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Venerdì, 26 Aprile 2024
Elezioni comunali 2023

Verso le amministrative: a tu per tu con Paolo Martinelli

Il candidato del centrosinistra presenta la propria candidatura agli elettori

Pisano, 39 anni, marito e padre di tre figli. Paolo Martinelli dopo la laurea in Scienze politiche si è specializzato nell'ambito del sociale, seguendo numerosi corsi di alta formazione e facendone poi il proprio lavoro. L'ultimo impegno professionale è stata la presidenza delle Acli della provincia pisana, un ruolo complesso dal quale si è dimesso alla fine del 2022 nel momento in cui ha accolto la richiesta di partiti, movimenti e realtà civiche di centrosinistra di guidare la coalizione verso le elezioni del 14 e 15 maggio

Perché ha deciso di candidarsi a sindaco?

"Quando il centrosinistra mi ha comunicato di aver ritrovato nel mio profilo e nelle mie esperienze la persona migliore per rappresentare la guida civica della coalizione, mi sono messo a tavolino con i partiti per delineare il percorso della mia candidatura. Siamo in un periodo storico in cui è necessario, per lo schieramento che rappresento, ricreare il collante tra la società civile e la politica. Ho posto delle condizioni inderogabili legate all'autonomia e alla creazione di una lista civica, seguendo un metodo di lavoro che potesse tenere insieme tutte le parti che compongono la coalizione. Ne è venuto fuori un progetto civico e progressista molto interessante e ambizioso".

Secondo lei quali sono stati i punti critici che hanno caratterizzato l'amministrazione uscente?

"La Giunta Conti ha lavorato senza una visione futura. L'amministrazione ha lavorato molto sull'oggi, sulla manutenzione ordinaria della città, senza dotarsi di una prospettiva concreta per i prossimi anni. E' mancata una regia organica e unitaria in grado di tenere insieme tutte le parti, tutti gli enti e tutte le realtà che potrebbero rendere Pisa un'eccellenza a livello nazionale. Io vedo una città e un territorio isolati, che guardano esclusivamente all'interno dei propri recinti: l'esatto contrario di quello che dovrebbe fare un'amministrazione pubblica. Sono mancate le sinergie necessarie a esaltare le ricchezze del territorio. Questo ragionamento è applicabile a tutti gli ambiti: il rapporto con l'Università; la relazione con le categorie di imprenditori, commercianti e artigiani; la gestione del turismo e della cultura. La Giunta non ha saputo mettere a sistema tutte queste 'differenti' Pisa e tradurre le sinergie in un'amministrazione vincente".

Quali sono i punti salienti del suo programma elettorale?

"La messa a sistema di tutte le realtà che completano il puzzle pisano è la cifra del metodo di lavoro scelto per costruire il nostro programma. Abbiamo coinvolto centinaia di persone, con competenze trasversali e differenti tra loro, ai quali abbiamo aggiunto numerosi incontri con i quartieri della città per ascoltare la voce dei cittadini. La nostra è una visione policentrica, di una città che guarda con fiducia al futuro aprendosi verso l'Europa. Dobbiamo uscire dall'arroccamento vissuto negli ultimi 5 anni. Dobbiamo ripartire dagli ultimi, messi in gravi difficoltà dal periodo pandemico che ci siamo lasciati alle spalle e spesso dimenticati dall'amministrazione pubblica. Un programma fortemente incentrato sui valori sociali e civici, che va di pari passo con la necessità di investire con forze e determinazione nella sostenibilità declinata in tutti gli ambiti: dall'ambiente alla mobilità, passando per i lavori pubblici".

Come immagina l'esito delle elezioni?

"I recenti sondaggi ci attestano tra il 48 e il 52% delle preferenze. Un dato di partenza molto buono ma che lascia ampi margini di miglioramento. L'obiettivo primario è migliorare e intensificare la conoscenza reciproca con gli elettori in queste settimane che ci separano dal voto. Scenderemo molto più nel dettaglio del programma con l'intento di intercettare anche il sostegno di chi adesso è indeciso o non si è ancora documentato sulle diverse proposte elettorali".

Se dalle urne uscisse invece un esito negativo per la sua coalizione, che opposizione farebbe?

"Immagino un'opposizione estremamente vigile e attenta sull'operato della nuova maggioranza, ma allo stesso tempo costruttiva. Lo stile e i toni con i quali stiamo portando avanti la campagna elettorale verranno replicati anche all'interno del Consiglio comunale: faremo un'opposizione incentrata sulla responsabilità perché siamo consapevoli di quanto sia complesso amministrare una città come Pisa. Questo significa mantenere fermezza sulle critiche ma anche apertura al dialogo su proposte valide, Detto questo noi lavoriamo senza sosta per vincere e pensiamo di poter centrare l’obiettivo".

Perché Paolo Martinelli sarebbe 'un buon sindaco'?

"Per la capacità di tenere insieme le singole parti e tutti gli attori della città e del suo territorio. E anche per la capacità di ascoltare e fare rete, valorizzando le proposte senza preconcetti nei confronti delle divergenze e delle differenze. Un'attitudine maturata nel corso degli anni, ponendo estrema cura e attenzione soprattutto agli ultimi, a chi rischia di rimanere indietro".

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