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Ikea in assemblea: un confronto aperto con gli abitanti di Porta a Mare

Una serata per parlare del progetto e chiarire alcuni dubbi soprattutto riguardanti la viabilità. Filippeschi: "Sono sempre disposto ad ascoltare tutti ma basta con le polemiche inutili"

Si è svolta ieri sera un'assemblea cittadina pubblica tra il sindaco e gli abitanti di Porta a Mare per discutere sull'impatto ambientale conseguente all'insediamento del colosso svedese. Filippeschi ha prima riassunto brevemente la vicenda, chiudendo con un intervento rivolto a chi rema contro il progetto Ikea: "Ok discutere, ma facciamolo in modo costruttivo. Il nostro obiettivo è solo quello di migliorare la città costruendo nuove opportunità di lavoro".

"La prima proposta, avanzata dal Comune di Vecchiano - comincia a dire Filippeschi - è stata accantonata perché l'ente aveva bisogno di risolvere alcuni problemi sulla viabilità troppo dispendiosi. Così i vertici dell'azienda svedese hanno chiesto a tutti gli altri Comuni della zona di avanzare proposte alternative. Pisa, che prima di allora non aveva mai avuto rapporti con Ikea, aveva esposto tre possibili locazioni nei quali poteva insediarsi lo store. Proprio una di queste possibilità è stata scelta come futura locazione: Canale Navicelli".

Il sindaco spiega che Ikea si era subito mostrata molto interessata alle proposte fatte dal Comune pisano, soprattutto quella riguardante la zona di Porta a Mare. "Ciò che sapevamo da subito - continua Filippeschi - è che l'azienda si è sempre interessata a locazioni vicino alle autostrade, la zona Navicelli era perfetta. Dopo che Ikea diede il suo "Si", anche la maggioranza del consiglio comunale si mostrò positiva all'insediamento. Adesso dobbiamo garantire la tempistica per l'approvazione della variante, iniziando i lavori quanto prima".

Uno dei problemi principali di tutta la questione rimane infatti quello della viabilità. È ovvio che l'insediamento di una multinazionale, farà orbitare sulla cittadina un numero  elevato di persone e conseguentemente di veicoli. Per adesso le strade non sono del tutto pronte a reggere un traffico così massiccio.

"Per il problema Aurelia - rassicura Filippeschi - ci aspettiamo aiuto e finanziamenti dalla Regione Toscana. Tempo fa abbiamo firmato un protocollo d'intesa per il miglioramento dell'Aurelia. Ben 5 milioni di euro verranno utilizzati per finanziare le migliorie stradali. In tutto ci sono 3 rotonde in costruzione ed altre da modificare. Per il resto dei problemi, con la giunta, abbiamo avanzato proposte che vadano incontro alla cittadinanza: dalle assunzioni alle collaborazioni con le aziende locali. Stiamo cercando di coinvolgere tutti: le città con insediamenti Ikea, hanno sempre una certa ossatura e noi dobbiamo cercare di giocarci al meglio questa opportunità".

Dopo l'intervento del primo cittadino, segue quello dell'assessore all'urbanistica Fabrizio Cerri che spiega alcuni passaggi tecnici. Viene detto che la zona dove sorgerà Ikea era già destinata a uno stravolgimento urbanistico, con un progetto cantieristico risalente al 2001. "Il vecchio piano - spiega Cerri- prevedeva addirittua 20mila metri quadri in più, rispetto al progetto Ikea".

Rimanendo nell'ambito dei numeri si è passati quindi dai 158mila metri quadri previsti dal progetto del 2001 ai 138mila metri effettivi, previsti dall'insediamento del colosso. "Di tutti questi metri - annuncia Cerri - solo 19.500 sono previsti per la superficie di vendita. Il resto è destinato ai magazzini, parcheggi e un futuro parco. Più avanti Ikea potrà decidere se ampliare o meno lo store, con una struttura modulare. L'edificio è già progettato per un ulteriore allargamento".

L'altra questione analizzata dall'assessore è sempre quella del traffico e della viabilità. "A settembre abbiamo studiato la situazione traffico nei pressi dell'aeroporto e dell'uscita autostradale. Si sono così determinate due fasce orarie critiche: il venerdì dalle 17 alle 19 e il sabato dalle 16 alle 18. "La velocità delle macchine, in queste zone, è molto bassa  - dice l'assessore - al di sotto dei 10 km orari, a causa delle strutture stradali. Per adesso, nelle fasce orarie prese in considerazione, abbiamo contato 6.903 veicoli che transitano il venerdì e 4.712 il sabato. Quando sorgerà il colosso, alla nostra prima stima, vanno aggiunte ulteriori macchine. In media ci saranno 700 veicoli in più per il venerdì e 900 per il sabato".

Filippeschi e Cerri elencano i lavori di costruzione e ampliamento di alcune rotonde che verranno eseguiti prima della fine del 2013. Interventi che erano già previsti a prescindere dalla nascita di Ikea. In conclusione si pensa che ci sarà l'adozione della variante a gennaio e l'approvazione un paio di mesi dopo. In contemporanea la Regione dovrà dare le sue approvazioni per le superfici di vendita. Così per l'inizio dei mesi estivi si cominceranno i lavori. Inoltre Cerri annuncia che prossimamente verrà aperto un bando pubblico, dove chiunque potrà presentare idee alternative al progetto, che potranno essere prese in considerazione.

Alla fine delll'assemblea arrivano le domande dei cittadini. Vertono quasi tutte su come verranno gestiti i lavori stradali e sulla questione del pagamento dei terreni dove sorgerà Ikea. Il sindaco risponde che sulla vicenda dei 700.000 euro, non ancora percepiti dal Comune, non c'è da preoccuparsi. "I debitori del Comune sono tanti - afferma Filippeschi - ma questo non inciderà sui lavori. Se non verremo pagati entro la data stabilita si andrà per vie legali. Non bisogna strumentalizzare questa situazione". 

Tra i dubbi generali, c'è anche qualcuno che si lamenta per il futuro insediamento del colosso svedese. Il sindaco, dopo aver ascoltato tutti, risponde sottolineando il suo dissenso per alcuni pregiudizi da parte dei cittadini: "Il progetto Ikea è stato accolto positivamente da quasi tutta la cittadinanza, per i palesi riscontri positivi che avrà sulla zona Navicelli e su tutta Pisa. Non capisco perché ci dev'essere sempre qualcuno che va contro a prescindere. Non condivido le polemiche sterili che non sono seguite da azioni concrete. Non si può essere solo un popolo di appagati senza creare finalità di lavoro future per i nostri giovani".

 

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