Pontedera: firmato l'accordo per il rilancio di Villa Crastan

Per tre anni sarà favorita la fruibilità dei locali e del giardino e verranno promosse attività di carattere culturale, ricreativo e sociale

A Pontedera amministrazione comunale ed associazione 'Villa Crastan Casa della città' hanno firmato ieri 24 febbraio il patto di collaborazione per la gestione dell'omonimo edificio, atto finale del percorso partecipativo sull'utilizzo dell'immobile e della successiva fase di progettazione sperimentale, finanziati dalla Regione Toscana. "Per noi - sottolinea l'assessore alla partecipazione e alla presidenza della Regione, Vittorio Bugli , presente all'iniziativa - è stata una sperimentazione importante, di cui facciamo tesoro anche nella redazione della nuova legge sui beni comuni".

Villa Crastan è uno dei luoghi più noti di Pontedera e da spazio vuoto torna ad essere luogo vivo. La richiesta dei cittadini del resto era stata chiara: non privatizzare il bene, ma rilanciare il ruolo di spazio pubblico. L'antica dimora negli anni '60 era divenuta proprietà pubblica, donata dalla famiglia, e il Comune ci aveva fatto la sede della biblioteca comunale. Per anni, con il suo parco, è stata un luogo aperto di socialità e promozione della cittadinanza. Dal 2014, dopo il trasferimento della biblioteca in una ex proprietà Piaggio, l'edificio era però diventato uno spazio in attesa di una nuova destinazione.

Nel 2017 l'amministrazione comunale aveva avviato un percorso di partecipazione, affidato alla cooperativa Sociolab, che a sua volta ha dato vita ad un progetto di incubazione e start up di gestione collaborativa. Tra tutte le idee presentate ne è stata scelta una e con il patto siglato stamani, della durata di tre anni, sarà favorita la fruibilità dei locali e del giardino, verranno promosse attività di carattere culturale, ricreative e sociali, sarà valorizzato il contributo della cittadinanza nella cura e gestione di beni comuni.

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Il nuovo modello di gestione si ispira ad esperienze di gestione condivisa dei beni comuni, sulla scorta delle linee guida regionali contenute nel Libro Bianco #CollaboraToscana.

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