rotate-mobile
Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Economia

L'economia pisana fa i conti con la crisi: mercato interno asfittico, tira l'estero

Presentata dalla Camera di Commercio di Pisa la relazione sull'andamento dell'economia pisana nel 2013, con proiezioni per il 2014. Si soffre nei settori tradizionali locali e manca il lavoro. Fa da traino il mercato estero

La crisi continua a colpire duramente le basi del sistema economico locale. La timida ripresa dei mercati dell'Eurozona traina le esportazioni nostrane, ma il quadro nazionale e regionale resta desolante: il 2013 si è chiuso per l'italia con una recessione del Pil dell'1,9%, mentre in Toscana le stime Irpet-Unioncamere segnano una riduzione dell'1,4%. Calano i consumi (-2,2%) e gli investimenti (-3,5%), con in positivo il solo commercio internazionale (+0,9%). A Pisa il discorso non cambia.

Dalla relazione presentata dal presidente della Camera di Commercio Pierfrancesco Pacini si legge che "secondo le più recenti stime Prometeia il valore aggiunto prodotto a Pisa nel 2013 segna un -1,9%: un’ulteriore contrazione rispetto al 2012 quando aveva perso l’1,8%". Un declino segnato soprattutto dalla stagnazione del mercato interno, che colpisce le imprese più piccole e già in difficoltà. I settori che faticano maggiormente sono l'artigianato, il commercio al dettaglio, l'edilizia e il turismo interno; praticamente i settori chiave dell'economia provinciale.

La produzione manifatturiera pisana è calata del 4,5% nel 2013 e i primi 3 mesi del 2014 hanno segnato un'ulteriore contrazione del 2,2%. Il fatturato quindi vede un -5,7% per il mercato domestico, mentre l'export avanza del 2,9% per un volume di affari pari a 2,7 miliardi di euro, di cui quasi la metà in ambito europeo. Le perdite più vistose si hanno nelle compravendite immobiliari (-17,1% solo nel residenziale), nella produzione industriale elettronica e dei mezzi di trasporto (-9,7%), nella presenza turistica italiana (-6,5%, mentre hanno un +4,4% le visite straniere) e nelle vendite commerciali al dettaglio (-5,3%, con un ulteriore -6,2% per le realtà più piccole). 

I dati più preoccupanti riguardano il mondo del lavoro. Il tasso di disoccupazione continua a crescere: dal 6,8% del 2012 all’8,6% del 2013. Se si calcolassero anche gli inattivi disponibili a lavorare si potrebbe toccare la cifra del 14,5%. Nella fascia 15-34 anni si sfiora il 20%. Cala anche il numero di aziende che, nell'arco dei 3 anni dalla apertura, restano aperte: dal 64,8% del 2012 si passa al 63,2% del 2013. L'accesso al credito appare più semplice per le aziende strutturate (+2,5% di prestiti), mentre calano quelli elargiti alle piccole e medie imprese (-2,7%). Gli imprenditori pisani restano prudenti e le crisi aziendali restano diffuse. Lo dimostra il dato della destinazione dei prestiti: nel 2013 sono adibiti alla ristrutturazione del debito il 53% delle risorse, quando nel 2012 era solo il 16%.

Per il 2014 si prevede un leggero recupero. Il clima sembra più favorevole, specialmente per i settori che incrementano la loro produzione. La lavorazione dei minerali non metalliferi e la meccanica fanno registrare rispettivamente un +4,7% e un +2,7%. Altro dato incrementale è quello del fatturato dell'alta tecnologia, che nel 2013 ha chiuso con un +3,4% toccando i 940 milioni di euro.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'economia pisana fa i conti con la crisi: mercato interno asfittico, tira l'estero

PisaToday è in caricamento