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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Economia

Occupazione: sale del 13% la domanda di lavoro rispetto al 2019 pre-pandemia

Il dato riguarda ottobre 2021. Gli incentivi per l'edilizia spingono la richiesta di manodopera, l'autunno ferma invece commercio e turismo

Tendenza con segno positivo anche nel mese di ottobre 2021 per la domanda di lavoro delle imprese pisane con dipendenti del settore industriale e dei servizi, secondo i dati del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal ed elaborati dalla Camera di Commercio di Pisa. Sono infatti 2.810 le entrate previste dalle imprese pisane con dipendenti: un incremento di 1.080 unità rispetto allo stesso mese del 2020 (+38,5%), ma il dato comparativo più significativo è l’aumento di 330 unità rispetto all’ottobre del 2019, periodo prepandemico, e dunque un +13%.

A livello nazionale, con una previsione ad Ottobre 2021 di 505mila assunzioni, il dato percentuale della crescita rispetto allo stesso mese nel 2019 (+29,1%) è però superiore a quello pisano. Se estendiamo l’analisi al trimestre ottobre-dicembre 2021 la domanda di lavoro espressa dal sistema imprenditoriale pisano arriva a quota 7.340 con un incremento di 480 unità rispetto al medesimo trimestre del 2019.

Il Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini: "Continua la tendenza a crescere della domanda di lavoro espressa dalle aziende pisane, in parallelo ad alcuni incoraggianti segnali di ripresa dell’economia. Resta invece severo, ed il quadro è generalizzato a livello nazionale, il gap domanda-offerta di lavoro soprattutto a causa della mancanza delle figure professionali ricercate dalle imprese. Il tema è quello ricorrente, come allineare i percorsi scolastici e di formazione professionale con le reali esigenze e aspettative delle imprese".

Il 26% delle assunzioni previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre per il 74% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita). La quota di assunzioni destinataria di contratti di somministrazione si attesta al 8%. Il 25% dei contratti sarà offerto a personale under 30 e per una quota pari al 70% delle entrate viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore. Anche a Ottobre si conferma la difficoltà per le imprese nel reperire il personale qualificato richiesto: questo è vero per il 37% delle posizioni offerte: un valore in crescita di 5 punti percentuali rispetto al 2019.

La domanda cresce nel settore dei servizi alle imprese e alle persone

A livello settoriale la domanda di lavoratori che si registra in provincia di Pisa nel mese di ottobre viene soprattutto dai servizi alle imprese che, rispetto al settembre 2019, registrano un +35% che, considerando i titoli di studio richiesti, è determinato da profili a bassa qualifica. Segno positivo anche per i servizi alla persona con un +25% mentre si registra un calo nel commercio (-11%) e nel Turismo (-21%) che mostrano ancora di soffrire rispetto al pre-pandemia. Continua a crescere anche l’Industria manifatturiera (+6%) e spicca il balzo in avanti delle costruzioni (+74%) evidentemente frutto dell’avvio e dell’efficacia dei “bonus” legiferati per l’edilizia.

Cresce la domanda di profili non qualificati e di operai specializzati

Considerando i macro-gruppi professionali, la crescita più consistente si conferma tra le professioni non qualificate (+73% tra l’ottobre 2021 e lo stesso mese del 2019). Seguono, in termini percentuali, gli operai specializzati e conduttori di impianti e macchine (+22%), cresce anche la domanda di profili ad elevata specializzazione (+13%) e, anche se con minore intensità, quella di impiegati e le professioni del terziario (+5%).

Più elevata rispetto al 2019, quando toccava il 34%, la quota di assunzioni di difficile reperimento che a ottobre 2021 si assesta al 37% delle figuere ricercate. Le aziende pisane faticano a reperire, tra le professioni ad elevata specializzazione, tecnici della sanità, dei servizi sociali e dell'istruzione (46% dei casi), tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione (45% dei casi). Tra le professioni dei servizi maggiori difficoltà si registrano cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici (46% del 120 posti offerti) e operatori dell'assistenza sociale (il 48% degli 80 posti disponibili). Tra gli operai specializzati difficili da trovare si trovano quelli per l’edilizia (il 63% delle 290 assunzioni sono difficili da fare), quelli dell'industria alimentare (il 57%), e della metalmeccanica (il 53%). Diffile da trovare anche personale non qualificato nei servizi di pulizia e in altri servizi alle persone (nel 38% dei casi).

Stabile la quota di assunzioni destinata a personale diplomato

A ottobre 2021, le posizioni offerte ai laureati rappresentano appena il 12% di quelle complessivamente offerte: nello stesso mese del 2019 erano il 15%. In calo la domanda di personale in possesso di diploma: 33% contro il 39% del 2019. Flessione ancora più sensibile per la quota di ingressi di personale con qualifica o diploma professionale (il 15% contro il 23% del 2019). Considerando i titoli di studio chiesti ai neo-assunti, a ottobre la quota più consistente continua ad essere appannaggio del personale con la sola scuola dell’obbligo: 38% contro il 22% di due anni fa.

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