Cronaca

Tari, aumento medio dell'11%, Conti: "Nuove norme infernali, conteniamo le bollette con sgravi e contributi"

Operativo il meccanismo di calcolo nazionale stabilito da Arera. Fra ristori e bandi su base Isee il Comune di Pisa cerca di limitare il colpo

Per il 2021 sono previsti aumentari sensibili per tutte le utenze Tari del Comune di Pisa. E' la conseguenza di una serie di incidenze, con alla base una novità normativa che doveva entrare in vigore nel 2020, ma che il Coronavirus ha fatto slittare, finendo per accorpare ogni aggravio aggiuntivo all'anno in corso. Con ogni distinguo del caso e con da valutare sgravi e contributi, il dato è d'impatto: si parla, in media, per le utenze non domestiche, di un +11% (+0,8 euro a metro quadro). Per le utenze domestiche, in base al numero delle persone del nucleo familiare, si va dal +10,56 (una persona) al +14,5% (5 componenti). Sono rispettivamente da 22 a 80 euro in più in un anno (da 6 o più componenti è +10,33%, 82 euro). 

Ci sono casi in cui, a fronte di benefici, nel 2021 si andrà a pagare comunque meno che nelle annualità precedenti. Ad illustrare i calcoli e le misure per contenere gli aumenti in bolletta sono stati stamani, 24 giugno, in conferenza stampa, il sindaco di Pisa Michele Conti e l'amministratore unico di Sepi Iacolo Cavallini.

Il perché degli aumenti, Conti: "Comuni ingabbiati"

A spiegare il motivo del sensibile incremento è stato Cavallini: "Sono entrati in vigore da quest'anno nuovi criteri per il calcolo delle tariffe, definti a livello centrale da Arera, l'Autorità di regolazione per l'energia, reti e ambiente. La sua delibera è del 2019, doveva operare fin dal 2020 ma con il Coronavirus il Governo ha posticipato l'avvio, che scatta quest'anno". Nella nota comunale si legge che a livello locale è quindi "l'Ato Toscana Costa ad approvare il piano finanziario del Comune, composto da sommatoria dei costi di gestione Geofor e del Comune". In sostanza "viene definito un budget - specifica l'amministratore Sepi - calcolato da un algoritmo predeterminato da Arera, che così fissa i costi che Sepi attribuisce in modo preciso secondo le varie categorie economiche". 

"E' un meccanismo infernale - ha detto il sindaco Conti - che scatta in un anno in cui le chiusure per il Coronavirus sono state molte. Con Anci abbiamo cercato di posticipare l'operatività, senza succeso. Devo dire pure che è stato difficile anche solo cercare di parlare con Arera. I sindaci vengono alla fine lasciati soli nelle decisioni". Prima di dettagliare sui numeri, Conti ha precisato che "a contribuire all'aumento è stata la stabilizzazione del personale Geofor, superando il precedente sistema delle cooperative. Il costo del personale è passato dai 14 milioni del 2019 ai 34 milioni del 2021. Era un impegno giusto ed è stato rispettato, ma non poteva essere a saldo zero, anche perché un capoluogo come Pisa non può permettersi, come magari può fare un piccolo comune di campagna, di ridurre i servizi". "Ora - ha aggiunto il sindaco su Geofor - è un'azienda a tutti gli effetti, che va resa più efficiente. E su questo non faremo sconti".

Riguardo l'ammontare in più richiesto al Comune di Pisa Conti ha spiegato che "il valore delle bollette 2019 è stato pari a complessivi 27,4 milioni, a fronte di un Piano Economico Finanziario di pari importo. Nel 2020 le stesse bollette sono rimaste invariate nonostante il Piano Finanziario dell'anno, con il nuovo metodo Arera, fosse aumentato a 30,4 milioni". Nel 2021 è di 30,7 milioni, dato il +6,5% annuo fissato da Arera. 

Le misure di contenimento degli aumenti

La prima misura è il posticipo delle rate per il 2021: il primo termine sarà il 31 ottobre, il secondo il 15 dicembre. 

A fronte delle nuove imposizioni, pari secondo i calcoli rispetto al 2019 pari a 3 milioni di euro aggiuntivi, il Comune di Pisa "può gestire 1,7 milioni di fondi statali per le utenze non domestiche, cioè negozi ed esercizi pubblici. Con le agevolazioni previste le categorie individuate andranno a pagare comunque meno rispetto gli anni precedenti" ha spiegato Conti. Gli sgravi direttamente in bolletta vanno dal 33 al 38% e sono destinati a 2742 utenze che hanno sofferto chiusure per il Covid.

Nel dettaglio si tratta di riduzioni del 38% per attività oggetto di chiusura: musei, associazioni sportive, cinema, sale congressi e teatri, magazzini delle attività oggetto di limitazioni e riduzioni, campeggi, impianti sportivi, esposizioni, negozi abbigliamento e beni durevoli interessati dalle chiusure, negozi di tende, tappeti e tessuti, parrucchieri ed estetisti, sale da ballo e locali ricreativi. Uno sconto del 33% per le attività che hanno subìto limitazioni: campeggi, alberghi con ristorante, affittacamere e alberghi, ristoranti, trattorie, pizzerie e pub, mense, hamburgherie e birrerie, bar, caffè e pasticcerie.

Sul fronte delle utenze domestiche saranno previsti bandi basati sul reddito con risorse comunali pari a 500mila euro. "L'amministrazione ha scelto di destinare ulteriori risorse del proprio bilancio per venire incontro alle difficoltà delle famiglie e dei più giovani". Il modello sarà quindi quello dei contributi che si sono visti durante il 2020, indirizzati a "nuclei familiari di giovani under 30 e a famiglie al di sotto di un determinato parametro di Isee".

Queste azioni si aggiungono a quelle già deliberate entro il termine del 30 aprile che avevano introdotto alcune modifiche al regolamento del tributo, prevedendo sgravi e riduzioni in precedenza non contemplati per famiglie con disabili e ultra 65enni: una riduzione del 25% per i nuclei familiari in cui risiedono portatori di handicap grave (legge 104/1992) con Isee non superiore a 25mila euro; riduzioni della tariffa da un minimo del 20% fino al massimo del 50% per over65 con fascia Isee non superiore a 20mila euro. 

Per l'immediato futuro sarà poi importante cercare di apportare correttivi per riequilibrare il calcolo matematico di Arera: "Nel corso dell'anno - ha concluso il sindaco - l'amministrazione punterà, con la Sepi, alla definizione di uno specifico studio relativamente alla produzione dei rifiuti e all'analisi dei coefficienti di calcolo della tariffa, tenendo conto delle esperienze di città confrontabili con Pisa in termini di dimensionamento e produzioni dei rifiuti. L'obiettivo è definire per il 2022 alcuni interventi mirati che consentano di calibrare in maniera più sostenibile il carico tra le varie categorie di utenze merceologiche". "Cioè - ha semplificato il discorso Conti - far pagare di più la grande distribuzione e meno il commerciante di quartiere. Perché, ad esempio, se è vero che una banca pure produce meno rifiuti rispetto ad altri, per lei migliaia di euro sono meno d'impatto che centinaia di euro per un piccolo esercente". 

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