo fa per rimanerci da assoluto protagonista.

"E non è finita qui": parola di Giuseppe Corrado e Enzo Ricci.

triestina pisa 4 9 giugno 2019-2

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