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Economia

Commercio a Pisa: in meno di dieci anni il 29% dei negozi ha chiuso, dimezzati gli ambulanti

Cresce l'accoglienza, tiene la ristorazione. Sono i dati dell'ottava edizione dell'Osservatorio sulla demografia d'impresa delle città italiane, realizzato a livello nazionale da Confcommercio

Sono 278 i negozi al dettaglio chiusi a Pisa negli ultimi dieci anni, il 29% in meno rispetto a a quanti erano nel 2012, con un preoccupante calo delle attività ambulanti (-52% dal 2012 al 2022). Aumentano alberghi e servizi di alloggio (+48%), tiene la ristorazione, che pur perdendo il 4% sul territorio comunale vede il 10% delle attività in più nel centro storico. E' quanto emerge dall'ottava edizione dell'Osservatorio sulla demografia d'impresa delle città italiane realizzato a livello nazionale da Confcommercio, con il contributo del Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne, che ha fornito i dati sui quali si è sviluppato lo studio.

Il calo più forte nella città di Pisa ha interessato proprio i titolari di attività di commercio al dettaglio ambulante: dalle 211 imprese del 2012 sono 139 le attività regeistrate al giugno 2022. Saldo negativo anche per il settore moda, calzature e abbigliamento (-19%) e per i negozi di prodotti alimentari e bevande (-18%). In dieci anni la città ha perso il 29% del commercio al dettaglio, il 16% negli ultimi tre anni, dal 2019 al 2022. Segnali positivi arrivano invece dall'accoglienza, trascinata da alberghi e servizi di alloggio (+48% in totale), bar e ristoranti, cresciuti del 10% nel centro storico.

"La doppia crisi, quella pandemica prima e quella energetica poi, hanno enfatizzato i trend di riduzione della densità commerciale già presenti prima di tali shock - è l'allarme del presidente di Confcommercio Provincia di Pisa Stefano Maestri Accesi - un fenomeno che ci lascia profondamente preoccupati: la desertificazione commerciale non riguarda solo le imprese, ma la società nel suo complesso perché significa meno servizi, vivibilità e sicurezza. E' arrivato il momento di cambiare marcia: ci aspettiamo un cambio di passo diventato ormai urgente e improcrastinabile considerata la siturazione, le imprese hanno bisogno di fatti e interventi concreti per invertire questa tendenza. Occorre accelerare la riqualificazione urbana e prevedere un utilizzo più ampio e selettivo dei fondi europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza".

E' un bilancio in chiaroscuro quello del direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli: "A Pisa, come nella maggior parte delle città italiane, la riduzione di attività commerciali e la crescita dell’offerta turistica risultano più accentuate nei centri storici rispetto al resto del comune. Il numero assoluto di imprese in centro storico resta comunque pressoché invariato, grazie soprattutto al comparto dell'accoglienza cresciuto dal 5%, trainato dall'apertura di alberghi e struttrure ricettive, passate dalle 130 del 2012 alle 193 del 2022, e dall'incremento delle attività di ristorazione e bar nel centro storico. Parcheggi, viabilità, Ztl, sicurezza ed eventi restano i temi fondamentali per sostenere il commercio pisano".

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