Lunedì, 21 Giugno 2021
Economia

Rapporto economia 2014: segnali di ripresa, ma agricoltura e commercio in crisi

Meccanica, Hi-Tech, immobili, turismo ed aeroporto hanno trend positivi che lasciano ben sperare, ma è stato un anno pessimo per l'agricoltura e ancora negativo per il commercio. Valutazione in chiaro-scuro, con un primo calo della disoccupazione

"Dopo 7 difficili anni di trincea, con saldi economici e sociali nettamente in rosso, forse siamo arrivati alla svolta attesa da anni. Se questa svolta sarà però adeguata alle aspettative e alle potenzialità della nostra economia dipenderà da tutti gli attori in campo: imprese, territori e istituzioni". Così ieri mattina il presidente della Camera di Commercio di Pisa, Pierfrancesco Pacini, durante la presentazione della 'Relazione sull'andamento dell'economia toscana nel 2014'.

Un rapporto che presenta, oltre ai dati economici nazionali ed internazionali, una carrellata sugli andamenti dei vari settori economici della provincia di Pisa. Dall'indagine emerge come nel corso del 2014 il Pil provinciale abbia segnato una contrazione dello 0,4%. "Pur trattandosi dell'ennesima contrazione - ha spiegato Pacini - si tratta comunque del miglior risultato ottenuto negli ultimi anni. La capacità produttiva della nostra industria è ancora del 30% inferiore rispetto ai livelli precrisi".

COSA VA. Segnali positivi arrivano da diversi settori. La meccanica segna una crescita produttiva del 7,1% anche se l'export dei macchinari perde un 7,4% rispetto al 2013. Buone anche le evoluzioni del settore elettronica-mezzi di trasporto al di fuori dei confini nazionali, con l’export che, nel 2014, segna una crescita del 4,0%. Interessanti i numeri dell'HiTech pisano che, sebbene stabile rispetto al 2013, fa segnare un +9,8% di occupazione, con previsioni di crescita per quanto riguarda il 2015. Segnali positivi dal turismo (+1,2%), dal settore della cooperazione (437 nuovi posti di lavoro nel 2014, +4,9% rispetto al 2013) e dal trasporto aereo con l'aeroporto Galilei che nel 2014 ha fatto segnare il nuovo record di traffico passeggeri (4,7 milioni, +4,6% sul 2013).

CHIARO-SCURO. Segnali contrastanti arrivano dal settore delle pelli e del cuoio che nel 2014 perde il 2,1% di produzione e l'1,5% di fatturato rispetto all'anno precedente. Tuttavia, con 719 milioni di euro di produzione esportata (+3,6%), la concia si conferma primo settore a livello provinciale in termini di vendite all’estero. Arretra anche la produzione interna di metalli (-5,8%) ma crescono le esportazioni che fanno segnare un +4,3%, permettendo al settore di arrivare ad un controvalore di 151 milioni di euro: il livello più elevato degli ultimi sei anni.

In leggera crescita il risultato del settore chimico-farmaceutico-gomma-plastica (+0,3% di fatturato). Il 2014 è stato invece uno degli anni peggiori per l'agricoltura pisana: Eventi atmosferici calamitosi di varia natura hanno aggravato una condizione di generale difficoltà delle imprese che, a fine anno, scendono a quota 3.623. Le esportazioni per il sesto anno consecutivo chiudono con il segno più (+2,3%). Infine l'ediliza: riprendono le contrattazioni di immobili residenziali che, dopo sei anni, sono tornate a crescere del +5,1%; il complesso delle imprese edili lascia però sul terreno il 7,4% del fatturato.

COSA NON VA. Continua la crisi del calzaturiero: la produzione industriale arretra di un ulteriore 1,8% ed il fatturato dell’1,3% rispetto al 2014. Sebbene migliore rispetto al 2013, quando la flessione fu di dieci punti percentuali, la produzione del legno-mobili nel 2014 si riduce di un ulteriore 0,7%. A preoccupare è però la durata della crisi che, ormai, si protrae da oltre sette anni. Segnali negativi anche dal commercio pisano con il fatturato complessivo che segna una contrazione del 7,4% ed anche l’occupazione che scende del 5,7%. Infine per il commercio il fatturato del settore, che comprende oltre al dettaglio anche la vendita di autoveicoli, segna nel 2014 una flessione del 7,6%.

OCCUPAZIONE. Buone notizie sul fronte dell'occupazione. Il tasso di disoccupazione provinciale scende infatti dall'8,5% all'8,3%. In calo anche la disoccupazione giovanile che passa dal 28% al 26,3%.

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