Allergia ai pollini: come riconoscerla, quali sono i sintomi e come combatterla

Maggio, e più in generale la primavera, è il periodo peggiore dell'anno per chi soffre di questa fastidiosa allergia. Ecco qualche consiglio su come tenerla a bada

La stagione peggiore per chi soffre di allergie è iniziata e maggio si prospetta un mese impegnativo, soprattutto per la nutrita schiera di italiani allergici ai pollini.

Ecco allora una guida per riconoscere e curare questa allergia senza farsi cogliere impreparati. Buona lettura!

1. Allergia ai pollini: come si riconosce?

L’allergia ai pollini (pollinosi) consiste in una reazione respiratoria innescata dall’inalazione, appunto, di pollini. Il periodo in cui si manifesta dipende dal tipo di polline verso cui si è sensibilizzati e dalla sua concentrazione nell’atmosfera e i sintomi più comuni sono rappresentati da riniti, congiuntiviti e talvolta, asma bronchiale. La reazione allergica si presenta con ricorrenza stagionale, in corrispondenza del periodo di pollinazione caratteristico per ogni specie responsabile dell'allergia. 

Tra i pollini più comunemente allergizzanti ci sono le graminacee, piante erbacee che si trovano un po’ ovunque: nei parchi, nei prati, nei campi e anche ai bordi delle strade. In Italia la fioritura di queste erbe avviene nel periodo compreso fra marzo e settembre, ma il picco pollinico corrisponde in genere al mese di maggio. È questo il periodo in cui esplodono anche la parietaria, pianta presente soprattutto nel Centro e Sud Italia, e l’ulivo, una delle principali fonti di allergia nell’area mediterranea.

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