Economia

Saldi invernali: trecento euro a famiglia per l'acquisto a prezzi scontati

Se nell'area pisana ciascun cittadino spenderà in media 128 euro, leggermente più alta la cifra pro-capite in Valdera dove ogni persona avrà a disposizione mediamente 140 euro. Ecco un vademecum con alcune regole di base

E' pronta a spendere 320 euro ogni famiglia pisana che dal 4 gennaio approfitterà dei saldi invernali per cercare di acquistare abbigliamento a prezzo ribassato. Secondo le stime di Confcommercio Pisa, ciascun pisano potrà spendere in saldi una media di 128 euro, per un giro d'affari complessivo nell'area pisana di 15 milioni di euro. Gli sconti applicati oscilleranno tra il 30% ed il 50%. Se è vero che una famiglia su quattro ha rinviato gli acquisti di Natale, i saldi si confermano il momento privilegiato per l'acquisto dei capi spalla, cappotti e giacconi e maglieria pesante. Si conferma il buon momento degli accessori moda, stabili le calzature, in leggero calo i prodotti di valigeria. In linea di massima, la tendenza è quella di acquistare prodotti utili e duraturi.

“Il 2013 si è chiuso con un calo dei consumi del 2,3%, redditi pro capite tornati al 1986 mentre la fiducia delle famiglie è ai minimi storici - afferma il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli - a partire da queste premesse, e dalla prospettiva di un 2014 in cui la pressione fiscale resterà ai massimi livelli, il Pil non crescerà e i consumi continueranno a calare, mentre sul versante dei provvedimenti, non ci sono reali segnali di una decisa inversione di tendenza, è chiaro che i saldi non possono diventare il toccasana di tutte le difficoltà, ma l'aspetto positivo è che l'attenzione dei consumatori verso i saldi si conferma molto alta”.

"I saldi continuano a rappresentare il 18% dell'intero fatturato annuo e pur in un periodo di forte crisi economica, la grande maggioranza delle famiglie continuerà a fare ricorso con fiducia ai saldi - aggiunge Federica Grassini, presidente Confcommercio Pisa - nel contempo, il mix di prezzo si è spostato verso il basso, mentre si è ridotta anche la fascia di acquirenti tra i 100 e i 300 euro. La crisi è forte e prolungata, ma crediamo che prima o poi si dovrà assistere ad una inversione della spesa delle famiglie e l'auspicio di tutti noi che questo possa avvenire già a partire dai saldi invernali 2014".

VALDERA. Saranno almeno 34mila le famiglie della Valdera pronte ad approfittare delle occasioni dei saldi. Si prevede un giro d'affari per i comuni della Valdera superiore ai 10 milioni di euro. Ciascuna famiglia avrà a disposizione in media 300 euro per gli acquisti in saldo che diventano 140 euro a persona. In totale, i saldi rappresentano il 18% del fatturato di negozi di abbigliamento e calzature. A Pontedera il giro d'affari supererà i due milioni di euro, con una spesa pro-capite di 115 euro. Gli sconti applicati si attesteranno in media al 40%.
Sandro Cini, responsabile Confcommercio Valdera, commenta così la vigilia dei saldi: “La crisi è ancora forte e la fiducia dei consumatori è a livelli minimi. Tuttavia, al di là delle mille difficoltà, gran parte delle famiglie italiane aspetta la stagione dei saldi proprio per acquistare buoni prodotti a prezzi scontati. Quello che ci sentiamo di raccomandare è di prestare attenzione a prezzi eccessivamente ribassati e ad una scarsa chiarezza nella comunicazione degli sconti”.
 

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio Pisa ricorda alcuni principi base:

1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione.
4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.
5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

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