Refezione scolastica, il sindacato: "Scade l'appalto, serve tutela per le lavoratrici"

Il Sindacato Generale di Base ha chiesto un incontro all'amministrazione

I delegati sindacali e lavoratori indipendenti del Comune di Pisa accendono i riflettori sulla sempre più vicina scadenza dell'appalto per la refezione scolastica, prevista nel 2021. Il timore è quello di una possibile perdita di posti di lavoro.

L'attività "non si riduce alla erogazione produzione di pasti nelle scuole comunali - scrive il sindacato - è invece un appalto più complesso che prevede attività quali la cucina, lo sporzionamento dei pasti e il servizio ausiliario nei nidi e nelle materne comunali. Da anni le lavoratrici chiedono il riconoscimento del ruolo da loro ricoperto di collaboratrici del personale educativo. Il contratto nazionale applicato, il ccnl del turismo, prevede un inquadramento come operaie, disconoscendo nei fatti 20 anni di percorso professionale iniziato con una cooperativa e poi proseguito con alcune aziende. Le lavoratrici hanno un mansionario da rispettare che le inquadra a tutti gli effetti come personale ausiliario mentre invece vengono contrattualmente, ritenute operaie generiche".

Occorre una normativa contrattuale, dal lato pubblico, più definita: "L'appalto oggi prevede un generico riferimento al numero di addetti, noi pensiamo indispensabile quantificare le ore di ciascuna lavoratrice perchè non basta riferirsi alle unità, lasciando alla azienda la facoltà di ridurre il monte ore e i salari per contrarre le spese o per utilizzare, con la massima flessibilità, il personale". Per il sindacato "le sporzionatrici sono l'anello debole della filiera lavorativa, bisogna quantificare le unità di personale e pretendere, fin dal prossimo appalto, che sia applicato un orario settimanale minimo al di sotto del quale non scendere. Ciò vale per tutto il personale interessato".

Nella questione rientra anche il caso Agazzi: "Con il prossimo anno scolastico - scrivono i delegati - avremo alcuni posti di lavoro a rischio per la soppressione della sezione alla materna Agazzi. Ad oggi ci sono 11 lavoratrici in appalto nelle tre materne comunali, se queste scuole saranno statalizzate, cosa ne sarà delle lavoratrici? Ricordiamo che si tratta di personale da oltre 20 anni impiegato negli appalti comunali, una 'anzianità di servizio'-professionalità non riconosciuta e calpestata".

Il Sindacato Generale di Base "ha già chiesto su questi temi - infoma - un'audizione nella Quarta Commissione consiliare e un incontro con il sindaco e l'assessore Cardia al fine di salvaguardare i diritti delle lavoratrici, salari, posti di lavoro".

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