Serie B, società compatte nella richiesta di riduzione degli stipendi per fronteggiare l'epidemia

Le venti società cadette si sono riunite in videoconferenza per fare il punto della situazione. L'auspicio è di riprendere a giocare, con la prospettiva di tagliare gli stipendi ai tesserati e rivedere i costi di gestione

Il calcio italiano prosegue nella sua ricerca di nuove certezze e appigli ai quali aggrapparsi per trovare punti fermi in mezzo al marasma provocato dalla pandemia. La Lega B si è riunita lunedì 6 aprile, rigorosamente in videoconferenza, per fare il punto della situazione. All’ordine del giorno, ovviamente, le gravi conseguenze che la pandemia sta provocando ai club della Serie BKT e alle aziende proprietarie. Dopo un’introduzione nella quale il presidente Mauro Balata ha illustrato i possibili scenari sulla prosecuzione del campionato ipotizzati in Figc, che l’assemblea della Lega B auspica possa verificarsi, e illustrato il documento sul danno economico della categoria presentato in Federazione nei giorni scorsi, si è passati alla valutazione dei rapporti contrattuali con i tesserati.

"La Lega per questi rapporti – si legge nel comunicato ufficiale - all’unanimità ha deliberato una comune linea di indirizzo per contenere l’importo rappresentato dagli emolumenti dei tesserati, che si tradurrà nella:

1.  Mancata corresponsione della retribuzione annua lorda omnicomprensiva (anche riguardo alla parte premiale e di incentivo all'esodo) corrispondente al periodo di inattività;

2.  Valutazione, in caso invece di ripresa dell’attività sportiva relativa al campionato corrente, dell'impatto economico negativo derivante dalla gravissima contingente vicenda epidemiologica per determinare l'ammontare della riduzione di quanto dovuto dalla data di effettiva ripresa della competizione sino alla sua conclusione;

3. In funzione dell'attuale situazione di crisi, le società hanno inoltre manifestato l'esigenza di procedere ad una profonda revisione dei costi, anche in ottica prospettica.

Il tutto sempre nell’ambito dell’autonomia di trattativa e di accordo che le venti società cadette hanno con i propri tesserati".

Le iniziative sono state prese per porre un argine alle gravi conseguenze che questa emergenza certamente comporterà nel futuro al fine di preservare la sopravvivenza del sistema calcistico a tutela dei posti di lavoro. "Inoltre – prosegue il comunicato - in funzione dell’evoluzione della situazione di mercato determinata dalla dimensione e dalla profondità dell’attuale crisi, la Lega B ha deliberato di promuovere una rivisitazione delle relazioni intercorrenti con le altre leghe e con la Federazione oltre che dei rapporti con le altre associazioni rappresentate in Consiglio Federale, nell’intento di stabilizzare il movimento dal punto di vista della sua sostenibilità economica". Nel confermare la necessità, condivisa da tutti i club, di attenersi rigorosamente alle disposizioni del Governo e della comunità scientifica che lo supporta per la ripresa dell’attività, l’assemblea è stata informata anche delle attività in corso in Consiglio federale e, inoltre, dell’intenzione di aprire un confronto con la Lega Serie A allo scopo di verificare la possibilità di condividere iniziative, anche di natura solidaristica tra le due leghe, da adottare in questo momento di crisi.

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Al termine dell’incontro il presidente Mauro Balata ha ringraziato l’assemblea “che ancora una volta ha confermato l’unità di vedute e coerenza di comportamenti, capaci di raggiungere risultati associativi che ci vengono riconosciuti da tutti. Un apprezzamento - ha continuato poi il numero uno della Lega B - che si manifesta anche nel percorso di solidarietà portato avanti sempre dalla Lega B di fronte all’emergenza sociale dovuta al Covid-19 e concretizzato nella raccolta fondi per la ricerca del CNR, nonché nella donazione deliberata a favore della Protezione civile e, infine, nella distribuzione di materiale sanitario sui 20 territori della Serie B. Per non parlare delle centinaia di iniziative portate avanti dalle società di sostegno alle istituzioni impegnate sul campo”.

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