Roberta Ragusa: in cento sfilano in corteo. Assente la famiglia

La manifestazione, promossa dalle amiche di Roberta, si è conclusa con il lancio di palloncini bianchi di fronte all'abitazione dei Logli. Intanto, dopo la consegna del dossier, sono in programma nuove ricerche

Poco più di un centinaio di persone, forse meno delle attese, hanno sfilato ieri sera per le vie della frazione di Gello di San Giuliano a cinque mesi esatti dalla scomparsa di Roberta Ragusa. Un corteo che si è concluso davanti alla villetta dei Logli con il lancio di palloncini bianchi da parte di un gruppo di bambini. Per non dimenticare la vicenda dell'imprenditrice svanita nel nulla.

Come annunciato nel pomeriggio di ieri dal legale Roberto Cavani, la famiglia Logli, a differenza di quanto successe invece nella fiaccolata dello scorso 21 marzo, non ha partecipato, pur condividendo le motivazioni degli organizzatori, per non spettacolarizzare la vicenda e per non creare fraintendimenti circa i loro reali sentimenti per Roberta.

Striscioni e manifesti tutti dedicati alla donna scomparsa sono stati portati in corteo. "Vogliamo giustizia per te" e "Non ci arrenderemo fino alla verità" recitavano con la precisa intenzione di andare avanti fino in fondo, fino a quella verità che potrebbe anche fare male ma che almeno chiuderebbe una vicenda dolorosa per la famiglia in primo luogo, ma anche per amici e per tutti quelli che semplicemente, pur non conoscendo Roberta, si sono affezionati a lei e alla sua storia tramite giornali e televisioni, da mesi mobilitati sulla misteriosa scomparsa.

Intanto sulla bocca di tutti continua ad esserci il dossier consegnato dai consulenti dell'Associazione per Roberta al pm Aldo Mantovani. In esso, oltre a informare di una lite avvenuta nel pomeriggio del 13 gennaio tra Roberta e il suocero, sono suggeriti anche una serie di luoghi in cui cercare, come il vicino cimitero, dove qualcosa, dopo la scomparsa, è cambiato.

"Crediamo che quella notte - spiega Imma Giuliani - Roberta sia andata alla resa dei conti con il marito, dopo avere avuto conferma della sua relazione clandestina con un'altra donna. Prima lo ha scoperto che telefonava in soffitta, poi lo ha seguito in autoscuola: ha indossato le scarpe da ginnastica, e non quelle che d'abitudine lasciava fuori dalla porta di casa di cuoio, proprio per non fare rumore, e un piumino per ripararsi dal freddo. In autoscuola è successo qualcosa, ma abbiamo ricevuto segnalazioni interessanti di un possibile occultamento del corpo nel vicino cimitero, qualcosa di più che semplici voci di paese".
Tanto che anche gli investigatori stanno organizzando una nuova battuta di ricerche. "Verificheremo queste segnalazioni - ha ammesso il pm Mantovani - ma non voglio dire di più, di certo non lasceremo nulla di intentato".

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