Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Cambio d'appalto per la pulizia degli uffici comunali: "Si tutelino le lavoratrici"

Una Città in Comune-Rifondazione Comunista e i Delegati Rsu Indipendenti spingono affinché l'amministrazione si attivi verso la Consip per tutelare oltre 20 dipendenti del settore

Un impegno stringente del Comune sul controllo delle regole, per un rispetto concreto dei diritti delle lavoratrici. E' quello che chiedono all'amministrazione la lista Una Città in Comune-Rifondazione Comunista e i Delegati RSU Indipendenti per l'appalto della pulizia degli uffici nei palazzi del governo cittadino.

La scadenza della gestione dell'attuale associazione temporanea di imprese è prevista per agosto, a cui poi subentrerà la vincitrice della gara in corso. Titolare di tale procedura è la Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione, e non il Comune come in passato, a seguito delle nuove modalità di gestione degli acquisti introdotta nel 2015. Se quindi a fissare i termini della gara sarà l'ente terzo, Ucic-Prc e i Delegati RSU Indipendenti vogliono che l'amministrazione si interessi del caso in modo da tutelare le oltre 20 lavoratrici coinvolte nel cambio d'appalto.

"L'assegnazione alla nuova azienda o raggruppamento di imprese - spiega il delegato RSU Federico Giusti - è previsto per giugno, se quindi il Comune si muove subito c'è tempo per prevedere l'assorbimento di tutte le dipendenti da parte del nuovo ente gestore. Si tratta tutti di contratti a tempo indeterminato ma part-time, di alcune centinaia di euro ciascuno. E' indispensabile però che oltre ai capitolati corretti, il Comune controlli poi sull'applicazione degli stessi, per evitare i problemi passati che hanno visto un peggioramento delle condizioni di lavoro a fronte di un calo della retribuzione".

Giusti spiega il meccanismo: "Facendo confusione fra lavori ordinari e periodici, sostanzialmente straordinari, si crea disparità nel senso che le dipendenti sono chiamate a fare lavori che farebbero durante gli straordinari nelle ore normali, facendo risparmiare l'azienda ma peggiorando i propri carichi. E' successo che l'azienda di pulizie odierna ha pagato penali per lavori non fatti, ma è chiaro che comunque l'azienda ha più guadagno e chi paga sono le dipendenti".

"Quello che si è verificato - incalza il consigliere Auletta - è che poi con il monte ore ridotto si abbassa anche il salario. Quello che diciamo è che il Comune deve verificare che sia inserite e rispettate le clausole sociali in modo concreto. Non è sufficiente infatti che le lavoratrici non perdano il lavoro, ma al pari non ci devono essere riduzioni di stipendio e condizioni di lavoro non dignitose. La partita si gioca adesso, per questo chiediamo atti di indirizzo certi all'amministrazione in questo senso. Vorremmo che il Comune desse un'inversione di tendenza rispetto questa pratica di lasciare al mercato certe regolazioni, che poi portano ad appalti al ribasso dove pagano i più deboli".

"E' una battaglia per tutti i sindacati - conclude Giusti - un campanello di allarme in cui serve compattezza da parte di tutti coloro che si occupano di diritti dei lavoratori. Abbiamo chiesto audizione alla 4° Commissione consiliare da 10 giorni, attendiamo ancora risposta. Vogliamo che si intervenga al più presto per poter agire in modo efficace".

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