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Giovedì, 18 Aprile 2024
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Eccellenze: Università, Scuola Sant’Anna e Scuola Normale mettono in comune l’offerta formativa

Per la Scuola Sant’Anna domande entro il 20 febbraio, la Normale ha già avviato il percorso lo scorso semestre accademico

Per la prima volta, da questo anno accademico, tutte le studentesse e gli studenti dell’Università di Pisa anche se non allievi e allieve di Sant’Anna e Normale hanno la possibilità di seguire i corsi interni delle due Scuole pisane e conseguire i relativi crediti. Grazie a due nuovi accordi si consolida così il Sistema universitario pisano e diventa più forte la collaborazione fra i tre atenei cittadini per garantire una maggiore reciprocità di servizi nella didattica.

L’ammissione alle attività formative della Scuola Superiore Sant'Anna e della Scuola Normale Superiore è stata possibile grazie a due convenzioni approvate dai Senati accademici e dai Consigli di Amministrazione delle tre istituzioni accademiche, animate dall’intento di arricchire il percorso formativo di ragazze e ragazzi che vengono a studiare a Pisa, anche in un’ottica futura di avviamento alla ricerca.

Per fare domanda e seguire le lezioni del secondo semestre al Sant’Anna c’è tempo sino al 20 febbraio e possono intanto fare richiesta gli studenti delle magistrali o delle magistrali a ciclo unico dal quarto anno in poi. Le materie sono Economia e Management, Giurisprudenza, Scienze Politiche, Medicina, Ingegneria industriale e dell’informazione, Scienze agrarie e biotecnologie vegetali. Questa possibilità è già offerta dalla Scuola Normale Superiore. Sono stati 80 gli studenti e le studentesse per la Classe di Lettere e 200 per la Classe di Scienze iscritti all’Università di Pisa che hanno partecipato alle lezioni della Scuola Normale Superiore per il primo semestre di quest’anno.

Gli allievi ordinari e le allieve ordinarie della Scuola Superiore Sant'Anna e della Scuola Normale Superiore, in quanto studenti dell’Università di Pisa, hanno da sempre l’obbligo didattico di frequentare le lezioni dell’Università, insieme ai corsi interni. Da adesso studentesse e studenti dell’Università di Pisa, anche se non allieve e allievi delle due Scuole, avranno una possibilità in più di frequentare i corsi di Sant’Anna e Normale.

"La convenzione didattica, che abbiamo varato in questi mesi con la Scuola Superiore Sant’Anna, insieme a quella con la Scuola Normale Superiore, fa parte - sottolinea il professore Giovanni Paoletti, prorettore alla Didattica dell’Università di Pisa - della politica di rafforzamento del sistema universitario pisano intrapresa dall’attuale governance dell’Ateneo. Pisa è una grande comunità studentesca e ha un’offerta didattica con pochi uguali, a tutti i livelli della formazione universitaria. Lavoriamo con impegno insieme a colleghi e colleghe delle due Scuole, per migliorare le sinergie e valorizzare questo potenziale come merita, a beneficio dei nostri studenti e delle nostre studentesse".

"La possibilità che viene oggi offerta agli studenti e alle studentesse dell’Università di Pisa - commenta la professoressa Anna Loretoni, preside della Classe di Scienze Sociali della Scuola Superiore Sant'Anna - è un'occasione per ribadire la cooperazione tra le nostre istituzioni, a vantaggio del sistema universitario pisano. Sarà un'occasione di arricchimento anche per i nostri allievi e per le nostre allieve. Come docenti, siamo pronti a condividere la nostra didattica, interdisciplinare e fortemente ancorata alla ricerca, con chi vorrà frequentare i corsi offerti dalla Scuola Superiore Sant'Anna".  

"L’accordo tra Scuola Normale e Università di Pisa ribadisce una lunga collaborazione tra le due istituzioni - dice il professore Alessandro Schiesaro vicedirettore della Scuola Normale Superiore - e sancisce la possibilità per gli studenti di usufruire delle reciproche opportunità didattiche, prevede che frequentino i corsi senza altra autorizzazione e che ciascuna parte certifichi all’altra la frequentazione delle attività e l’esito delle valutazioni e degli esami; consente alle due istituzioni di condividere le proprie strutture didattiche e di ricerca necessarie all’attività formativa; stabilisce che vi sia la possibilità per i docenti di entrambi gli atenei di svolgere ore di insegnamento ulteriori rispetto ai compiti istituzionali se si rendessero necessarie per la crescita degli studenti e degli allievi. Penso che tutto questo contribuisca ad ampliare il ventaglio di possibilità che diamo ai giovani e ad elevare l’appeal del sistema universitario della città".

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