Economia

Il turismo a Pisa cresce, ma la Confcommercio dice no alla tassa di soggiorno

L'osservatorio del turismo italiano ha emesso dati molto più che confortanti per la città della torre e proprio per questo la Confcommercio, per bocca del direttore Federico Pieragnoli, vuole scongiurare la tassa di soggiorno che "rappresenterebbe un clamoroso autogol"


La notizia giunta ieri secondo la quale Pisa sarebbe la quarta destinazione turistica assoluta scelta dai vacanzieri per il mese di Maggio ha reso felici un po' tutti e ovviamente, in primis, il sindaco Marco Filippeschi che ha così commentato:”Rimanere dietro soltanto a Siena, Roma e Firenze è un grande orgoglio perchè ci siamo lasciati alle spalle varie località come Barcellona, Milano, Genova e Venezia. Questi risultati ci danno un'ulteriore conferma della bellezza del nostro territorio e ci dicono che gli sforzi fatti negli investimenti per migliorarlo sono stati ben ripagati. Penso al potenziamento dell'aeroporto, al restauro materico della Torre fino ai grandi disegni di riqualificazione del litorale e del centro storico. La strada intrapresa è quella giusta e non dobbiamo certo fermarci ora”.

CONFCOMMERCIO. Di questo risultato ne è ovviamente soddisfatto anche il direttore di Confcommercio Pisa, Federico Pieragnoli che ha tenuto però a fare una precisazione: "Tre città toscane nei primi 4 posti della graduatoria delle località più scelte dagli italiani nel mese di maggio, rappresentano l'ennesima conferma di quanto la regione Toscana e le nostre città d'arte siano competitive, quantomeno sul mercato nazionale. Ecco che, a fronte di un sistema turistico che deve senza dubbio essere migliorato sotto molti punti di vista, le ipotesi, sempre più frequenti e per la verità molto allarmanti, di imporre sui turisti tasse di soggiorno nei vari comuni, rappresenterebbe di certo un clamoroso autogol e un decisivo passo indietro in termini di accoglienza e competitività.Il turismo e le numerose imprese ad esso collegate, deve essere sostenuto, qualificato e rilanciato dagli stessi enti locali, e non certo da loro inquadrato come un settore economico al quale succhiare nuove risorse, ridurne la sostenibilità, abbassarne la redditività. Una considerazione di assoluta evidenza, rafforzata per di più da un dato incontrovertibile, che i capitoli di spesa impiegati dai comuni toscani in materia di turismo sono per di più, di fatto, irrisori”.

DATI. Analizzando i dati più in profondità emerge un quadro forse ancor più positivo: nel mese preso in esame, quindi Maggio 2011, la Toscana è risultata essere la regione preferita dai viaggiatori italiani, così come nel mese di aprile, con il 12,5% delle preferenze, seguita a distanza dalla Sicilia ferma ad un 9,9%. In pratica, sono giunti in Toscana 638 mila turisti italiani nel solo mese di maggio (su di un dato complessivo di 5 milioni e 111 mila vacanzieri italiani), turisti che hanno speso una media di 408 euro a testa, per un giro d'affari complessivo di oltre 260 milioni di euro (in calo rispetto allo stesso mese del 2010). Il mare risulta essere la destinazione principale, con il 41,7% delle preferenze, le città d'arte al 25,4%. la montagna al 17,1%, la campagna al 14,8%. Tra le attività preferite dai vacanzieri, il 55% ha passeggiato, quasi uno su due ha degustato prodotti enogastrononici locali (il 48,5%), poco meno di un terzo ha visitato monumenti, mostre e musei (il 29%), un 26,2% si è dedicato allo shopping.Tra le strutture ricettive, l'hotel si conferma la tipologia di alloggio preferita (si accaparra infatti il 39% delle scelte), seguito da casa di amici (il 26,5%), la seconda casa (il 14%), i bed & breakfast (l'8,4%), gli agriturismo (il 7,8%).

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