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Venerdì, 24 Maggio 2024
Elezioni comunali 2023

Da Lega a Fratelli d'Italia nel segno di Conti, a sinistra solo il Pd 'prende i voti', scomparso il M5S: Pisa è (quasi) di destra

Confrontando le elezioni comunali 2023 con i risultati di politiche 2022 e amministrative 2018, si consolida la presenza maggioritaria delle formazioni politiche di destra. Pesa il 'civismo schierato'

Pisa è di destra. Perlomeno, per chi va a votare. Dirlo sembra semplicistico, esagerato, troppo riassuntivo, specie se l'idea non piace. Ma questo dicono le urne. Il ballottaggio per 15 voti decretato dal voto del 14 e 15 maggio fa in modo che la partita fra Conti e Martinelli resti aperta, con il candidato del centrosinistra che crede nel 'colpaccio'. I numeri comparati fra il 2018 e il 2023, con l'intermezzo delle politiche 2022, raccontano un trend in cui appare lontano il dominio del Partito Democratico, un 'regno' in cui anche le compagini a sostegno del centrosinistra sono oggi meno affermate. In tutto questo ci sono due dettagli da tenere a mente: l'affermazione personale del sindaco Conti e la 'soglia minima' sotto la quale il Partito Democratico non scende. 

Un breve cenno storico, importante per capire l'andamento: nel 2013 si affermò al primo turno il sindaco Marco Filippeschi con il Pd che prese il 38,68%. La coalizione aveva la civica 'In Lista per Pisa' al 7,07%; Sinistra Ecologia Libertà al 5,25%; i 'Riformisti per Pisa' al 4,9%; Italia dei Valori allo 0,84%. Sul fronte centrodestra c'era ancora il Popolo delle Libertà, in declino, al 10,73%. C'era 'La Destra' all'1,44% e la Lega allo 0,35%. Fratelli d'Italia era al 2,81%, con 'Noi adesso Pisa' al 6,08%, per un 8,89% complessivo. I 5 Stelle erano al 9,20%. Una città in Comune al 4,78%, con ancora Rifondazione Comunista presente, al 2,94%. Oggi questi numeri appaiono lontanissimi. Unico seme col senno di poi riconoscibile è quel 'civismo di destra' che oggi fa la differenza. 

Elezioni 2023: i risultati delle liste 

La coalizione di Conti: forza dal trend nazionale, affermazione locale del sindaco 

I dati delle comunali 2023 fanno segnare il 17,04% di Fratelli d'Italia, il 14,53% della lista 'Michele Conti sindaco', il 10,33% della Lega, il 4,46% di 'Pesciatini per Pisa', Forza Italia-Unione di Centro e Pli 2,99%, chiude 'Pisa Punto Zero' con lo 0,76%.

Nel 2018 il primo turno vide queste statistiche: Lega al 24,72%, Fratelli d'Italia al 4,7%, Forza Italia al 3,59%. Ci fu il risultato di 'Pisa nel Cuore', del poi assessore Raffaele Latrofa, che registrò il 6,25% (oggi è in Fratelli d'Italia). 

Risultati liste elezioni comunali 2023 Conti

Come è noto, il traino nazionale dell'affermazione della Lega fu decisivo per la vittoria locale del sindaco Conti. Questo schema si ripete oggi per quanto riguarda i rapporti di forza interni alla coalizione, con Fratelli d'Italia che scalza la Lega al vertice della stessa. Se vediamo le politiche del 2022 il dato è ancora più netto: il partito della Meloni, fra Camera e Senato, si è affermato nel comune di Pisa con il 21% abbondante, mentre il partito di Salvini si è fermato al 6% scarso. Ad avere ora un peso specifico importante, segno dell'apprezzamento degli elettori per la figura stessa di Michele Conti, è il risultato della civica che porta il suo nome, un 14,53% che evidentemente non solo attinge da Fdi (rispetto le nazionali) e Lega (rispetto le comunali), ma attira su di sé anche molti voti provenienti da fuori la propria area politica. 

La coalizione di Martinelli: spinta l'idea di partecipazione, ma c'è solo il Pd

I dati delle comunali 2023 sono i seguenti: Partito Democratico al 23,50%, La città delle persone al 6,73%, Sinistra unita per Pisa (Europa verde, SI-Possibile-Sinistra civica ecologista) al 5,05%, Movimento 5 Stelle 3,04%, Riformisti per Pisa 2,21%.

Nel 2018 il primo turno vide queste statistiche: Pd 23,62%, In Lista per Pisa 3,76%, Riformisti per Pisa 2,89%, Con Danti per Pisa 2,76%. Il Movimento 5 Stelle, da indipendente e anzi alternativo allora a Pd e centrodestra, prese il 9,83%.

Risultati liste elezioni comunali 2023 Martinelli

Nelle votazioni è sempre diversa la prospettiva nazionale da quella locale, tuttavia per il centrosinistra la situazione non sembra variare molto: è il Partito Democratico a prendere i voti. Alle politiche 2022 il Pd aveva ottenuto un incoraggiante 28,5%, con Alleanza Verdi e Sinistra fra il 7 e l'8%; Più Europa 4,3%. Sembra quindi che il civismo a cui Martinelli è legato, dimostrabile da quel quasi 7% attuale, sia sostanzialmente quello dell'elettorato Pd o vicino allo stesso, considerando il mancato cambio di passo delle formazioni politiche gravitanti nel centrosinistra. Sicuramente, c'è da registrare che, nonostante tutto, lo zoccolo duro tiene sempre. Ma è un risultato che appare più in difesa, che in rilancio. O quantomeno in partenza, se del caso.

Un apporto decisamente poco rilevante è stato piuttosto quello del Movimento 5 Stelle, che se alle nazionali 2022 ha preso l'11% abbondante, nel locale è decisamente sprofondato. Probabilmente è la compagine in cui il voto civico, o quello deluso dalla 'solita politica' se si preferisce, è quello più rilevante: un elettorato che probabilmente ha optato per il civismo dell'altra sponda.

Vince il bipolarismo: solo Auletta è la terza voce in Consiglio 

Il verdetto delle urne ha travolto le formazioni politiche esterne alla dinamica centrosinistra-destra. Se il Terzo Polo, composto da Italia Viva e Azione, alle nazionali 2022 aveva fatto registrare l'8% circa, a livello amministrativo la proposta politica rappresentata dalla candidata Rita Mariotti non è stata proprio percepita, avendo raccolto solo l'1,34%. Localmente è stato bocciato dagli elettori anche il 'Patto Civico' di Veronese, che nel 2018 aveva raccolto il 4,15%; in questa tornata elettorale Alexandre Dei è rimasto allo 0,63%, segno dell'attribuita ininfluenza dell'azione politica della lista. Esordiente e senza prospettive il Comitato Libertà Toscana di Edoardo Polacco, per lui meno di 100 voti e lo 0,22%.

A confermarsi sui livelli di sempre è il candidato Francesco Auletta. Coerente da tempo con la propria proposta, mai trainata o affossata da trend nazionali, ha ottenuto il 6,73% delle preferenze, divise fra il 5,29% della storica lista Una città in comune e l'1,88% di Unione Popolare. Quest'ultima, a livello nazionale, aveva fatto registrare l'anno scorso circa il 3%. Sostanzialmente, il gruppo storico di Auletta può contare sempre su 2mila voti 'sicuri suoi', con in aggiunta circa 700 preferenze, una volta di Rifondazione Comunista, ora di Unione Popolare. Ne consegue l'ormai tradizionale ruolo di 'cane da guardia' della maggioranza in Consiglio comunale.

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